I. Titolo e dati bibliografici
00. Schedatore/Schedatrice
Freixeiro Ayo, Irina
01. Autore
Raimondi, Luca
02. Titolo
Stratonica, La
03. Titolo completo

La Stratonica ovvero Né stati, o qualitade amor osserva.

04. Manoscritti
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05. Edizioni utilizzate

La Stratonica overo né stati, ò qualitade amor osserva, di Luca Raimondi Nobile Reggiano, All’altezza Serenissima di Francesco II duca di Reggio, Modona, &c, Reggio, Prospero Vedrotti, 1676.

II. Tipo
06. Genere

Tragicommedia.

06. Sottogenere
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07. Generi interni
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III. Personaggi e rapporti
08. Elenco dei personaggi

Seleuco, re di Damasco; Stratonica, sua moglie; Antioco, figlio di Seleuco e di un’altra moglie precedente; Possidoro, principe di Tiro; Armira, principessa d’Iope; Delinda, damigella di Stratonica; Tamburino, paggio d’Antioco; Apollo; Fama; Amorini che volano; guardia del re; damigelle di Stratonica.

09. Protagonisti

Stratonica e Antioco.

10. Personaggi e maschere della commedia dell’arte o da essi derivati

Tamburino presenta molte caratteristiche di un secondo zanni.

11. Valore allusivo dei nomi dei personaggi

Tamburino: il significato letterale del nome potrebbe ricordare i tipici nomi dei secondi zanni.

12. Rapporti fra i personaggi

All’inizio dell’opera si presenta il rapporto figlio-matrigna tra Antioco e Stratonica che si evolve fino a un rapporto tra amanti; di conseguenza il primo marito di Stratonica, Seleuco, diventa, nell’ultima scena, suo suocero. Armira e Possidoro cominciano l’opera con un rapporto di odio, ma la situazione si risolve con l’innamoramento mutuo. Rapporto d’amore tra Delinda e Tamburino.

13. Personaggi speculari
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14. Soliloqui e monologhi di particolare importanza

Fama, elogio a Francesco d’Este (I.3); Possidoro, lamento per l’amore non corrisposto di Armira (I.7); Seleuco, disperazione per la malattia del figlio (III.4); Seleuco, decisione di permettere l’amore tra i due giovani (III.7).

15. Dialoghi e successioni di monologhi di particolare importanza
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16. Uso particolarmente rilevante degli a parte
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17. Personaggi che parlano solo in verso

Tutti.

18. Personaggi che parlano solo in prosa
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19. Personaggi che parlano a soggetto
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20. Personaggi che alternano testo scritto e improvvisazione
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21. Personaggi che parlano solo in italiano

Tutti.

22. Personaggi che parlano solo in dialetto, in forme di italiano regionale o storpiato, o in una lingua straniera
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23. Uso significativo e iterativo di figure retoriche o risorse simili
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IV. Intreccio
24. Riassunto dell’argomento del testo

Atto primo: Il principe Antioco si rende conto che è innamorato di Stratonica, la sua matrigna. Lei, sposata con Seleuco, un re giusto e buon marito, rifiuta l’amore del figliastro. Possidoro, il principe di Tiro, malato d’amore per la principessa Armira, non corrisposto, tenta di uccidersi bevendo un veleno, ma la principessa glielo impedisce. Si chiude l’atto con Stratonica che, colpita nel petto da un dardo di un amorino, s’innamora di Antioco.

Atto secondo: Antioco è talmente pazzo d’amore che si ammala fino a rischiare la vita. Stratonica pensa che la principessa Armira sia la causa della malattia del suo amante, per cui cova verso di lei un sentimento d’inimicizia. Stratonica si traveste e va nel giardino di Venere per attaccare Armira ma, all’improvviso, s’apre il serraglio dov’era rinchiuso un leone, il quale si scaglia contro Stratonica e la principessa d’Iope. Possidoro difende le due donne e uccide l’animale.

Atto terzo: Seleuco, assistendo alla disperazione del figlio, si rende conto di quanto sia forte l’innamoramento del giovane per Stratonica e, dopo aver ascoltato l’opinione medica di Eresistrato, riflette a lungo, sino a decidere di favorire la felicità e la salute di Antioco a scapito del suo matrimonio. Tutti i personaggi si riuniscono nel palazzo d’Amore, dove si risolvono i numerosi malintesi: Seleuco rinuncia a sua moglie e approva l’amore tra Antioco e Stratonica, i quali si dichiarano innamorati, così come fanno il principe Possidoro e la principessa Armira.

25. Tema principale

L’ Amore.

26. Temi secondari

Amore proibito (tra Antioco e Stratonica), amore paterno (che consente, persino, il matrimonio tra un figlio e la propria moglie), amore passione (di Possidoro verso Armira).

27. Comicità

L’unico personaggio che apporta comicità all’opera è Tamburino. Si veda, per esempio, II.2 (la sciocchezza del servo lo porta a confessare, senza rendersene conto, chi aveva inviato una lettera d’amore).

28. Elementi polemici, satirici e parodici
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V. Luogo e tempo
29. Luogo generale

La corte di Damasco.

30. Cambiamenti di luogo

I.1: selva; I.2-3: reggia del Sole ; I.4: selva di I.1; I.5-8: cortil regio; I.9-10: stanza d’armi diverse; II.1-8: appartamenti d’Antioco; II.9-10: giardino di Venere; III.1: appartamenti del re; III.2: cortil regio; III.3: giardino; III.4-5: cortil regio; III.6-8: camere con lumi; III.9-11: palazzo d’Amore.

31. Durata totale dell’azione
Alla fine del primo atto (I.7), Tamburino indica che la notte sta arrivando: («Orsù stiam ben, si vuol mutar la Luna») e nella penultima scena del secondo atto, tramite le parole di Possidoro, s’intende che un nuovo giorno sta per cominciare («In questo Ciel vedo spuntar l’Aurora»). Non ci sono indicazioni temporali nel terzo atto. Dunque, possiamo dedurre che la storia si svolge lungo 12 oppure 24 ore, compresa, sicuramente, un’intera notte. Inoltre, si tenga conto che lo svolgimento delle diverse azioni è compatibile con questa ipotesi.
32. Soluzione di continuità temporale fra gli atti o fra le scene
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33. Indicazioni esplicite sul momento temporale presenti nelle battute o nelle didascalie

I.7; «Orsù stiam ben, si vuol mutar la Luna»; II.9; «In questo Ciel vedo spuntar l’Aurora».

VI. Rispetto della regola delle tre unità
34. Tempo
35. Circostanze temporali

La mancanza di menzioni esplicite o di didascalie, non permette di stabilire una temporalità precisa, nonostante lo svolgimento delle diverse azioni sia totalmente compatibile con una durata non superiore alle 24 ore. (vedi §31)

36. Luogo
No
37. Circostanze spaziali

Alcune scene (I. 2-3; II. 9-10; III. 9-11) si svolgono in spazi magici e fantastici (la reggia del Sole; il giardino di Venere, il palazzo d’Amore) che non appartengono alla corte del re Seleuco.

38. Azione
39. Circostanze particolari dello sviluppo dell’argomento

Anche se l’opera presenta argomenti secondari, comunque tutti di carattere amoroso, c’è un’unica azione principale: l’innamoramento (quasi incestuoso) tra Antioco e Stratonica.

VII. Elementi materiali, performativi e didascalici
40. Uso di oggetti particolari

Le coppe d’argento (I.5, III.6); una figura d’oro della Verecondia (II.1, II.3); uno stilo (III.3).

41. Uso di effetti sonori e musicali
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42. Uso di effetti speciali

Fama appare su di un carro che scende dal cielo in I.3 e che sparisce in I.4; presenza di un leone in II.9.

43. Scena con ampia presenza di personaggi

Nell’ultima scena dell’opera (III.11) si riuniscono i sette personaggi principali: Seleuco, Stratonica, Antioco, Possidoro, Armira, Delinda e Tamburino.

44. Didascalie di particolare importanza

Le didascalie di I.2, I.3, I.9, II.9 e III.9, che corrispondono alle indicazioni della decorazione degli spazi fantastici (reggia del Sole, la stanza delle armi, il giardino di Venere e il palazzo d’Amore), sono accurate e descrivono un’ornamentazione ben precisa.

VIII. Prima recita
45. Prima recita

Probabilmente nel 1676 al teatro del senato di Reggio, come si può dedurre dal frontespizio dell’edizione: «Da rappresentarsi nel famoso teatro dell’illustriss. Senato di Reggio l’anno 1676».

46. Altre recite nel Settecento
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IX. Il testo in Goldoni
47. Riferimenti, diretti o indiretti, al testo o al suo autore presenti negli scritti o nelle opere di Goldoni
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48. Aspetti del testo particolarmente rilevanti in rapporto con il teatro goldoniano.
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X. Altri eventuali dati d’importanza presenti nei paratesti proemiali e altre osservazioni d’interesse
49. Dati dei paratesti

L’edizione comincia con una dedica a Francesco II Duca di Reggio, nella quale l’autore spiega perché ha deciso di comporre un dramma musicale. L’introduzione comprende anche un riassunto dell’argomento dell’opera.

50. Osservazioni

La storia che presenta Luca Raimondi non è originale, ma basata su un fatto storico reale: Seleuco I (c. 358-281 a. C.), re di Siria e Babilonia, sposò Apama di Sogdiana con la quale ebbe un figlio: Antioco. Dopo la morte di sua moglie, si risposò con Stratonica che, a sua volta, dopo qualche anno e un divorzio amichevole, si sposò con il suo figliastro. Quello che omette la storia di Raimondi è che dal matrimonio tra Seleuco e Stratonica nacque una figlia, Fila, la quale non appare nell’opera. L’amore di Antioco per la sua matrigna fu così intenso che il nuovo marito diede il nome della moglie alla città di Estratonicea, nell’antica regione di Caria. Luca Raimondi, probabilmente, riprese l’argomento dal romanzo La Stratonica (1635) di Luca Assarini: quest’opera, infatti, viene citata nell’introduzione come fonte d’ispirazione per il nobile reggiano. È anche da segnalare la presenza di personaggi allegorici, nonostante i loro interventi siano scarsi. Apollo è ridotto a una voce che anticipa il destino di Stratonica, rispondendo alla regina che «A tue gioie venture il Sole applaude, /e ne vedrai al fine/ di ghirlanda maggior cingerti il crine» (I.2). Anche se Fama appare sulla scena (le caratteristiche dei suoi abiti non vengono specificate), pronuncia un unico soliloquio (I.3) con una funzione esclusivamente encomiastica (lode a Francesco d’Este, dedicatario dell’opera), senza influire né direttamente né indirettamente sull’argomento dell’opera. Gli amorini, anche se muti, sono probabilmente le figure allegoriche che svolgono una funzione più rilevante: sono colpevoli di colpire Stratonica con un dardo d’amore, causando così l’innamoramento con Antioco (I.10).