| I. Titolo e dati bibliografici | ||
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00. Schedatore/Schedatrice
Rodríguez Gómez, Inés
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01. Autore
Cicognini, Giacinto Andrea
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02. Titolo
Forza del Fato, La
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03. Titolo completo
La forza del Fato overo Il matrimonio nella morte. Opera tragica di lieto fine. |
04. Manoscritti
Manoscritto apografo, ms. 1250, Biblioteca Casanatense di Roma. |
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05. Edizioni utilizzate
Giacinto Andrea Cicognini, fiorentino, La Forza del fato overo il matrimonio nella morte, Bologna, Longhi, 1653. Dottor Giacint’Andrea Cicognini, La Forza del fato overo il matrimonio nella morte, Venezia, Andrea Giuliani, 1655. Dottor Giacint’Andrea Cicognini, La Forza del fato overo il matrimonio nella morte, Venezia, Giacomo Batti, 1660. Dottor Giacinto Andrea Cicognini, fiorentino, La Forza del fato, Macerata, Eredi di Agostino Grisei e Giuseppe Piecini, 1660. Giacinto Andrea Cicognini, La Forza del fato overo il matrimonio nella morte, Milano, Giovanni Pietro Cardi e Gioseffo Marelli, 1661. Dottor Giacint’Andrea Cicognini, La Forza del fato overo il matrimonio nella morte, Venezia, Nicolò Pezzana, 1662. Dottor Giacinto Andrea Cicognini, La Forza del fato overo il matrimonio nella morte, Bologna, Giacomo Monti, 1668. Dottor Giacinto Andrea Cicognini, La Forza del fato, Venezia, Lupardi, (s.d.). |
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| II. Tipo | ||
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06. Genere
Tragicommedia («opera tragica di lieto fine»), tragedia regia. |
06. Sottogenere
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07. Generi interni
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| III. Personaggi e rapporti |
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08. Elenco dei personaggi
Alfonso, re di Castiglia; duchessa Deianira; D. Carlo; principessa Rosaura; D. Fernando Aulaga; Ruberto (Roberto), cameriere; Alidora, dama: Pasquella, balia e matrona; Piccariglio, servo; Riconetto, servo. |
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09. Protagonisti
Alfonso, re di Castiglia; D. Carlo; Deianira, duchessa del Tirolo; principessa Rosaura; D. Fernando Aulaga. |
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10. Personaggi e maschere della commedia dell’arte o da essi derivati
Pasquella e Piccariglio derivano dalla commedia dell’arte: Pasquella è la servetta sulla quale ricade la comicità a causa della sua semplicità e credulità, mentre Piccariglio deriva dal secondo zanni. Inoltre, di Pasquella sappiamo che è personaggio tipico toscano definito come: «personaggio ridicolo introdotto in Firenze nella comica giocosa, e per le feste carnevalesche» (cfr. Vocabolario metodico italiano universale, diretto da Giuseppe Bargaglia, 1845, p. 228). |
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11. Valore allusivo dei nomi dei personaggi
Piccariglio, nome che deriva dalla letteratura spagnola, in particolare dal tipo di personaggio picaro sorto nel romanzo anonimo Lazarillo de Tormes (1550) che inaugurò una corrente letteraria importante. Piccariglio sarebbe l’acronimo di picaro e lazarillo. Inoltre, il personaggio di Riconetto ricorda il nome del personaggio picaro Rinconete della novella “picaresca” Rinconete y Cortadillo, appartenente alle Novelas ejemplares di Miguel de Cervantes. |
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12. Rapporti fra i personaggi
Alfonso e duchessa Deianira: innamorati; D. Carlo, zio e tutore di Alfonso e tutore di Deianira; Rosaura, moglie di Alfonso; D. Fernando, marito di Deianira; Ruberto (Roberto), cameriere di Alfonso, e Alidora, dama di Deianira, amanti; Pasquella, balia di Rosaura; Piccariglio, figlio di Pasquella, amante di Alidora. |
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13. Personaggi speculari
Alfonso di Castiglia / D. Fernando; Deianira / Rosaura. Questi quattro personaggi formano due coppie di innamorati che interagiscono tra di loro a causa dei loro amori impossibili e, anche, dei loro matrimoni imposti. Alfonso e D. Fernando sono innamorati entrambi di Deianira; Rosaura è sposata con Alfonso, ma innamorata di D. Fernando; Deianira è sposata con D. Fernando, ma innamorata di Alfonso. Alla fine muoiono Rosaura, scambiata per Deianira, e D. Fernando, preso per Alfonso. |
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14. Soliloqui e monologhi di particolare importanza
I.1.15, Alfonso disperazione per amore; II.4.1, D. Fernando diffida di Deianira; II.18.1, Deinaira si lamenta che tutte le sue onorate azioni vengano prese come inganno al marito; III.2.1, Ruberto (Roberto) descrive i problemi che si stanno producendo a causa della passione del re verso Deianira; III.15.1, D. Fernando convinto dell’infedeltà della moglie perché Piccariglio glielo fa credere. |
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15. Dialoghi e successioni di monologhi di particolare importanza
I.1.16, Alfonso confessa a Deianira di avere sposato Rosaura per la ragion di stato. Deianira rifiuta l’amore di Alfonso per onestà; II.20.9-50, Deianira decisa ad uccidersi prima di cedere agli amori di Alfonso; III.14.1-43, Piccariglio racconta a D. Fernando cheDeianira gli è infedele e che ha preso appuntamento con il re. D. Fernando gli chiede la pistola; III.16.1-7, Deianira e Rosaura si organizzano per scambiarsi nell’appuntamento con il re, in modo che lui stia con la moglie, ma la voce sia quella di Deianira; III.17.1-14, D. Fernando, che si finge il re, entra in colloquio con Rosaura, che si finge Deianira, e D. Fernando uccide Rosaura mentre Deianira uccide D. Fernando; III.22.26-53, Alfonso decide di sposare Deianira e lei acconsente. |
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16. Uso particolarmente rilevante degli a parte
I.6.34, Alfonso si dispera quando gli viene comunicato che deve sposare Rosaura poiché è innamorato di Deianira; I.6.36, Alfonso si chiede cosa penserà Deianira se lui sposa un’altra; Deianira e Alfonso hanno degli a parte nel momento dei loro matrimoni perché ognuno di loro spera che l’altro non si sposi; I.11.4, Deianira pensa che Alfonso l’abbia tradita; I.11.11, quando Alfonso sposa Rosaura, Deianira in un a parte afferma che sarebbe stato meglio che fosse morto; I.11.21, Alfonso sente molta pena perché Deianira sposa Don Fernando; I.11.29, vedere Deianira con un altro è un tormento per Alfonso; I.11.31, Deinaira è soddisfatta perché si è sposata per vendetta; I.16.1, Deianira afferma che mai avrebbe creduto che Alfonso fosse traditore, ma ha visto che lo è, e anche crudele. |
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17. Personaggi che parlano solo in verso
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18. Personaggi che parlano solo in prosa
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19. Personaggi che parlano a soggetto
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20. Personaggi che alternano testo scritto e improvvisazione
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21. Personaggi che parlano solo in italiano
Tutti. |
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22. Personaggi che parlano solo in dialetto, in forme di italiano regionale o storpiato, o in una lingua straniera
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23. Uso significativo e iterativo di figure retoriche o risorse simili
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| IV. Intreccio |
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24. Riassunto dell’argomento del testo
Atto I: Alfonso di Castiglia, innamorato corrisposto di Deianira, è costretto a sposare la principessa Rosaura per ereditare il regno. La duchessa Deianira accetta il matrimonio con D. Fernando, antico spasimante sempre rifiutato da lei e del quale era innamorata Rosaura. Alfonso non vuole rinunciare all’amore di Deianira e le propone mantenere il loro stesso rapporto amoroso come prima. Deianira rifiuta e afferma di essere fedele e leale al marito. Atto II: Rosaura, gelosa di Deianira, comincia a creare situazioni difficili per lei, ma Deianira ne esce vittoriosa per la sua intelligenza e sincerità. Intanto, Alfonso predispone una serie di incontri per costringerla a stare con lui, ma Deianira si mostra totalmente fedele al marito, rifiutando con fierezza le insidie di Alfonso, perfino minacciando di suicidarsi. Nonostante tutto, Alfonso non desiste e fa chiudere D. Fernando in una stanza di corte con la scusa di risolvere alcuni affari burocratici e prepara un incontro in giardino di notte con Deianira. Atto III: La duchessa fa chiamare la regina in giardino, si confida con lei e difende la propria onestà per cui espone il suo piano per aggiustare tutto. Deianira racconta che il re verrà a trovarla ma troverà la regina, e che lei, collocata dietro Rosaura, sarà quella che risponderà con la propria voce. Piccariglio, che sente come Deianira prende un appuntamento con il re, avverte il padrone e lo aiuta a scappare dalla stanza nella quale era rinchiuso. D. Fernando chiede la pistola che porta Piccariglio per uccidere Ruberto, rivale per l’amore non corrisposto di Alidora, e si presenta nel buio della notte davanti a quella che crede sia la sua sposa fingendo essere il re. Quando D. Fernando sente la voce di Deianira confessando il suo amore, spara e uccide Rosaura mentre la abbraccia. Deianira, pensando che sia stato il re a uccidere la propria sposa, lo uccide con uno stiletto. Più tardi tutti i personaggi scoprono che i morti sono Rosaura e D. Fernando. Deianira chiede la morte come punizione quando scopre il suo errore, ma Alfonso la convince a sposarlo per salvare il suo onore. |
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25. Tema principale
Amore impossibile tra Alfonso di Castiglia e la duchessa Deianira. |
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26. Temi secondari
Ragion di stato, il tema della fortuna, il tema dell’onore, condizione sociale e amore. |
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27. Comicità
I.10.1-29, D. Fernando vuole sapere delle visite del re a Deianira, ma Pasquella, anziché rispondere, sgrida il figlio Piccariglio per la sua cattiva educazione e cerca di insegnargli come si parla con un signore, ma lo fa interrompendo D. Fernando perché non le è simpatico; II.2.5-33, Pasquella racconta a Rosaura che ha in odio D. Fernando e Deianira dando dei motivi irrilevanti ma che offendono molto Rosaura; II.3.1-53, Pasquella porta una lettera a D. Fermando da parte di Rosaura, Deianira riesce a farsela dare usando degli articoli inventati dello statuto di Castiglia e un anello come ricompensa; II.17.1-35, Rosaura vuole sapere se la lettera è stata consegnata a D. Fernando in mano e Pasquella pensa che la prenda in giro fingendo di non conoscere lo statuto di Castiglia; III.10.4-28, Pasquella si finge Ruberto per burlarsi di Alidora, ma questa comincia a spettegolare di Pasquella, che si offende. Comico anche l’argomento di Alidora per rappacificarsi con Pasquella e l’ingenuità di quest’ultima. |
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28. Elementi polemici, satirici e parodici
La ragion di stato: argomento che viene usato per giustificare il matrimonio tra Alfonso e Rosaura e che diventa l’inizio della tragedia. Alfonso accetta il matrimonio soltanto per poter diventare re, e non per vero interesse del suo popolo. La trasgressione della ragion di stato avviene quando questa viene trascurata e Alfonso vuole imporre la sua volontà a Deianira in modo tirannico. La condizione sociale e il matrimonio imposto per motivi sociali: infatti il fatto che Deianira sia in posizione sociale inferiore è il motivo per il quale Alfonso viene costretto a sposare Rosaura e questo fatto è l’inizio della tragedia. Il tema della gelosia assume un ruolo importante: gelosia tra le donne per rivalità di amore, gelosia di D. Fernando nei confronti del re, gelosia di Piccariglio per Ruberto per il fatto di essere innamorato non corrisposto di Alidora. Infatti, questa gelosia è quella che fa scoppiare il dramma perché la pistola che Piccariglio porta per uccidere Ruberto viene usata da D. Fernando per uccidere Rosaura, creduta Deianira. |
| V. Luogo e tempo |
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29. Luogo generale
Giardino del palazzo di D. Carlo. |
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30. Cambiamenti di luogo
I.1-8, giardino; I.9-17, sala regia; II.18-20, giardino; III.1-22, giardino. |
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31. Durata totale dell’azione
Una giornata.
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32. Soluzione di continuità temporale fra gli atti o fra le scene
C’è un salto temporale tra il I e il II atto, perché l’opera comincia all’alba, ma nel secondo atto è già sera. Nel terzo atto è notte fonda.
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33. Indicazioni esplicite sul momento temporale presenti nelle battute o nelle didascalie
L’opera comincia all’alba, I.1.1: alfonso. Alba, tu mi richiami a riveder quel sole che talora per invaghirmi con i suoi raggi […]; II.19.1, Alidora afferma: «e le damigelle, che non v’attendono più per questa notte, andavano a letto […]»; II.19.13, s’informa che sono suonate le tre ore di notte: deianira. Che ora può esser adesso? / alidora. Tre ore poco fa sonorno; III.1.1, Piccariglio comincia dicendo: «La luna, secondo me, sta a far lume a’ becchi del mondo di sotto, dianzi si vedeva ben bene, adesso è un tempo così scuro, che si taglierebbe, con la mannaia.» |
| VI. Rispetto della regola delle tre unità | |
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34. Tempo
Sì
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35. Circostanze temporali
Tutta l’opera si svolge in una giornata, dall’alba fino alla notte. |
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36. Luogo
Sì
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37. Circostanze spaziali
I personaggi si muovono nello stesso spazio, la casa di D. Carlo, e le situazioni si svolgono soprattutto nel giardino, che è dove i diversi personaggi si incontrano. Vi sono solo due momenti rappresentati all’interno: durante il matrimonio delle due coppie: Alfonso e Rosaura, D. Fernando e Deianira, che si svolge nella sala reggia, da I.9 in poi, e quando parlano Deianira e il suo servo. |
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38. Azione
Sì
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39. Circostanze particolari dello sviluppo dell’argomento
L’argomento comincia in modo banale con una coppia di innamorati che si giurano amore eterno, anche se lei ha paura e ha delle premonizioni cupe di tragedia a causa di un sogno avuto. Subito si scoprirà che lei aveva ragione e la coppia viene separata a causa del dovere di Alfonso come erede del regno di sposare una principessa. Il rapporto stabilito tra tutti personaggi e la continuità dell’azione procede attraverso diversi oggetti che, passando di mano tra i personaggi, producono delle confusioni gravi e situazioni di conflitto, arrivando perfino alla morte di due personaggi. Queste morti incidentali saranno, appunto, quelle che risolveranno la situazione e permetteranno agli innamorati di restare insieme. |
| VII. Elementi materiali, performativi e didascalici |
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40. Uso di oggetti particolari
II.2.1-53 e II.9.1, lettera che scrive Rosaura, moglie del re Alfonso, a D. Fernando, marito di Deianira, ma che riceve quest’ultima a cambio di un anello; II.8.2 e II.14.1-17, guanto che trova per terra il re e che Rosaura dà a D. Fernando dicendogli che è stata Deianira a darlo al re; II.19.2-6 e II.20.34-50, una spada che rimane nascosta secondo il piano di Deianira e che usa per minacciare Alfonso con il proprio suicidio per difendere la sua lealtà e onestà; III.14.22-43 e III.17.14, pistola che ha Piccariglio per uccidere Ruberto e che prende D. Fernando. |
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41. Uso di effetti sonori e musicali
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42. Uso di effetti speciali
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43. Scena con ampia presenza di personaggi
I.11: nove personaggi: Don Carlo, Rosaura, Alfonso, Deianira, Ruberto, Alidora, Pasquella, Don Fernando e Piccariglio; momento del doppio matrimimonio tra Alfonso e Rosaura e D. Fernando con Deianira. III.18: cinque personaggi: Deianira, Alfonso, Piccariglio, Rosaura e D. Fernando; si tratta della scena finale nella quale scoprono i cadaveri di D. Fernando e Rosaura. |
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44. Didascalie di particolare importanza
In questo testo non hanno quasi presenza le didascalie; soltanto in un caso si trovano in modo esplicito le indicazioni per gli attori. Questo succede in III.17, nel momento dell’incontro in giardino quando si succede una serie di confusioni che danno luogo alle morti per errore di Rosaura e di D. Fernando. Le didascalie di questo momento danno indicazioni sulle azioni che svolgono i personaggi di D. Fernando, prima, e di Deianira, dopo. |
| VIII. Prima recita |
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45. Prima recita
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46. Altre recite nel Settecento
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| IX. Il testo in Goldoni |
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47. Riferimenti, diretti o indiretti, al testo o al suo autore presenti negli scritti o nelle opere di Goldoni
In questa tragedia è molto importante il ruolo della protagonista, Deianira, che diventa il personaggio centrale dell’opera. Si tratta di una donna che, da sottomessa, si trasforma in un personaggio forte e con determinazione, che prende delle decisioni mossa dall’alto senso che ha della propria onestà. Questo tipo di donna forte, che impone le sue decisioni e il modo di agire, al resto dei personaggi e che mantiene la sua onestà al di sopra di tutto influisce direttamente nel teatro di Carlo Goldoni, popolato di donne intelligenti, determinate e intraprendenti che sono al centro degli argomenti e delle azioni nelle quali si trovano. Sono delle donne che attraverso la loro intelligenza, ingegno e volontà riescono a imporre il loro criterio. |
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48. Aspetti del testo particolarmente rilevanti in rapporto con il teatro goldoniano.
Determinante la rappresentazione del mondo femminile che nelle commedie di Carlo Goldoni risulta un elemento molto impotante. G. A. Cicognini utilizza un effetto teatrale nelle sue opere che C. Goldoni impara e usa anche lui nelle sue: il gioco della realtà e della finzione. Il lettore / pubblico conosce tutta la realtà dell’argomento, ma i personaggi ne conoscono soltanto una parte o si lasciano ingannare dalle apparenze in modo che si creano diversi errori e confusioni fra di loro. |
| X. Altri eventuali dati d’importanza presenti nei paratesti proemiali e altre osservazioni d’interesse |
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49. Dati dei paratesti
Nelle edizioni a stampa di Venezia presso la stamperia Batti, del 1660 e 1662 e, anche, nella stampa di Venezia di Pezzana del 1662, l’opera viene accompagnata da una dedica a Bartolamio Passinetto, mentre la stampa fatta a Macerata nel 1660 presenta una dedica a Pompeo Compagnoni e quella di Venezia, senza data, ma fatta presso la stamperia di Lupardi, presenta una dedica a Giovan Battista Leopardi, il cui testo è uguale a quello dell’edizione di Macerata. |
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50. Osservazioni
Presenza di un prologo nel quale dialogano Mercurio, Cupido e la Morte. Mercurio e Cupido lamentano che la ragion di stato allontani Alfonso e Deianira. Arriva la Morte e afferma che farà uguagliare tutto, informa anche che va accompagnata da Errore e da Gelosia. Si tratta, per tanto, di un prologo che introduce gli spettatori e i lettori nella trama della tragedia. Questa opera è stata creduta un’imitazione di Casarse por vengarse di Rojas Zorrilla, ma in realtà l’argomento è libero, anche se G. A. Cicognini prende, di solito, tutti gli elementi argomentali e drammaturgici dai testi precedenti per usarli in modo originale ricombinandoli. Nell’edizione della Drammaturgia di Leone Allacci accresciuta e continuata fino all’anno MCCLV, Venezia, Giambattista Pasquale, 1755, p. 372 si parla di un’edizione fatta a Firenze da Francesco Onofri, nel 1752, che sarebbe la prima edizione dell’opera, ma che non è stata ritrovata dagli studiosi, che indicano la stampa del 1755 a Venezia come quella prima conservata. Il manoscritto conservato nella Biblioteca Casanatense di Roma non porta data. |