I. Titolo e dati bibliografici
00. Schedatore/Schedatrice
Freixeiro Ayo, Irina
01. Autore
Raimondi, Luca
02. Titolo
Forza del ritratto, La
03. Titolo completo

La forza del ritratto overo Gli equivoci nelle gelose vendette.

04. Manoscritti
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05. Edizioni utilizzate

La forza del ritratto overo gli equivoci nelle gelose vendette, opera tragicomica, di Luca Raimondi Gentilhomo Reggiano. All’Illustriss. & Eccelentiss. Sig. Marchese Guido Rangoni, Venezia, Giacomo Didini, 1672.

II. Tipo
06. Genere

Tragicommedia («opera tragicomica»).

06. Sottogenere
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07. Generi interni
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III. Personaggi e rapporti
08. Elenco dei personaggi

Euridoro, re di Cappadocia; Origilda, sua moglie; Giacinta, figlia del re; Floridalbo, figlio del re; Lattaurio, figlio del re; Rosardo, figlio del re; Albanio, duca di Bursia, capitano generale dell’armi e guardia reale; Lucidaura, sua figlia; Scilandro, principe di Paflagonia; Arlanda, sotto il nome di Fedele, principessa d’Armenia; Scalabrina, sua nutrice; Orsindo, paggio di corte.

09. Protagonisti

Floridalbo e Arlanda.

10. Personaggi e maschere della commedia dell’arte o da essi derivati

Gli unici personaggi che potrebbero avere una relazione con le maschere sarebbero Orsindo (secondo zanni) e Scalabrina (Colombina), anche se presentano un atteggiamento e un comportamento molto più moderato dei corrispettivi personaggi.

11. Valore allusivo dei nomi dei personaggi
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12. Rapporti fra i personaggi

Euridoro, padre di Giacinta, Floridalbo, Lattaurio e Rosardo; Origilda, moglie di Euridoro; Albanio, padre di Lucidaura; Scalabrina, nutrice di Arlanda; Origilda, innamorata di Floridalbo; Giacinta, innamorata di Floridalbo; Floridalbo e Arlanda, coppia d’innamorati; Scilando e Lucidaura, coppia d’innamorati.

13. Personaggi speculari

Giacinta-Origilda rappresentano l’amore incestuoso mentre Arlanda incarna l’amore puro; Rosardo rappresenta il tradimento mentre Floridalbo incarna la fedeltà.

14. Soliloqui e monologhi di particolare importanza

Lattaurio, lamento per la propria morte (I.6); Euridoro, lamento per la morte del figlio (Lattaurio) e ira per essere stato l’altro figlio, Rosardo, il suo assassino (I.7-8); Floridalbo, riflessione sull’amore che sente per Arlanda (II.8); Rosardo, elogio a Guido Rangoni, dedicatario del testo (III.18).

15. Dialoghi e successioni di monologhi di particolare importanza

Rosardo e Scilandro, dialogo nel quale lodano la famiglia Rangoni (III. 17-18).

16. Uso particolarmente rilevante degli a parte
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17. Personaggi che parlano solo in verso
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18. Personaggi che parlano solo in prosa

Tutti a eccezione dei distici e delle brevi strofe che di solito chiudono un monologo oppure una scena (a. e. Albanio, I.8).

19. Personaggi che parlano a soggetto
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20. Personaggi che alternano testo scritto e improvvisazione
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21. Personaggi che parlano solo in italiano

Tutti.

22. Personaggi che parlano solo in dialetto, in forme di italiano regionale o storpiato, o in una lingua straniera
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23. Uso significativo e iterativo di figure retoriche o risorse simili
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IV. Intreccio
24. Riassunto dell’argomento del testo

Atto primo: L’opera comincia con un atto fratricida, il principe Lattaurio viene ucciso dal fratello Rosardo, geloso per il rapporto tra il primo e Lucidaura. Il re Euridoro, consapevole dell’omicidio, ordina la morte del figlio rimanendogli, dunque, come unico erede, Floridalbo. Arlanda, principessa d’Armenia, che si fa chiamare Fedele (travestita da uomo), dopo aver salvato Lucidaura dal principe Scilandro, diventa cavaliere al servizio del futuro re. Arlanda porta con sé un suo ritratto che è visto da Floridalbo. Il principe, appena lo vede, se ne innamora e chiede al suo nuovo cavaliere l’immagine. Fedele (cioè, Arlanda), innamorata del principe, glieglo dà senza rivelare però la sua identità.

Atto secondo: Origilda e Giacinta, matrigna e sorellastra del principe Floridalbo (ma innamorate di lui), cominciano un confronto tra di loro, che complica il rapporto tra lui e suo padre. La regina fa inviare un suo ritratto a Floridalbo e mentre lui lo osserva stupito è visto dal re, che fraintende le intenzioni del figlio e lo invia in prigione. Lucidaura interviene e salva Floridalbo (atto che ha come conseguenza il fidanzamento dei due personaggi), ma la sicurezza del giovane principe non dura molto: Giacinta, dopo esser stata rifiutata dal fratello, decide di togliersi la vita, in modo tale che, senza volerlo, Floridalbo sembra l’autore della sua morte. Questa volta non c’è nessun intervento che possa aiutarlo ed è rinchiuso in prigione, dove accetta e aspetta l’esecuzione. Origilda, mascherata, tenta di salvare il figliastro e lo conduce fino a una nave (dove si trovano anche Scilandro e Lucidaura, che è stata rapita ed è priva di sensi).

Atto terzo: La nave, purtroppo, naufraga. Floridalbo, Origilda e Scilandro riescono a sopravvivere, ma Lucidaura non ha la stessa sorte. Tutti tornano al palazzo tranne Scilandro, che invece finisce per caso nel tempio dei Rangoni, dove si incontra con Rosardo, ancora vivo e pentito del suo atteggiamento all’inizio dell’opera, dopo aver scoperto il tempio e l’onorevole storia della famiglia Rangoni. Con l’aiuto dei poteri di quel magico luogo riescono a risuscitare Lucidaura, la quale, alla fine, s’innamora di Scilandro. Si riuniscono tutti i personaggi nella sala regia (perfino Giacinta, salvata dalla morte grazie ai poteri del tempio) e lì Rosardo spiega i fraintendimenti che colpirono la corte. Arlanda si rivela come la principessa di Armenia e Floridalbo, perdonato dal re, la sposa.
25. Tema principale

L’incesto, la vendetta e l’ambizione.

26. Temi secondari

I fraintendimenti e l’amore.

27. Comicità

In generale questa tragicommedia non presenta elementi comici, tranne gli interventi di Orsindo (p. e. il suo tentativo di nascondere l’identità del mittente del ritratto (Sua Maestà la Regina): «O questo non lo dirò poi, perché Sua Maestà quanto me lo consegnò m’intimò il silenzio né io voglio farmi corucciar dietro una donna, la di cui gran potenza non fa per me assagiarla» II.2; oppure quando finge di esser uno spirito per spaventare Scalabrina III.14).

28. Elementi polemici, satirici e parodici
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V. Luogo e tempo
29. Luogo generale

La città di Sinope.

30. Cambiamenti di luogo

I.1-8: bosco di cipressi; I.9-10: sala regia; I.11-13: città di Sinope; I.14-16: galleria (entro la corte); II.1-8: cortile regio; II.9-11: giardino di Psiche; II.12-16: cortile regio; III.I-4: mare; III.5: sala regia; III.6-8: cortile regio; III.9-10: giardino di Dafne; III.11:cortile regio; III.12-13: prigione; III.14: cortile regio; III.15: giardino degli allori; III.16: cortile regio; III.17: tempio; III.18-23: sala regia.

31. Durata totale dell’azione
Non viene specificata ma probabilmente supera le 24 ore. Dai riferimenti alla luminosità (evocazioni alle stelle, confusioni visive e presenza di oggetti come torce o lumi) potremmo dedurre che trascorrono almeno due notti (una all’inizio dell’opera e un’altra alla fine dell’ultimo atto). Inoltre, la difficoltà degli intrecci e i cambiamenti nello spazio sembrano confermare che gli avvenimenti succedano durante più di una giornata.
32. Soluzione di continuità temporale fra gli atti o fra le scene
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33. Indicazioni esplicite sul momento temporale presenti nelle battute o nelle didascalie
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VI. Rispetto della regola delle tre unità
34. Tempo
No
35. Circostanze temporali

Non possono essere determinate ma probabilmente superano le 24 ore (vid. §31).

36. Luogo
No
37. Circostanze spaziali

Anche se la trama si svolge nella città di Sinope e i suoi dintorni, i personaggi si spostano all’improvviso fino a spazi fantastici (giardino di Psiche, giardino di Dafne, ecc.).

38. Azione
No
39. Circostanze particolari dello sviluppo dell’argomento

Nonostante l’amore tra Floridalbo e Arlanda conformi la trama principale, gli intrecci e le vicende degli altri personaggi, assai rilevanti, si situano quasi allo stesso livello.

VII. Elementi materiali, performativi e didascalici
40. Uso di oggetti particolari

Il ritratto di Arlanda (da I.15); lettera e ritratto di Origilda (da II.2); tutti i personaggi maschili (e Arlanda) contano su una spada, mentre i personaggi femminili si avvalgono da pugnali o stili.

41. Uso di effetti sonori e musicali
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42. Uso di effetti speciali

In III.1 lo scenario si sposta al mare dopo un naufragio: «Mare borascoso con dirupi d’avanti, vedendosi alcuni naufraganti, che cercano venire alla ripa, e varie spoglie su l’arena, con una nave sdruscita per l’onde errante, da una parte [...]».

43. Scena con ampia presenza di personaggi

In III.22-23, ultime scene, appaiono tutti i personaggi tranne Lattaurio.

44. Didascalie di particolare importanza
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VIII. Prima recita
45. Prima recita
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46. Altre recite nel Settecento
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IX. Il testo in Goldoni
47. Riferimenti, diretti o indiretti, al testo o al suo autore presenti negli scritti o nelle opere di Goldoni
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48. Aspetti del testo particolarmente rilevanti in rapporto con il teatro goldoniano.
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X. Altri eventuali dati d’importanza presenti nei paratesti proemiali e altre osservazioni d’interesse
49. Dati dei paratesti

Paratesti proemiali prolissi: dedica a Guido Rangoni, lettera a chi legge e raccolta di sonetti elogiativi riguardo tanto alla figura di Guido Rangoni quanto all’opera La forza del ritratto di Raimondi.

50. Osservazioni

È interessante la rottura della finzione scenica nell’apertura dell’atto terzo tramite il lunghissimo dialogo fra Rosardo e Scilandro sulla famiglia Rangoni, specialmente riguardo alla figura di Guido Rangoni, dedicatario reale dell’opera.