| I. Titolo e dati bibliografici | ||
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00. Schedatore/Schedatrice
Marcello, Elena E.
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01. Autore
Celano, Carlo
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02. Titolo
Disonori che onorano o sia La molinarella, Gli
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03. Titolo completo
I disonori che onorano o sia La molinarella. |
04. Manoscritti
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05. Edizioni utilizzate
Napoli, Giovan Francesco Paci, 1735 (edizione utilizzata). Altre edizioni: Gli dishonori che honorano, Napoli, Michele Luigi Muzio, 1695 e di nuovo nel 1703; Napoli, Trojse, 1703 e 1720. |
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| II. Tipo | ||
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06. Genere
Commedia (“opera regia”). |
06. Sottogenere
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07. Generi interni
Schiantone, parodia poetica/arietta, I.8; coro, canzone di benvenuto, III.19. |
| III. Personaggi e rapporti |
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08. Elenco dei personaggi
Conte Cesare; Anselmo; Alessandro de’ Medici; Marchese Ottavio; Lucindo; Laura; Lisia; Armindo; Schiantone; Sirocco, gobbo. |
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09. Protagonisti
Conte Cesare e Laura, coppia principale, anche se non connotata del tutto positivamente (il primo, per le azioni; la seconda, per il rifiuto ad amare); Lisia e Armindo, abbozzo di una seconda coppia quasi “pastorale”; il Granduca, che pone fine, qual “deus ex machina”, alla situazione in modo risolutivo. |
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10. Personaggi e maschere della commedia dell'arte o da essi derivati
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11. Valore allusivo dei nomi dei personaggi
Schiantone (<schianta, pianta novella, pollone, ma anche in rapporto a “schiantare”); Sirocco, grazie alla deformazione in napoletano, Scerocco (< essere arrabbiato, nervoso; III.11). |
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12. Rapporti fra i personaggi
Conte Cesare: vassallo del Granduca di Firenze, innamorato di Laura, amico di Anselmo; Anselmo: amico di Cesare; Alessandro De’ Medici: Granduca di Toscana; Marchese Ottavio: familiare del Duca; Lucindo: molinaio, poi Fernando da Pisa, padre di Laura; Laura: figlia di Lucindo, cugina di Lisia, contadina schiva, poi dama; Lisia: cugina di Laura, innamorata d’Armindo; Armindo: pastore al servizio di Lucindo, innamorato di Laura; Schiantone: bifolco servitore di Lucindo, innamorato di Laura; Sirocco: bifolco servitore di Lucindo, gobbo. |
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13. Personaggi speculari
Laura, giovane schiva/ Lisia, giovane innamorata non corrisposta. |
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14. Soliloqui e monologhi di particolare importanza
Schiantone, amore, I.6; Schiantone, invocazione alla natura e amore, II.1; Armindo, invocazione ai fiori (rosa, narciso), II.4; Laura, amore e libertà, II.6; Schiantone, monologo comico sulla pulizia, III.14. |
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15. Dialoghi e successioni di monologhi di particolare importanza
Lisia e Laura, atteggiamento verso l’amore ed i corteggiatori, I.10; Alessandro e Armindo, sul buon governo del signore, I.13; Schiantone e Sirocco, Narciso e ricetta per rendere bella una donna (“una penna dell’aquila di Giove, mezz’oncia della spuma de’ cavalli del sole, di più un gomitolo del filo d’Arianna), II.3; Lucindo e Laura, convenienza di parlare coi bifolchi ed eccessiva curiosità, II.16; Schiantone e Sirocco, burla sul novello Orlando, condottiero, III.3; Alessandro e Ottavio, innamoramento del conte Cesare per la contessa Antonia (antefatto) e dimostrazione di generosità del principe disposto a cedergliela, se ne fosse innamorato, III.6; Alessandro e Lucindo, dimostrazione di discrezione del principe, III.7; Alessandro e Ottavio, indignazione tra sé di Alessandro verso il comportamento scorretto di Cesare, III.9; Alessandro e Lucindo, dimostrazione di saggezza e riconoscimento del principe, III.19; Alessandro e Cesare, indignazione del principe, difesa della nobiltà “di virtù” e magnanimità, III.26-27. |
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16. Uso particolarmente rilevante degli a parte
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17. Personaggi che parlano solo in verso
Schiantone, parodia poetica/arietta, I.8; coro, canzone di benvenuto, III.19. |
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18. Personaggi che parlano solo in prosa
Tutti. |
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19. Personaggi che parlano a soggetto
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20. Personaggi che alternano testo scritto e improvvisazione
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21. Personaggi che parlano solo in italiano
Tutti, tranne Schiantone. |
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22. Personaggi che parlano solo in dialetto, in forme di italiano regionale o storpiato, o in una lingua straniera
Schiantone (napoletano). |
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23. Uso significativo e iterativo di figure retoriche o risorse simili
Cesare, allusione all’innamoramento a prima vista, alla pittura e scultura, tramite la menzione di Venere ed Adone e pure al disdegno della giovane Laura tramite l’allusione a Diana, I.3; Anselmo, accostamento del Granduca di Toscana Alessandro de’ Medici ad Alessandro il Grande, I.3; Armindo, Laura/Lauro, I.4; Laura, colombe e cacciatori, I.10 e II.5; tigre, sasso, marmo, filosofante, per definire l’atteggiamento di Laura verso l’amore, I.10; Alessandro e Lucindo, orso e pecorella, III.9 e 29. |
| IV. Intreccio |
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24. Riassunto dell'argomento del testo
Atto primo: Cesare corteggia invano la molinarella Laura, per la quale ha abbandonato la Corte, e si confida con l’amico. D’altro canto, Armindo pena anche lui d’amore per Laura e si confida con Lisia che è, a sua volta, innamorata segretamente di Armindo. Pure il bifolco Schiantone sfoga i propri sentimenti verso Laura e ne parla con Sirocco, finché i due vengono rimproverati da Laura e mandati a lavorare. Laura, dopo aver esaltato la natura e la libertà, questiona d’amore, d’onore e disuguaglianza sociale con la cugina Lisia. Nella campagna del casino, il Granduca di Firenze, in incognito, sta controllando la situazione dei propri sudditi. Mentre Armindo continua a sospirare per Laura, Cesare, dopo l’ennesimo incontro con la molinarella, impazzisce. A questo punto, Anselmo gli promette che quella sera avrà la giovane in suo possesso. Atto secondo: Schiantone invoca la natura e le fonti e, sopraggiunto Cesare, gli fa intendere di essere l’innamorato corrisposto di Laura, il che indispettisce il nobile. Nei pressi, Armindo raccoglie dei fiori da regalare all’amata e viene interpellato di nuovo da Lisia, che, indispettita, gli rivela che la cugina aspira ad altre altezze e se ne va. Ad un certo punto, Armindo vede Laura addormentata, la copre di fiori, ma si allontana quando sente arrivare qualcuno. È il Conte che, inveendo contro la giovane che disprezza l’amore di un nobile, si accorge della dormiente e tenta di abbracciarla. I due discutono nuovamente e, alla fine, il Conte tenta di forzarla. La giovane, però, riesce a fuggire, mentre Cesare, frustrato, inveisce contro se stesso e sviene. Così lo trova Anselmo che gli propone di rapire Laura la sera stessa. Schiantone e Sirocco continuano i loro battibecchi, interrotti da Laura che li riporta all’ordine. L’atto si conclude con il rapimento della molinarella. |
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25. Tema principale
Amore. |
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26. Temi secondari
Disuguaglianza in amore, bellezza, nobiltà, giustizia del principe, nobiltà di natali e nobiltà di virtù, opposizione città/campagna. |
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27. Comicità
Amicizia e parodia della poesia amorosa (Lauro/Laura), I.7-10; insulti, II.12; lista della spesa, II.14-15; scherzi e busse, III.3 e 9. |
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28. Elementi polemici, satirici e parodici
Verso di Giovanne de la Carriola/ Giovanni della Casa?, I.17; Schiantone e Sirocco, Narciso e ricetta per rendere bella una donna (“una penna dell’aquila di Giove, mezz’oncia della spuma de’ cavalli del sole, di più un gomitolo del filo d’Arianna), II.3; Schiantone e Sirocco, conte Cola / conte Cola di Monforte, III.3; Schiantone e Sirocco, Orlando, III.9. |
| V. Luogo e tempo |
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29. Luogo generale
In una villa nei pressi di Firenze, ergo, nei domini del Granduca. |
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30. Cambiamenti di luogo
Campagna, molino in campagna dentro il domo, camera del casino del conte Cesare, vedute; I.1-3, esterno, campagna nei pressi del casino del Conte, dal quale il molino è poco distante; I.4, esterno, campagna; I.5-8, esterno, campagna nei pressi del molino; I.9-16, esterno, campagna nei pressi della fonte; I.17, esterno, campagna nei pressi del molino; II.1-3, esterno, campagna; II.4-5, esterno, campagna; II.6-10, esterno, luogo remoto della campagna; II.11-12, esterno, cammino; II.13-18, esterno; III.1-3, esterno, luogo remoto della campagna; III.4-5, esterno, casino del Conte; III.6-9, esterno, villa di proprietà del Conte; III.10-23, esterno, campagna nei pressi del molino; III.24-29, interno, casino de Conte. |
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31. Durata totale dell'azione
Approssimativamente 24 ore, ma su due giorni.
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32. Soluzione di continuità temporale fra gli atti o fra le scene
Fra il II e il III passa una notte.
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33. Indicazioni esplicite sul momento temporale presenti nelle battute o nelle didascalie
I.16: “io ti prometto per questa sera farti goder della tua Lauretta”; II.3, “è di mezzogiorno”; II.10: “Allegramente, o Conte, in ogni conto per questa sera ha da esser Laura nelle tue braccia”; III.6, “posso dire, o Signore, che questa villa più d’ogn’altra gli diletta, mentre jeri e questa mattina viene da vostra altezza onorata”; III.9, “oggi vogliamo trattenerci a far quella caccia”; III.29, “questa mattina”, “Jeri mi rapì la più gentil pecorella del mio gregge”. |
| VI. Rispetto della regola delle tre unità | |
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34. Tempo
Sì
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35. Circostanze temporali
Dura circa 24 ore. |
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36. Luogo
Sì
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37. Circostanze spaziali
Se si considera che l’azione si svolge sulle terre di Cesare (casino, molino, villa e campagna) e la prevalenza degli esterni e la vicinanza degli spazi, si tende all’unità di luogo (I.1, Cesare, “in questa mia ereditaria villa fabricai [...] questo mio delizioso casino, sposato a quei giardini, che in ogni tempo vi fan comparire odorosa primavera e l’arte ingegnosa fa con allegrezza e giuochi scherzar l’acque e le fonti”, Anselmo, “sta forte in casa tua?” Cesare, “No, poco da qui distante, essendo figliuola d’un molinajo”). |
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38. Azione
Sì
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39. Circostanze particolari dello sviluppo dell'argomento
Sia la visita del Granduca sia la modulazione di una seconda coppia (Lisia innamorata di Armindo) sono funzionali all’azione principale, il cui fulcro è il corteggiamento della molinarella Laura da parte del nobile Cesare. |
| VII. Elementi materiali, performativi e didascalici |
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40. Uso di oggetti particolari
Secchio, Laura, I.14 (“Laura con un secchio in mano”); fiori, Armindo, II.4 e II.7 (“Armindo solo cogliendo fiori”, “la sparge di fiori”; fiori e fronde, Schiantone, III.18 (“Schiantone esce per quinta con fronde e fiori”); lettera/carta, Schiantone/ Lucindo, II.15 e III.18 (“gli dà una carta [...] l’apre”, “Lucindo piega la salvietta e l’accomoda ne’ piatti; dentro vi pone la carta che scrisse”); fazzoletto e treccia di capelli, Laura, III.5 (“gli dà un fazzoletto e poi una treccia di capelli”); fazzoletto, Alessandro de’ Medici, III.7 (“gli dà un fazzoletto”), stile/pugnale, Laura, II.8 (“Laura si ritira e cava uno stile”); ferro/spada, Schiantone, III.2 (“Schiantone con un ferro in mano”); terra/sassi, Sirocco, III.11 (“Sirocco li tira un pugno di terra [...] mentre parte vien percosso da una pietra nella schiena [...] qui vien un altro sasso”); scopa, III.14 (“Schiantone solo scopando”); calamaio, Lucindo, III.17 (“Lucindo cava dalla saccoccia un calamaio e si pone a scrivere sopra la tavola [...] finisce di scrivere”); lini, Armindo, III.18 (“Armindo con lini per la mensa”); salvietta, Lucindo, III.18 (“Lucindo piega la salvietta e l’accomoda ne’ piatti; dentro vi pone la carta che scrisse”); salvietta, Alessandro, III.19 e III.20 (“Alessandro spiega la salvietta ed Armindo porta un’altra posata per Lucindo”, “Alessandro spiega la salvietta”); sgabello, per Lucindo, III.19 (“viene uno sgabelletto”); piatti, Sirocco e Schiantone/ Armindo, III.20 (“Sirocco, Schiantone con piatti, e detti [...] Portano le vivande ad Armindo ed Armindo l’accomoda su la tavola [...] Qui vengono con altri piatti [...] Qui Armindo pone avanti del Duca quel piatto che gli diede a conservare Lucindo”); tazza, Ottavio/Armindo, III.20 (“Qui Ottavio va per prendere la tazza. ‘No, compiaciti, Ottavio, che questa volta sia mio coppiere Armindo”); spada, Alessandro a Lucindo, III.23 (“Alessandro gli cinge la spada”); cappa, vari personaggi, III.26 (“Alessandro, Ottavio e Lucindo col volto coverto da una cappa”). |
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41. Uso di effetti sonori e musicali
Sotto voce, Laura, III.5; sotto voce, Schiantone, III.18; canto, coro, III.19 (“qui si canta”); trombe di caccia, III.23 (“Si sentono trombe da caccia”). |
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42. Uso di effetti speciali
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43. Scena con ampia presenza di personaggi
I preparativi del pranzo all’aperto; la scena finale della commedia. |
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44. Didascalie di particolare importanza
“Anselmo, Cesare con altri armati, e detti [...] la strappa dalle mani del padre e via [...] viene trattenuto Lucindo [...] qui cade tramortito”, II.17; “dà una spinta a Sirocco [...] s’attaccano [...] Sirocco pone la testa dentro le coscie di Sckiantone [sic] Alza la testa e fa cadere Schiantone”, III.3; “Comparisce una porte del casino del conte dentro il domo”, III.4; “Si chiude il domo”, III.5; “Ottavio si fa in mezzo alla scena”, III.7; “Sirocco va dietro la scena [...] vien fuori”, III.11; “si ritira in un angolo”, III.8; “Comparirà la porta del molino dentro il domo, donde vien fuori Schiantone solo scopando”, III.14; “Lisia dal molino”, III.14; “Schiantone dal molino con una tavola [...] Entra per lo molino”, III.15; “Torna Sirocco dal molino [...] s’entra [...] Armindo dal molino [...] Schiantone dal molino [...] entra per lo molino”, III.18; “Il fine del pranzo del buon Principer esser deve che i suoi vassalli soddisfatti rimangano degli aggravi loro”, III.20; “Camera del casino”, III.24. |
| VIII. Prima recita |
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45. Prima recita
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46. Altre recite nel Settecento
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| IX. Il testo in Goldoni |
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47. Riferimenti, diretti o indiretti, al testo o al suo autore presenti negli scritti o nelle opere di Goldoni
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48. Aspetti del testo particolarmente rilevanti in rapporto con il teatro goldoniano.
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| X. Altri eventuali dati d'importanza presenti nei paratesti proemiali e altre osservazioni d'interesse |
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49. Dati dei paratesti
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50. Osservazioni
Rifacimento de La quinta de Florencia di Lope de Vega. |