I. Titolo e dati bibliografici
00. Schedatore/Schedatrice
Rodríguez Mayán, Enma
01. Autore
Valaresso, Zaccaria
02. Titolo
Rutzvanscad il giovine
03. Titolo completo

Rutzvanscad il giovine, arcisopratragichissima tragedia elaborata ad uso del buon gusto de’ grecheggianti compositori da Catuffio Panchianio, bubulco arcade.

04. Manoscritti

Ms. privato americano: RUTZVANSCHAD / IL GIOVINE / Arcisopratragichissima Tragedia / elaborata ad uso del Buon gusto / De’ moderni Grecheggianti Compositori / Da / Catuffio Panchianio Bubulco Arcade. / Epifomena / alli suddetti moderni /Saziè e de’ Tragedie / Bestie etc. etc. / Da stamparsi da chi vuole, adi quanti / che ve piase, del mese de’ vostro genio / dell’anno, che più ve comoda [1722]. (Si ringrazia Valeria Tavazzi che ha fornito le riproduzioni fotografiche del manoscritto).

Si conserva un considerevole numero di manoscritti databili alla prima metà del XVIII secolo. Una ricognizione di essi potrà essere consultata nell’edizione critica della tragedia, prevista nell’ambito del progetto ArpreGo.

05. Edizioni utilizzate

Rutzvanscad il giovine. Arcisopratragichissima tragedia elaborata ad uso del buon gusto de’ grecheggianti compositori da Cattuffio Panchianio, Bubulco Arcade, Bologna, Costantino Pisarri, 1724.

Rutzvanscad il giovine. Arcisopratragichissima tragedia elaborata ad uso del buon gusto de’ grecheggianti compositori da Cattuffio Panchianio, Bubulco Arcade, Venezia, Marino Rosetti, 1724.

N. B.: data l'assenza di qualsiasi tipo di divisione interna nel testo dell'edizione veneziana, ci riferiremo a quello dell'edizione bolognese, che presenta una suddivisione in atti e in scene, laddove siano necessari dei rimandi diretti al testo.

Si riscontra un sostanziale numero di edizioni settecentesche del Rutzvanscand. L’elenco e l’analisi del rapporto fra di esse potranno essere consultati nell’edizione critica, la cui realizzazione è prevista nell’ambito del progetto ArpreGo.

II. Tipo
06. Genere

Parodia tragica (tragedia).

06. Sottogenere
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07. Generi interni
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III. Personaggi e rapporti
08. Elenco dei personaggi

Rutzvanscad il giovine, re della Cina e della Nuova Zembla; Mamaluc, suo primo ministro; Culicutidonia, vedova di Tettinculuffo, tiranno della Nuova Zembla; Aboulcassem, suo cugino; Muezim e Calaf, figli di Culicutidonia; Nutrice; Astrologa di piazza; Alboazeno; Coro d’orbi di piazza.

09. Protagonisti

Rutzvanscad e Culicutidonia. La trama dell’opera si sviluppa attorno alle azioni di Rutzvanscad e, fondamentalmente, di Culicutidonia. Il protagonismo di entrambi è ravvisabile anche a livello quantitativo, giacché il loro numero di interventi è ampiamente superiore rispetto a quello degli altri personaggi del dramma (Rutzvanscad, cinquantaquattro, e Culicutidonia, sessanta).

10. Personaggi e maschere della commedia dell’arte o da essi derivati
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11. Valore allusivo dei nomi dei personaggi

Rutzvanscad: nome che fa riferimento al personaggio a cui è inspirato, tratto dalle Novelle persiane (cfr. Novelle persiane divise in mille ed una giornata. Tradotte in francese e dal francese nel volgare italiano, Venezia, Malachin - Coletti, 1720); Culicutidonia e Tettinculuffo: gli appellativi suggeriscono un gioco di parole di carattere scatologico, consono all’umorismo grottesco dell’opera; Quetlavacca, il vero nome di Culicutidonia, riproduce foneticamente ‘quella vacca’, dando luogo a un altro gioco fonetico peggiorativo.

12. Rapporti fra i personaggi

Rutzvanscad-Culicutidonia: madre e figlio (dato sconosciuto ai personaggi fino all’agnizione dell’atto V); Rutzvanscad, padre di Muezim e di Calaf (rapporto sconosciuto ai personaggi fino all’atto IV); Culicutidonia, matrigna e nonna di Muezim e di Calaf (rapporti sconosciuti ai personaggi fino all’atto IV); Aboulcassem-Culicutidonia: cugini; Mamaluc, amico e primo ministro di Rutzvanscad; Alboazeno, servo di Rutzvanscad; Nutrice, donna incaricata di prendersi cura di Muezim e di Calaf da bambini.

13. Personaggi speculari

Culicutidonia-Aboulcassem: la dinamica fra i due personaggi rivela un accentuato carattere di contrasto speculare: l’eccentricità e l’irrazionalità di Culicutidonia, condizionata dalla lettura ossessiva di tragedie, si oppongono ad Aboulcassem, la sua controparte logica. Mamaluc-Aboulcassem: i loro ruoli di consiglieri di Rutzvanscand e Culicutidonia rispettivamente li definiscono come personaggi complementari. Inoltre, dopo la morte dei protagonisti, la loro contrapposizione li porta ad uccidersi a vicenda nel duello per il trono della Nuova Zembla, dato che entrambi se ne considerano i legittimi eredi.

14. Soliloqui e monologhi di particolare importanza

Astrologa, spiegazione dell’antefatto e della funzione dell’indovina, I.1.1; Culicutidonia, sulle prodezze delle eroine nelle tragedie greche, I.4.12; Aboulcassem, sul perfido influsso delle tragedie greche nel modo di agire di Culicutidonia, II.1.9, 12, 14; Aboulcassem, sulle tragedie greche, II.4; Culicutidonia, sulla vendetta ottenuta con la morte di Rutzvanscad, V.4.1; Culicutidonia, decisione di suicidarsi, V.4.23; Suggeritore, avviso della morte di tutti i personaggi, V.5.23.

15. Dialoghi e successioni di monologhi di particolare importanza

Mamaluc, Rutzvanscad: storia e sogno profetico di Rutzvanscad (I.2); Culicutidonia, Muezim, Calaf: sul passato di Culicutidonia e l’eredità dei figli (I.4); Culicutidonia, Aboulcassem: sul funesto destino di Muezim e di Calaf (III.1.1-14); Muezim-Culicutidonia, ultima volontà di Culicutidonia prima della morte di morire Muezim (III.2.1-31); Rutzvanscad e Alboazeno, notizie sui figli di Rutzvanscad (IV.2); Nutrice e Rutzvanscad, sulla vera origine di Muezim e di Calaf (IV.3.16-33); Culicutidonia-Aboulcassem, sulla produzione di una tragedia basata sulla storia di Culicutidonia (V.4.9-26*).

*Gli interventi della scena V.4 che abbiamo segnato come 22-25 compaiono esclusivamente nell’edizione veneta, per cui nell’edizione bolognese la corrispondente sezione sarebbe solo: V.4.9-23.
16. Uso particolarmente rilevante degli a parte
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17. Personaggi che parlano solo in verso

Tutti.

18. Personaggi che parlano solo in prosa
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19. Personaggi che parlano a soggetto
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20. Personaggi che alternano testo scritto e improvvisazione
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21. Personaggi che parlano solo in italiano

Tutti.

22. Personaggi che parlano solo in dialetto, in forme di italiano regionale o storpiato, o in una lingua straniera
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23. Uso significativo e iterativo di figure retoriche o risorse simili

Travestimento stilistico, caratterizzato dal declassamento del registro aulico classicheggiante: viene adoperato dalla totalità dei personaggi, ciononostante risultano di particolare interesse gli interventi dell’Astrologa di piazza, chiari esempi del linguaggio parodico di Valaresso (I.3.15, III.3.15 o III.3.18); iperbole, espediente identificato già nello stesso sottotitolo dell’opera (Arcisopratragichissima tragedia); agnizione per alfabeto (IV.3.31-32); esornata presentazione dell’eroe tragico (I.1.1); unione sovrabbondante di eventi tragici in un unico dramma: tre uccisioni intrafamiliari, tre agnizioni, tre suicidi (Culicutidonia, Nutrice, Alboazeno), un rapporto incestuoso, perdita della vista dell’eroe tragico, ecc.

IV. Intreccio
24. Riassunto dell’argomento del testo

Atto I. L’Astrologa annuncia l’imminente succedersi di una serie di avvenimenti tragici legati al re, Rutzvanscad, che poco dopo esce in piazza lamentando le disgrazie passate e i tristi pensieri che lo assalgono. Infatti, quindici anni prima, a causa della disapprovazione del suo matrimonio con Kerestanì da parte del nonno, Araschid, sua moglie e i loro figli sparirono. Disperato, il re ordinò ad Alboazeno di cercarli, senza tuttavia averne più alcuna notizia. Per di più, la notte precedente, Rutzvanscad ebbe dei sogni profetici portatori di cattivi auspici. Nel mentre, Culicutidonia, nell’anniversario della morte del marito, il re Tettinculuffo, ucciso da Rutzvanscad, per vendicarsi cerca di convincere i figli ad uccidere il re. I giovani, indecisi, decidono di andare al tempio per pregare gli dei e riflettere sulla proposta.

Atto II. Aboulcassem, che ne teme le conseguenze, cerca di convincere Muezim e Calaf perché non portino a compimento il piano della madre e prova a dissuadere, altresì, Culicutidonia. Tuttavia, i suoi moniti non vengono presi in considerazione e i giovani stabiliscono di portare avanti la vendetta, approfittando della presenza del Re nel tempio quello stesso giorno.

Atto III. I giovani falliscono: Calaf muore e Muezim è catturato dalle guardie di Rutzvanscad. Aboulcassem informa di tutto ciò Culicutidonia e, poco dopo, arriva Mamaluc, che la esorta a visitare il figlio, condannato a morte. Culicutidonia è orgogliosa del destino di Muezim, che gli permetterà di «morir con una morte da tragedia». D’altra parte, l’Astrologa cerca di convincere Rutzvanscad a non uccidere Muezim, ma non vuole specificarne il motivo, per cui il re decide di non darle ascolto.

Atto IV. Dopo aver giustiziato Muezim, avvenimento che Rutzvanscad lamenta ma senza capirne il motivo, arriva Alboazeno, che è finalmente riuscito a trovare notizie sulla moglie e i figli del re e porta con sé la Nutrice affinché ne renda testimonianza: la donna racconta quanto successo quindici anni prima, rivelando che i figli del re erano in realtà Muezim e Calaf, che da piccoli sarebbero stati scambiati con i figli di Tettinculiffo, morti in culla. Si scopre, altresì, il rapporto incestuoso di Rutzvanscad con sua moglie e nonna, Kerestanì.

Atto V. Rutzvanscad, devastato, si acceca. Poi decide di tornare in camera ma, prima di arrivare, Culicutidonia, dalla finestra della torre in cui nel frattempo è stata rinchiusa, gli lancia una freccia che lo uccide, compiendo, finalmente, la sua vendetta. Successivamente ha luogo una terza agnizione: si rivela che Rutzvanscad è, in realtà, il primogenito di Culicutidonia. Colpevole dell’uccisione del proprio figlio, Culicutidonia si suicida, buttandosi nelle fogne del palazzo. A questo punto, senza un erede che governi nel territorio cinese, Mamaluc, primo ministro di Rutzvanscad, e Aboulcassem, cugino di Culicutidonia, si sfidano a vicenda e muoiono. La tragedia si conclude con l’intervento del suggeritore che annuncia al pubblico, impaziente nel vedere il palcoscenico vuoto, che tutti i personaggi sono morti.
25. Tema principale

Vendetta di Culicutidonia contro Rutzvanscad; critica alle tragedie grecheggianti reintrodotte nella scena drammatica settecentesca. N.B.: la coesistenza nel Rutzvanscad di due livelli di lettura permette l’individuazione di due temi principali, con riferimento alla fabula oppure alla dimensione metateatrale (cfr. §50).

26. Temi secondari

Destino tragico, incesto, tradimento, onore, potere.

27. Comicità

La comicità dell’opera risiede fondamentalmente nella derisione del genere tragico tramite l’inserimento di elementi parodici e satirici che rievocano frequentemente sia le tragedie della tradizione greca, sia quelle settecentesche ispirate ad esse (specialmente l’Ulisse il Giovane di Domenico Lazzarini e, secondariamente, la Merope di Scipione Maffei).

28. Elementi polemici, satirici e parodici

Costanti allusioni all’inverosimiglianza e all’improduttività delle tragedie classicheggianti; dileggio di quei lettori amanti dei drammi di stampo greco, rappresentati dal personaggio di Culicutidonia; critica parodica contro i drammaturghi dell’epoca impegnati nella produzione di tragedie grecheggianti.

V. Luogo e tempo
29. Luogo generale

Porta reale nella capitale del regno della Nuova Zembla, nella città di Trnfzpnrtz (manoscritto)/ Tonzfeznprhzimk (edizione di Bologna)/ Tnfznprhzmk (edizione di Venezia).

30. Cambiamenti di luogo
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31. Durata totale dell’azione
Inferiore ad un giorno (cfr. §35).
32. Soluzione di continuità temporale fra gli atti o fra le scene
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33. Indicazioni esplicite sul momento temporale presenti nelle battute o nelle didascalie

Astrologa, I.1.1: «Prima che venga il dì [...]. Ed ecco s’apre / sul primo albor del dì l’infausta Reggia»; Mamaluc, I.2.1: «Poichè ier sera così tardi al letto / vi mandaro, Signor, le cure pubbliche, / a non men chiaro dì prender vi piace / quest’insalubri, ed umidi crepuscoli»; Mamaluc, I.3.10: «Orsù finiamla: in questo dì sì lieto / soverchiamente anco di buon mattino / t’incominciasti a dedicar’ a Bacco»; Calaf II.1.4: «[…] alla vendetta / c’inspirarono i Numi; ed in brev’ora / eseguita sarà di nostra mano».

VI. Rispetto della regola delle tre unità
34. Tempo
35. Circostanze temporali

L’azione si svolge in un periodo indeterminato che probabilmente non oltrepassa le dodici ore. Infatti, l’azione comincia all’alba (Astrologa, I.1.1: «Prima che venga il dì [...]. Ed ecco s’apre / sul primo albor del dì l’infausta Reggia») e finisce prima che scenda la notte.

36. Luogo
37. Circostanze spaziali

Tutta l’azione rappresentata in scena si svolge nella gran piazza della fittizia città (cfr. §29), davanti alla Porta Reale, come viene indicato nella didascalia iniziale, presente dopo la lista dei personaggi. Esistono anche riferimenti al Tempio, luogo del fallito tentativo di assassinio di Rutzvanscad da parte dei figli e dell’uccisione di Calaf (III.3.15: «Signor, non le badate; andiamo al tempio»; III.3.22: «Al tempio andiam. Guardie, costei non entri») e al palazzo, dove muoiono sia Rutzvanscad che Culicutidonia.

38. Azione
39. Circostanze particolari dello sviluppo dell’argomento

L’azione ruota fondamentalmente intorno il piano di vendetta di Culicutidonia; ciononostante l’azione secondaria relativa a Rutzvanscad, cioè, la ricerca della sua famiglia, insieme all’organizzazione drammatica dei rapporti fra i personaggi dell’opera, configurano l’estrema ipertrofia della trama, che prende come riferimento l’ipotesto diretto, ovvero, l’Ulisse il giovane.

VII. Elementi materiali, performativi e didascalici
40. Uso di oggetti particolari
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41. Uso di effetti sonori e musicali
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42. Uso di effetti speciali
-
43. Scena con ampia presenza di personaggi

In I.4 compaiono in scena quattro personaggi (Culicutidonia, Muezim, Aboulcassem e Calaf), in corrispondenza della spiegazione dei motivi della vendetta che Culicutidonia pianifica contro Rutzvanscad. La stessa Culicutidonia fa allusione all’eccesso esortando Aboulcassem ad allontanarsi («[...] sapendo, /che quattro personaggi in una volta / non son permessi dalle buone regole; / vi prego, sino ch’un di noi sen vada, / d’allontanarvi, e intanto / comodamente il thè bever potete»; I.4.5).

44. Didascalie di particolare importanza

V.5.23: la didascalia introduce il Suggeritore in scena per chiudere il dramma, dato che il palcoscenico è rimasto vuoto dopo la morte di tutti i personaggi.

VIII. Prima recita
45. Prima recita
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46. Altre recite nel Settecento

Valeria Tavazzi (Valeria Tavazzi, Rutzvanscad il giovane di Zaccaria Valaresso: note sulle edizioni e sulla tradizione manoscritta, «Lettere Italiane», LXV/1, 2013, pp. 77-94:78) raccoglie indicazioni su una serie di recite settecentesche. In particolare, fa riferimento a una recita nel teatro alla Valle (Roma) nell’autunno 1736 e ad un’altra al San Samuele (Venezia) nel febbraio 1743.

IX. Il testo in Goldoni
47. Riferimenti, diretti o indiretti, al testo o al suo autore presenti negli scritti o nelle opere di Goldoni

L'inconsueto avverbio «precipitevolissimevolmente», un endecasillabo pronunciato da Aboulcassem nella prima scena del secondo atto del Rutzvanscad, è ripreso da Petronio nell'undicesima scena del primo atto del goldoniano Teatro comico.

48. Aspetti del testo particolarmente rilevanti in rapporto con il teatro goldoniano.

Valaresso evidenzia, attraverso la critica parodica, fino a che punto siano superati i modelli teatrali predominanti nella scena a lui contemporanea e la necessità di cercare forme più adatte a riflettere quella che è la vera società settecentesca. Da questo punto di vista, anticipa la denuncia goldoniana e la necessità di rinnovamento del teatro che il drammaturgo riformista esprime.

X. Altri eventuali dati d’importanza presenti nei paratesti proemiali e altre osservazioni d’interesse
49. Dati dei paratesti

Entrambe le edizioni sono fornite di un prologo destinato all’«amico lettore». In quello dell’edizione veneziana, più conciso, si esprime la volontà che l’autore persegue con la propria opera: denunciare l’eccesso di tragedie di tradizione greca, ormai obsolete, presenti in scena nel Settecento, essendo «a’ tempi nostri cessati tutti que’ motivi, per i quali all’antica Grecia piacevano le orribilità, e superstizioni Tragiche». Nel prologo all’edizione bolognese, anche se l’idea di base è la stessa, si insiste sulla tendenza della società italiana all’imitazione in massa del genere letterario di moda in un determinato momento. Questa situazione porterebbe alla produzione massiccia di tragedie («ecco ogni Poeta Italiano calzarsi il coturno, e voler fare la sua figura in Teatro») da parte dei letterati, ai quali l’autore del Rutzvanscad vorrebbe «fare uno scherzo». Alla fine del dramma è inserita, in entrambe le edizioni, una sezione intitolata Annotazioni corrispondenti alle lettere segnate nella presente tragedia in cui compare una serie di note che spiegano diversi riferimenti alla cultura cinese e determinati elementi del paesaggio urbano veneziano menzionati nella tragedia. Nel manoscritto, queste note compaiono in margine accanto al passo a cui fanno riferimento.

50. Osservazioni

Come indicato in §5, esistono due edizioni coeve del 1724 che devono essere prese in considerazione, dato che, sebbene quella bolognese sia stata identificata come la princeps (cfr. Valeria Tavazzi, Rutzvanscad il giovane di Zaccaria Valaresso: note sulle edizioni e sulla tradizione manoscritta, «Lettere Italiane», LXV/1, 2013, pp. 77-94:80.), esiste un sostanziale numero di cambiamenti fra le due versioni, soprattutto di carattere strutturale, ma anche, in minor misura, di contenuto.

Va anche considerato il fenomeno della metateatralità, fondamentale in questo dramma, scritto allo scopo di sviluppare una critica severa contro la tradizione tragica predominante nel primo Settecento. Infatti, già nella denominazione dell’opera («Arcisopratragichissima Tragedia. Elaborata ad uso del buon gusto de’ Grecheggianti Compositori»), si evidenzia la natura parodica del dramma. Basti considerare l’aggettivo «arcisopratragicchissima», deliberatamente iperbolizzato. Inoltre, il sottotitolo indica il target della tragedia, cioè, lettori specializzati che avevano ampia familiarità con la materia trattata.

N. B.: È previsto l’approfondimento di entrambi gli aspetti menzionati nell’edizione critica del Rutzvanscad, che si realizzaerà nell’ambito del progetto ArpreGo.