| I. Titolo e dati bibliografici | ||
|---|---|---|
|
00. Schedatore/Schedatrice
Gregores Pereira, Paula
|
01. Autore
Bonicelli, Giovanni
|
|
|
02. Titolo
Vita, amori e morte di Sansone
|
03. Titolo completo
Vita, amori e morte di Sansone. Con il famoso tradimento di Dalila e precipitosa caduta del tempio de’ filistei. Opera tragica. |
04. Manoscritti
-
|
|
05. Edizioni utilizzate
Vita, amori e morte di Sansone. Con il famoso tradimento di Dalila e precipitosa caduta del tempio de’ filistei, Venezia, Domenico Lovisa, s. a. |
||
| II. Tipo | ||
|---|---|---|
|
06. Genere
Tragedia (vi si trovano, tuttavia, elementi di carattere comico legati alla presenza delle maschere (cfr. § 27). |
06. Sottogenere
-
|
07. Generi interni
-
|
| III. Personaggi e rapporti |
|---|
|
08. Elenco dei personaggi
Re di Gaza; Capitano del re; Arlichino (Arlecchino); Tatmatea; Dottore; Emanuele; Sansone; Gabinetto; Dalila; Oliveta (Olivetta); Rabat; Messo; Ortensio; Macalepo, ebrei vestiti per il sacrificio; soldati con il capitano; soldati e guardie con il re; soldati con Dalila: ragazzo che conduce Sansone al tempio. N.B.: Lungo la tragedia le battute di Ortensio vengono sempre precedute dal nome rubrica «Guardiano» e, quelle di Macalepo, da «Custode». Gli ebrei vestiti per il sacrificio e i soldati, sebbene compaiano nell’elenco, fungono solo da comparsa. |
|
09. Protagonisti
Sansone è il protagonista principale del dramma, dato che tutta l’azione gira intorno alle vicende più notevoli della sua vita. Anche Dalila svolge un ruolo fondamentale, dato che il suo tradimento provoca la sconfitta di Sansone. |
|
10. Personaggi e maschere della commedia dell’arte o da essi derivati
Arlichino, Dottore, Gabinetto (zanni), Oliveta (servetta). |
|
11. Valore allusivo dei nomi dei personaggi
Sansone e Dalila sono nomi tratti direttamente dall’episodio biblico che serve di ispirazione alla presente tragedia (Libro dei Giudici, 13-16). |
|
12. Rapporti fra i personaggi
Capitano e Arlichino, servitori del Re; Capitano-Tatmatea: amanti; Sansone, innamorato non corrisposto di Tatmatea; Dottore-Tatmatea: padre e figlia; Emanuele-Sansone: padre e figlio; Gabinetto-Sansone: servo e padrone; Oliveta-Tatmatea: serva e padrona; Dalila-Sansone: amanti. |
|
13. Personaggi speculari
Re-Sansone: ognuno di loro rappresenta una religione e cultura diversa: il Re di Gaza è il capo dei filistei e Sansone, eroe degli ebrei. |
|
14. Soliloqui e monologhi di particolare importanza
Sansone, decisione di sposare Tatmatea, I.15; Sansone, decisione di vendicare e di liberare il padre, II.11; Dalila, sul mestiere di cortigiana, II.19; Dottore, lamenti per le stragi di Sansone, III.5; Sansone, lamenti per la propria nefasta sorte, III.17; Sansone, rammarico per la propria situazione, III.19; Sansone, distruzione del tempio, III.21. |
|
15. Dialoghi e successioni di monologhi di particolare importanza
Emanuele e Sansone: Emanuele cerca di persuadere Sansone perché non sposi Tatmatea, I.14; Sansone e Dalila: dialogo amoroso, II.20; Sansone e Dalila: sull’origine della forza di Sansone, III.7. |
|
16. Uso particolarmente rilevante degli a parte
-
|
|
17. Personaggi che parlano solo in verso
Si osserva una situazione ibrida, dato che tutti i personaggi mescolano generalmente prosa e verso nei loro interventi, a seconda degli interlocutori e delle situazioni in cui si trovano, così come dell’argomento trattato. |
|
18. Personaggi che parlano solo in prosa
Cfr. § 17. |
|
19. Personaggi che parlano a soggetto
-
|
|
20. Personaggi che alternano testo scritto e improvvisazione
-
|
|
21. Personaggi che parlano solo in italiano
Re di Gaza, Capitano, Tatmatea, Emanuele, Sansone, Dalila, Oliveta, Rabat, Messo, Macalepo. |
|
22. Personaggi che parlano solo in dialetto, in forme di italiano regionale o storpiato, o in una lingua straniera
Arlichino (bergamasco), Dottore (bolognese, latino), Gabinetto (bergamasco), Ortensio (bergamasco), Ragazzo (bergamasco). |
|
23. Uso significativo e iterativo di figure retoriche o risorse simili
-
|
| IV. Intreccio |
|---|
|
24. Riassunto dell’argomento del testo
Atto I. Nella foresta che circonda la città di Gaza, vive Sansone, che preferisce la tranquillità del bosco ai problemi della città, dove il Re proibisce agli ebrei di professare la propria fede. Gabinetto, il suo leale servitore, cerca di convincerlo a tornare per liberare il suo popolo dell’oppressione; Sansone inizialmente rifiuta, ma a seguito di un sogno in cui una voce lo esorta ad agire, cambia idea e parte, con Gabinetto, per Gaza. Al loro arrivo, i due sentono gente che grida e compare in scena Tatmatea che, come tanti altri, fugge da un leone. Sansone uccide la bestia e chiede Tatmatea in matrimonio, di cui, nel frattempo, si è invaghito. La giovane accetta ma, in realtà, non vuole sposarlo. Anche il Dottore, padre della fanciulla, accetta la proposta, a condizione che il Re acconsenta al matrimonio. All’udienza con il Re è presente anche il Capitano, che chiede Tatmatea in sposa, e Arlichino, che chiede Oliveta (in precedenza promessa a Gabinetto). Per risolvere la situazione, si decide che Sansone e Gabinetto propongano degli indovinelli al Capitano e ad Arlichino rispettivamente. Se questi li scioglieranno in tre ore, avranno il diritto di sposare le donne. Atto 2. Tatmatea e Oliveta, che preferiscono sposare il Capitano e Arlichino, ingannano Sansone e Gabinetto e riescono a farsi rivelare le risposte, per cui, arrivato il momento dello scioglimento degli indovinelli, il Capitano e Arlichino li risolvono correttamente. Gli uomini sconfitti, capendo di essere stati traditi, vanno via infuriati e, nella partenza, Sansone uccide le guardie. Arriva Emanuele per chiedere perdono, ma il Re lo incatena e lo manda in prigione, insieme a Gabinetto. Nel frattempo, il Capitano ordina a Rabat di consegnare Sansone, minacciandolo di portare in prigione anche lui. Il rabbino torna con Sansone, apparentemente sconfitto, ma il giovane uccide i soldati e fugge per liberare il padre. Arrivato alle porte della prigione, minaccia il custode ordinandogli di lasciarlo passare ma, dato che non glielo permette, gli strappa un braccio. Dopo aver ucciso anche il guardiano, Arlichino gli apre le porte, intimorito. Alla fine, Sansone scappa insieme al padre. Probabilmente qualche tempo dopo, Sansone incontra casualmente Dalila, che lo riconosce come l’uccisore del leone. Volendo vendicarsi di lui per le stragi di Gaza, la cortigiana lo inganna e finge di innamorarsene. Atto 3 Dalila arriva a corte per informare il Re e per chiedere l’aiuto dei soldati per sconfiggere Sansone. Il Re, dopo aver sentito il piano della donna (ingannare Sansone per fargli svelare volontariamente l’origine della propria forza), le concede aiuto. Dalila, dopo aver scoperto che il potere di Sansone deriva della sua chioma, gliela taglia e fa in modo che i soldati lo incarcerino. Il Re condanna Sansone a morte ma, prima di ucciderlo, ordina che gli siano strappati gli occhi e, una volta accecato, lo fa percorrere la città trascinando una gran pietra. Alla fine, Sansone si fa portare da un ragazzo al tempio dei filistei e, afferrando le colonne, lo abbatte, seppellendo tutti sotto le macerie. |
|
25. Tema principale
Le sventure di Sansone. |
|
26. Temi secondari
Religione, fede, amore, superbia, lealtà, tradimento. |
|
27. Comicità
Dato il carattere tragico del dramma, sono scarsi gli elementi suscettibili di comicità lungo la tragedia, sebbene si possano considerare come tali gli interventi delle maschere, in particolare di Arlichino, che contribuisce con i suoi commenti fuori luogo a dotare di una sfumatura comica le scene in cui è presente. |
|
28. Elementi polemici, satirici e parodici
-
|
| V. Luogo e tempo |
|---|
|
29. Luogo generale
Gaza. |
|
30. Cambiamenti di luogo
I.1-I.3: sala reggia; I.4-I.15: bosco; I.16-II.4: sala reggia; II.5-II.20: bosco attorno alla prigione; III.1-III.3: stanze reali; III.4-9: camera in casa di Dalila; III.10-16: stanze reali; III.17-19: stalla; III.20-25: tempio di Gaza. |
|
31. Durata totale dell’azione
L’azione si protrae lungo un periodo assai esteso, raccogliendo una serie di avvenimenti che si succedono in vari anni (cfr. § 35).
|
|
32. Soluzione di continuità temporale fra gli atti o fra le scene
Fra I e II passano meno di tre ore, dato che, come viene indicato in I.18, gli indovinelli saranno risolti in tre ore, appena passate all’inizio dell’atto II («Già son trascorse le tre ore, ed io impatiente mi portai alla tua real presenza»; II.1.1). Gli altri salti temporali potenzialmente presenti lungo tutta la tragedia non sono percettibili, dato che non se ne fa riferimento, esplicito o implicito, il che rende difficoltosa l’elaborazione di una qualsiasi scansione temporale.
|
|
33. Indicazioni esplicite sul momento temporale presenti nelle battute o nelle didascalie
Capitano, I.18.38: «[…] Non passaran tre ore che resterai consolato»; Re, I.18.49: «Nel termine dunque di tre ore dovrati Sansone ritrovarti alla mia presenza»; Sansone, II.1.1: «Già son trascorse le tre ore, ed io impatiente mi portai alla tua real presenza». |
| VI. Rispetto della regola delle tre unità | |
|---|---|
|
34. Tempo
No
|
35. Circostanze temporali
Dato che lo scopo principale del dramma è la messa in scena delle vicende più note della vita di Sansone, l’unità di tempo non può essere osservata se si vuole mantenere un qualche livello di verosimiglianza. Questa situazione, di particolare rilievo data la tendenza a rispettare più saldamente la precettistica poetica nel genere tragico, viene già indicata dallo stesso autore nel riassunto dell’argomento che precede la commedia: «Ciò ch’opprossi da Sansone in più lustri fa di mestieri ne venghi ora in poch’ore, e meno fogli, rappresentato». Infatti, le vicende più notevoli della vita dell’eroe vengono messe in scena in un dramma in cui un tempo della favola alquanto esteso viene notevolmente concentrato al momento della rappresentazione. |
|
36. Luogo
No
|
37. Circostanze spaziali
L’azione si svolge fra numerose localizzazioni appartenenti alla regione di Gaza (diverse parti della città, i boschi e la prigione), per cui non si può considerare rispettata l’unità di luogo. |
|
38. Azione
Sì
|
39. Circostanze particolari dello sviluppo dell’argomento
L’argomento subisce una condensazione notevole che non concorre al rispetto della verosimiglianza, poiché si pretende che l’azione si protragga lungo la vita del protagonista. In questo contesto, si può considerare rispettata l'unità d'azione, intendendo con ciò la rappresentazione della vita di Sansone e delle vicende che lo conducono alla morte. |
| VII. Elementi materiali, performativi e didascalici |
|---|
|
40. Uso di oggetti particolari
Nell’atto primo, incentrato sull’episodio del leone, sono fondamentali la quercia a cui Sansone si appoggia per dormire (I.5-7), l’arco che usa per proteggersi (I.7) e il leone (I.9-12). Vengono adoperati dal rabbino, inoltre, un bacile, dei libri e una tovaglia, necessari a portare avanti le cerimonie religiose del suo popolo (I.13). Nel secondo atto, Sansone si serve di una mascella di giumento (II.10-11) e di uno spuntone (II.15) per difendersi e Dalila entra in scena leggendo una lettera con alcune monete all’interno (II.19). Nel terzo atto, nell’episodio dell’incatenamento di Sansone, sono fondamentali il letto in cui si riposa (III.4-9), le forbici con cui gli vengono tagliano i capelli (III.8) e le sete, le funi e le catene con cui è catturato (III.5-9). È portato in scena, addirittura, un bacile con gli occhi dell’eroe (III.15) e sono necessarie anche le colonne del tempio di Gaza, che Sansone abbatte (III.20). |
|
41. Uso di effetti sonori e musicali
In I.7-8 si sentono, da dentro, le grida del popolo che, essendo arrivato un leone, chiede aiuto. |
|
42. Uso di effetti speciali
I.7-9: scontro fra Sansone e il leone; III.25: caduta del tempio. |
|
43. Scena con ampia presenza di personaggi
Si osserva una tendenza alla convivenza in scena di un ampio numero di personaggi. Infatti, è abbastanza abituale la copresenza di almeno personaggi (I.2, 9, 19, 21; II.3; III.2, 6, 7, 8, 12). Un caso particolare è quello di I.18, momento nel quale, in coincidenza con la scena in cui Sansone chiede Tatmatea in sposa al re, si riscontrano fino a nove personaggi (Re, Capitano, Arlichino, Tatmatea, Dottore, Emanuele, Sansone, Gabinetto, Olivetta). Inoltre, in II.1 (Re, Capitano, Arlichino, Tatmatea, Sansone, Gabinetto, Oliveta) e in III.20 (Re, Capitano, Arlichino, Tatmatea, Dottore, Dalila, Oliveta), ne compaiono contemporaneamente fino a sette, negli episodi, rispettivamente, dello scioglimento degli indovinelli e dell’arrivo dei filistei al tempio. L’autore stesso è cosciente di questa eccezionalità, il che lo porta a introdurre un suggerimento nella sezione intitolata Benigno lettore (cfr. § 49) con la volontà di agevolare l’eventuale messa in scena: «Per la moltitudine de personaggi, poiché un solo può sostenere la voce di cinque, ch’in tempo diverso compariscono come sarebbe a dire il Dottore da Rabino, Meso Ortensio Macalepo, e ragazo ancora, e Tatmatea o Oliveta da Dalila». |
|
44. Didascalie di particolare importanza
I.7-9: didascalie necessarie a capire lo scontro fra Sansone e il leone; I.10.17-18: lazzo comico riguardante Arlichino e Olivetta sviluppato a soggetto; II.10: Sansone che uccide i soldati; III.5-VIII: le didascalie fanno capire le azioni che portano alla sconfitta di Sansone; III.20: scena a soggetto in cui i filistei arrivano al tempio; III.25: caduta del tempio. |
| VIII. Prima recita |
|---|
|
45. Prima recita
-
|
|
46. Altre recite nel Settecento
-
|
| IX. Il testo in Goldoni |
|---|
|
47. Riferimenti, diretti o indiretti, al testo o al suo autore presenti negli scritti o nelle opere di Goldoni
Non si riscontrano riferimenti diretti a quest’opera nella produzione goldoniana, ma è attestata la conoscenza da parte di Goldoni della produzione di Bonicelli, a cui fa riferimento, in modo piuttosto negativo, nella prefazione alla Bancarotta, dove cita uno dei titoli dell’autore che ci riguarda, ovvero, il Pantalone mercante fallito. |
|
48. Aspetti del testo particolarmente rilevanti in rapporto con il teatro goldoniano.
-
|
| X. Altri eventuali dati d’importanza presenti nei paratesti proemiali e altre osservazioni d’interesse |
|---|
|
49. Dati dei paratesti
La commedia è preceduta da una dedica firmata da Domenico Lovisa e indirizzata al «Riverentissimo Signore» Bartolomeo Paitoni, personaggio del quale non si hanno ulteriori informazioni. Fra l’elenco dei personaggi e l’inizio del primo atto, si trovano due epigrafi paratestuali. Nella prima, un avviso al lettore intitolato Benigno lettore, l’autore afferma di voler presentare le sventure di Sansone in modo disteso, motivo per cui ne aggiunge un riassunto all’inizio. Inoltre, inserisce dei suggerimenti pratici riguardanti la logistica della rappresentazione, principalmente la gestione dei personaggi (cfr. § 43). In un secondo elemento paratestuale, intitolato Argomento, si riassume la storia di Sansone che si presenterà di seguito. Dopo la fine della tragedia si riscontra un catalogo di opere in vendita dal Lovisa intitolato Dal Lovisa Libraro à Rialto in Ruga d’Oresi e, di seguito, un errata corrige. |
|
50. Osservazioni
L’episodio drammatizzato nella presente opera rielabora il mito di Sansone, che ha le sue origini nel Vecchio Testamento (Libro dei Giudici, 13-16). |