| I. Titolo e dati bibliografici | ||
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00. Schedatore/Schedatrice
Decroisette, Françoise
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01. Autore
Dufresny, Charles
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02. Titolo
Pasquin et Marforio médecins des moeurs
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03. Titolo completo
Pasquin et Marforio médecins des moeurs |
04. Manoscritti
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05. Edizioni utilizzate
Evaristo Gherardi, Le Théâtre Italien de Gherardi, ou Le Recueil général de toutes les comédies et scènes françaises jouées par les Comédiens Italiens du Roi, pendant tout le temps qu’ils ont été au service. Enrichi d’estampes en taille-douce à la tête de chaque comédie, à la fin de laquelle tous les airs qu’on y a chantés se trouvent gravés, notés avec leur basse-continue chiffrée, Paris, Cusson et P Witte, 1700, 6 voll., vol. VI, pp. 567-626. Id., Le Théâtre italien de Gherardi ou recueil général de toutes les comédies et scènes françaises jouées par les Comédiens Italiens du Roy, pendant tout le temps qu’ils ont été au service de Sa Majesté. Première édition sur la nouvelle de Paris, divisée en six tomes, revue, corrigée, augmentée, et enrichie d’Estampes en Taille douce à la tête de chaque Comédie. Avec tous les Airs qu’on y a chantés, gravés, notés avec leur Basse continue chiffrée à la fin de chaque Volume. Tome sixième, A Amsterdam, chez Adrian Braakman, marchand libraire près le Dam, 1701, vol. VI, pp. 485-538. |
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| II. Tipo | ||
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06. Genere
Commedia in tre atti, in prosa e versi, con canzoni. |
06. Sottogenere
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07. Generi interni
Finali d’atto in versi recitati o cantati: I.7.1-23, intermezzo-dialogo tra Pasquin, Marforio, La Vérité et La Médisance; II.5.19-25, intermezzo cantato da Pasquin e Marforio che escono successivamente dall’albero genealogico del Docteur sotto aspetti diversi; III.8.15-21, finale cantato dalla Chanteuse, Le Jaloux, L’Impatiente, Pasquin et Marforio. |
| III. Personaggi e rapporti |
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08. Elenco dei personaggi
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09. Protagonisti
Pasquin/Arlequin, Marforio/Mezzetin: sono i due protagonisti del titolo, messi in scena per denunciare le ridicolaggini e le pazzie della società contemporanea. Le Docteur, Angélique, Julie, Léandre, Octave: personaggi ricorrenti degli intrecci-base di tutto il Théâtre Italien, il vecchio padre despotico e le due coppie di innamorati. Leonor: preziosa ridicola che intende vivere senza freni, a suo modo, ma teme i giudizi di Pasquin e Marforio. |
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10. Personaggi e maschere della commedia dell’arte o da essi derivati
Le Docteur (Dottore), Angélique, Julie, Léandre, Octave, Leonor, Scaramouche (Scaramuccia), Pierrot (Pedrolino), Arlequin (Arlecchino), Mezzetin (Mezzetino). |
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11. Valore allusivo dei nomi dei personaggi
Pasquin/Arlequin, fa allusione diretta ed esplicita alla statua-parlante di Pasquino a Roma ed alle pasquinate del 500 (I.1) Marforio/Mezzetin: anch’esso è un’allusione a una statua parlante di Roma, figurante un dio sdraiato davanti ad una fontana. Marforio era in amicale competizione con Pasquino. Le altre statue parlanti di Roma erano Madama Lucrezia, l’abate Luigi, il Babbuino e il Facchino. |
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12. Rapporti fra i personaggi
Docteur, padre di Angélique e Julie, zio di Leonor e padrone di Pierrot. Angélique e Julie sorelle, cugine di Leonor. Leonor, cugina di Angélique e Julie. Léandre, amante di Julie e padrone di Scaramouche. Octave, amante di Angélique, un altro padrone di Scaramouche. Scaramouche, servo di Octave e di Léandre. Pierrot, servo del Docteur. |
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13. Personaggi speculari
La Vérité / La Médisance, in contrasto sulla questione delle dicerie sparse su diverse persone. Pasquin et Marforio, medici dei costumi, attivi contro le pazzie del Docteur, di Leonor, di Julie e di Angélique. Léandre et Octave; Julie et Angélique, innamorati che non accettano la tirannia e le decisioni del Docteur. |
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14. Soliloqui e monologhi di particolare importanza
Primo monologo che apre la commedia (I.1) nel quale Pasquin riassume l’antefatto e spiega come lui e Marforio sono arrivati a Parigi. Monologo del Docteur che annuncia la sua intenzione di dare un marito di sua scelta ad Angélique (I.3) Soliloquio di Leonor-medica, su Galeno e Ippocrate per definire cos’è la pazzia (III.4.23). |
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15. Dialoghi e successioni di monologhi di particolare importanza
I.5 e 6: due scene tra il Docteur, Angélique e Leonor, e poi tra Le Docteur e Pierrot a proposito di Julie che canta sempre. Le scene chiariscono il carattere bizzarro e stravagante delle tre giovani donne. I.7: lunga scena in versi, con musica e canto, tra Pasquin, Marforio e La Vérité, che entra su una magnifica gondola, poi la Médisance, che appare in una grotta oscura. La Vérité parla della verità a teatro, della necessità per i comici di rivelare le verità nascoste e di non celare nulla: scena chiave di rivendicazione, per i comici, del diritto fondamentale a dire la verità su tutti e tutto senza essere censurati. La Vérité denuncia i pericoli dei falsi rumori sparpagliati dalla Médisance, la quale ribatte che non è la Médisance che ferisce, ma la Verité. II.3 e 4: scene centrali dove Pasquin e Marforio si travestono per beffarsi prima di Angélique e poi di Julie. II.5: scena della beffa al Docteur, di fronte al quale Pasquin fa apparire il suo albero genealogico. III.3: scena in cui Pasquin si arrabbia e decide di cambiare nome per far fortuna, proclamandosi ufficialmente «médecin des moeurs». Scena di denuncia contro diverse personalità reali. III.4: scena della pazzia di Leonor-medica. III.6: scena della guarigione di Julie, alla quale Pasquin racconta una favola (quella dell’usignolo e del merlo, allusione al satirista Eustache Le Noble; vedi § 50). |
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16. Uso particolarmente rilevante degli a parte
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17. Personaggi che parlano solo in verso
La Vérité, La Médisance. |
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18. Personaggi che parlano solo in prosa
Docteur, Léandre, Octave, Pierrot, Scaramouche, Angélique, Leonor, le cuisinier. |
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19. Personaggi che parlano a soggetto
Pasquin e Marforio (I.1) e Scaramouche (I.6.17 e II.2.10). |
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20. Personaggi che alternano testo scritto e improvvisazione
Pasquin (Arlequin), Marforio (Mezzetin) (I.1), Scaramouche (II.2.10), Octave e Léandre (I.6). |
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21. Personaggi che parlano solo in italiano
Nessuno, la commedia è scritta in francese; Pasquin usa qualche parola d’italiano nel primo monologo. |
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22. Personaggi che parlano solo in dialetto, in forme di italiano regionale o storpiato, o in una lingua straniera
Nessun personaggio usa dialetti o parlate regionali. Pasquin usa qualche parola di latino nel primo monologo, e anche Leonor quando appare vestita da medico. |
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23. Uso significativo e iterativo di figure retoriche o risorse simili
La commedia, come spesso nelle pièces satiriche del Théâtre des Italiens, verte sui doppi sensi, le denuncie mascherate, le allusioni ironiche a persone, luoghi e fatti conosciuti dal pubblico. La grande scena di dialogo (I.7) tra La Vérité e La Médisance usa l’antitesi, opponendo sistematicamente l’una all’altra, che sono metafore di tutto l’intreccio. |
| IV. Intreccio |
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24. Riassunto dell’argomento del testo
Atto I: Pasquin, che ha abbandonato la sua cara Olivetta, si è messo in viaggio, e soffre la fame. Deplora l’annegamento del suo caro e savio amico Marforio durante il naufragio della nave sulla quale viaggiavano. Poi Pasquin vede Scaramouche che arriva con una botte di vino, questi si spaventa vedendo Pasquin, abbandona la botte. Dopo di che Pasquin cerca di fare un buco nella botte per bere, ma la spacca, liberando Marforio che si è salvato entrando in questa botte (I.1). Marforio annuncia a Pasquin che i suoi padroni hanno preparato un bel pranzo, ma incontrano il cuoco che infuria contro un aiutante maldestro che ha rovinato tutto il pranzo (I.2). Le Docteur si prepara ad annunciare a sua figlia Angélique che ha deciso di maritarla con un uomo di sua scelta (I.3-4). Sarà un gentiluomo di campagna perché il Docteur desidera fortemente accedere alla qualità di nobile. Ma Angélique è una coquette, che pensa solo a guardarsi allo specchio, e vuole diventare celebre. Contrariamente alla cugina Leonor, lei apprezza la pubblicità e non teme Pasquin e Marforio. Leonor invece vuol vivere a suo modo, maneggiando e speculando loscamente, e decide di fuggire da Parigi all’arrivo di Pasquin e Marforio (I.5). La sorella Julie, invece, va pazza per l’opera lirica, pensa solo a cantare, soprattutto dopo che il padre le ha vietato di frequentare il suo benamato Octave, che le cantava bellissime serenate sotto le finestre. Pierrot si lamenta presso il padrone del perpetuo cantare della giovane padrona e chiede al Docteur di risolvere il problema (I. 6). Segue un intermezzo nel quale La Vérité arriva su una gondola, è accolta da Pasquin e si dichiara decisa ad andare a stabilirsi in teatro, presso i comici che, secondo lei, sono gli unici a dire la verità. La gondola della Verità si trasforma poi in grotta spaventosa dove sta La Médisance. Inizia un battibecco di varie strofe satiriche cantate dalla Médisance, Pasquin e Marforio, che prendono di mira vari difetti e persone (I.7) Atto II: Octave e Léandre chiedono a Pasquin e Marforio di risolvere il problema dei loro amori contrastati, e di placare le loro innamorate. Pasquin e Marforio cominciano col travestirsi: il primo in petit maître, cioè in giovane signore presuntuoso, e l’altro in paggio. Si mettono d’accordo sui gesti da tenere e cominciano le loro scene con Angélique (II.3), motteggiando severamente la sua pretesa beltà. Pasquino si presenta poi al Docteur sotto l’abito di uno specialista di genealogia, che sa come fare per nobilitare chiunque desideri accedere all’aristocrazia, pagando. Il falso genalogista mostra al Docteur l’albero della pretesa nobiltà del futuro genero, compreso un «musico di voce chiara», cioè un castrato, di cui Marforio assume la parte, cantando. Atto III: Pasquin e Marforio insegnano ad Angélique l’arte di piacere e di parere amabile, e le presentano uno specchio che le rinvia una brutta immagine di se stessa. Poi viene il turno di Leonor che, secondo Pierrot, fa cose insensate, credendosi perfino un abile medico perché ha imparato qualche parola di latino. Pierrot consiglia al Docteur di chiedere l’aiuto di Pasquin e Marforio (III.1 e 2). Pasquin ha deciso di cambiar nome per aprire un negozio di «medico dei costumi» (III.3) allo scopo di curare le pazzie dei suoi contemporanei. Su richiesta del Docteur, si occupa prima di Leonor che, vestitasi da medico, pretende anche lei di guarire le pazzie del secolo, e proferisce varie elucubrazioni su Galien (Galeno) e Hypocrate (Ippocrate) che Pasquin e Marforio deridono spietatamente (III.4). Il Docteur chiede poi ai due «falsi medici» di curare anche Julie della sua ossessione per il canto (III.5). Pasquin recita al Docteur una favola, quella dell’usignolo e della sua usignoletta, i cui perpetui canti d’amore irritavano un vecchio merlo. Solo il loro accoppiamento e la nascita di piccoli usignolotti erano riusciti a farli tacere. Questa favola spinge il Docteur ad accettare il matrimonio di Julie con Léandre (III.6). Le ultime cure di Pasquin e Marforio sono per placare un uomo gelosissimo e una donna impaziente che minaccia di partorire prima del tempo. Ai due, i falsi medici prescrivono di bere molto vino e sciroppo di Mante, un vino molto apprezzato all’epoca, che era anche presente sulla tavola del re e era protetto dalla concorrenza dei vini stranieri (II.7). La commedia finisce con vari couplets cantati da La Chanteuse, Pasquin, Marforio, le Jaloux et L’Impatiente (III.8). |
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25. Tema principale
Questione della verità a teatro; la critica e la satira come purgazione necessaria. |
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26. Temi secondari
Il ridicolo dei borghesi che vogliono accedere alla nobiltà, quello dei signorotti e delle donne coquettes che si occupano solo dell’apparenza, satira dei medici che pretendono curare la pazzia del mondo, qualche passo contro la futilità e la pazzia femminile. |
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27. Comicità
La comicità non è volta al grottesco, ma alla satira velata dei costumi e delle pazzie degli uomini e delle donne. Non si cerca l’ilarità, ma la presa di coscienza attraverso l’ironia. |
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28. Elementi polemici, satirici e parodici
La coppia Pasquin/Marforio è rappresentativa dell’orientamento satirico e di denuncia di tutta la produzione dei comici italiani di Parigi. In questa commedia viene rivendicata fortemente la legittimità della satira sul teatro. Questo coincide con le minaccie di chiusura del teatro che erano state formulate nel mese di gennaio 1696 dal luogotenente La Reynie su ordine reale a causa dell’indecenza e delle volgarità che erano corse sulla scena degli Italiani, sopratutto le allusioni satiriche contro la corte e la famiglia reale. La carica contro i costumi della società parigina del tempo è varia: contro la menzogna e l’impostura, contro la coquetterie e la preziosità nei giovani (uomini e donne), contro i medici e la medicina. |
| V. Luogo e tempo |
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29. Luogo generale
La scena si svolge a Parigi, più particolarmente in casa del Docteur (atti II e III). |
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30. Cambiamenti di luogo
Nel primo atto figurano diversi luoghi: I.1: una piazza vicino al porto; I.3-6: casa del Docteur; I.7: fiume sul quale appare la gondola della Vérité. Poi la grotta orrida dova sta la Médisance. |
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31. Durata totale dell’azione
Mancanza di dati precisi di durata, ma almeno una giornata.
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32. Soluzione di continuità temporale fra gli atti o fra le scene
Nessuna indicazione precisa sul passare del tempo tra gli atti e tra le scene.
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33. Indicazioni esplicite sul momento temporale presenti nelle battute o nelle didascalie
Nessuna. |
| VI. Rispetto della regola delle tre unità | |
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34. Tempo
Sì
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35. Circostanze temporali
Non essendoci dati precisi che indichino salti nell’azione, deve intendersi che tutta la trama si svolge in modo continuato e, dunque, in un’unica giornata. Si scopre all’inizio Pasquin in abito di viaggiatore, appena sbarcato a Parigi, dove ritrova Marforio, poi le loro vicende si estendono su un tempo mal definito, sia con la Vérité e la Médisance, sia con il Docteur e le sue figlie e nipote. |
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36. Luogo
Sì
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37. Circostanze spaziali
Cfr. § 29. |
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38. Azione
Sì
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39. Circostanze particolari dello sviluppo dell’argomento
Tre fasi successive dell’azione denunciatrice e curatrice di Pasquin e Marforio: prima la presentazione e l’incontro con il Docteur che chiede il loro aiuto (atto I); poi la cura di Angélique e del Docteur (scene del travestimento in petit maître e paggio e della genealogia, II.3 e 5); la cura di Leonor (scene dei medici, travestimento in medico, II.4-5); e finalmente la cura di Julie (scena della fiaba dell’usignolo, che convince il Docteur di lasciarla sposare Octave, III.6). |
| VII. Elementi materiali, performativi e didascalici |
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40. Uso di oggetti particolari
Nella prima scena d’introduzione Scaramouche arriva spingendo una grossa botte di vino, nella quale poi appare Marforio. Vedi anche sotto § 42. |
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41. Uso di effetti sonori e musicali
Molti personaggi che cantano: Marforio (II.2.6 e 10; II.3.29; III.2.8; III.7.15; III.8.10, 15 e 19), Pasquin (II.3.36, II.5.19-23, III.2 e 7, III.7.14, III.8.11 e 20), Julie (II.4, passim, III.6.2), La Chanteuse (III.8.14 e 16), Le Jaloux (III.8.17), L’Impatiente (III.8.18). |
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42. Uso di effetti speciali
Apparizione della Vérité su una gondola che scivola si un fiume (I.7.1), poi trasformazione della gondola in caverna orrida dove sta la Médisance (I.7.18). Apparizione dell’albero genealogico (La Généalogie) del Docteur (II.5.19), e nella stessa scena, cambiamento dei ritratti figurati sull’albero che diventano ritratti di artigiani, tra i quali esce Marforio (II.5.20). Uso di uno specchio magico per curare Angélique della sua civetteria (III.1.12). Apparizione di un negozio di speziale riempito di botti e bottiglie di vino (III.5.8). |
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43. Scena con ampia presenza di personaggi
II.3: prima beffa di Pasquin et Marforio, travestiti da petit-maître e da paggio (6 personaggi: Octave, Léandre, Pasquin, Marforio, Angélique e Scaramouche). III.8: finale con Pasquin, Marforio, L’Impatiente, Le Jaloux e La Chanteuse. |
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44. Didascalie di particolare importanza
I.1: lunga scena non dialogata tra Pasquin, Marforio, Scaramouche I.6.13: la scena si chiude su un gioco pantomimico tra Octave, Léandre, Scaramouche, poi Pasquin, prima della arrivo della Vérité. I.7: nella scena del dialogo tra la Vérité e la Médisance, Pasquin e Marforio (I.7.1-31), quando appaiono la gondola, poi la grotta orrida: Le théâtre représente un rivière. On voit la Vérité dans une magnifique gondole qui avance jusqu’au bord du théâtre au sons des instruments (I.7.1) e La gondole se change en un antre affreux d’où sort la Médisance. (I.7.18). II.3, passim: numerose didascalie che spiegano i movimenti di Pasquin e Marforio travestiti, che provano i gesti adatti per recitare la loro parte, poi si beffano di Angélique, mottegiando la sua figura. II.5.19: didascalia dell’apparizione dell’albero genealogico, sul quale figurano i ritratti nei medaglioni che poi cambiano (II.5.20) III.1.12: quando viene portato in scena uno specchio che rivela ad Angélique la sua bruttezza. |
| VIII. Prima recita |
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45. Prima recita
All’Hôtel de Bourgogne, 3 febbraio 1697. |
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46. Altre recite nel Settecento
Luglio 1715, Jeu de Paume de Belair, Paris (Théâtre de la Foire), con l’attore inglese Richard Baxter, che recitava Arlequin, nella Troupe di Dame Baron. (Cfr. Frères Parfaict, Mémoires pour servir à l’histoire des spectacles de la foire, 1743, tome I, pp. 118-119). |
| IX. Il testo in Goldoni |
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47. Riferimenti, diretti o indiretti, al testo o al suo autore presenti negli scritti o nelle opere di Goldoni
Goldoni fa riferimento a Dufresny quando parla della propria commedia in cinque atti e in versi martelliani Lo spirito di contraddizione (1758), che succede alla Sposa sagace. Goldoni scrive nei Mémoires pour servir à l’histoire de sa vie et à celle de son théâtre (Paris, Duchesne, t. 2, II.XL, 1797, p. 317-318): «Je ne connaissais pas L’Esprit de contradiction de Dufrény (sic) [...] J’ai vu jouer à Paris la pièce de l’auteur français. Je l’ai confrontée avec la mienne [...]». Difatti, L’Esprit de contradiction è una commedia in un atto, scritta nel 1716, che fu uno dei maggiori successi dell’autore francese. |
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48. Aspetti del testo particolarmente rilevanti in rapporto con il teatro goldoniano.
Trama consueta degli innamorati contrastati dal padre despotico; ridicolaggine del Docteur che vuol diventare nobile. |
| X. Altri eventuali dati d’importanza presenti nei paratesti proemiali e altre osservazioni d’interesse |
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49. Dati dei paratesti
L’intento satirico e la rivendicazione a dire la verità a teatro si iscrive direttamente nella linea direttrice formulata da Gherardi nella prefazione generale della raccolta (Avertissement qu’il faut lire), quando ricorda con particolare insistenza che il celebre satirista francese Boileau aveva qualificato la raccolta di «grenier à sel», chiara metafora della satira. |
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50. Osservazioni
La commedia Pasquin et Marforio risulta citata nel Mercure de France di febbraio 1697 in relazione con una lunga glose satyrique anonima ivi pubblicata interamente (pp. 236-241), che cominciava con una strofa generica sull’ipocrisia umana, e alludeva a «un poeta anti-Voiture che falsamente promette a tutti l’eternità ma non raggiungerà mai l’eternità». La citazione dei couplets, che Dufresny imita in modo palese nel dibattito di Pasquin, Marforio, La Vérité e la Médisance – sostituendo L’Imposture con La Médisance – è preceduta da questa frase alludente alla commedia e al suo successo: «Je vous envoie des vers qui ont fait ici du bruit il y a plus d’un an. Les applaudissements qu’ils reçurent ne purent engager l’auteur à les donner en public; mais n’ayant pu depuis quelques mois refuser à un de ses amis de lui en prêter une copie, et cette copie ayant couru, on a fait paraître une imitation dans la comédie italienne intitulée Pasquin et Marforio médecins des moeurs, et cette imitation étant d’après un bon original a été très applaudie». |