I. Titolo e dati bibliografici
00. Schedatore/Schedatrice
Mascarell Garcia, Maria
01. Autore
Mondini, Tomaso
02. Titolo
Nuove pazzie del Dottore, Le
03. Titolo completo

Le nuove pazzie del Dottore. Comedia faticosa, e curiosissima del Signor Simon Tomadoni. Dedicata al merito leale del suo Amatissimo Zio il Signor Mario Trebolebatto.

04. Manoscritti
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05. Edizioni utilizzate

Le nuove pazzie del Dottore. Comedia faticosa, e curiosissima del Signor Simon Tomadoni. Dedicata al merito leale del suo Amatissimo Zio il Signor Mario Trebolebatto, Venezia, Domenico Lovisa (sotto i portighi della Draparia a Rialto), 1689 [NOTA: deduciamo la data dalla dedica al «carissimo signor zio», alla p. 3].

II. Tipo
06. Genere

Commedia («faticosa e curiosissima»).

06. Sottogenere

Commedia cittadina veneziana (commedia ridicolosa).

07. Generi interni
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III. Personaggi e rapporti
08. Elenco dei personaggi

Dottore, Horatio (Orazio), Hortensia (Ortensia), Gradellino, Pantalone, Teodoro, Flaminia, Finocchio, Spinetta.

09. Protagonisti

Il Dottore: la pazzia del dottore è il principale ostacolo ai progetti di matrimonio dei diversi personaggi dell’opera. Sono queste sue pazzie che portano a generare delle situazioni comiche all’interno della rappresentazione.

10. Personaggi e maschere della commedia dell’arte o da essi derivati

Dottore, Pantalone, Gradellino (con funzioni simili a quelle di Arlecchino, vale a dire, un secondo zanni), Finocchio (potrebbe identificarsi con Brighella, vale a dire, un primo zanni), Spinetta (servetta).

11. Valore allusivo dei nomi dei personaggi

Spinetta: (probabilmente) questo diminutivo della parola “spina” fa riferimento alla pungente arguzia della serva nell’opera (è nome di servetta presente anche in altre opere, ad esempio, di Mondini o di Bonicelli).

12. Rapporti fra i personaggi

Dottore: padre di Horatio e di Hortensia; Pantalone: padre di Teodoro e Flaminia; Dottore: padrone di Gradellino; Pantalone: padrone di Finocchio e Spinetta; Teodoro-Hortensia: innamorati; Flaminia-Horatio: innamorati; Gradellino-Spinetta: innamorati.

13. Personaggi speculari

Gradellino è il servo sciocco, mentre Finocchio è il servo astuto. Il Dottore è quel padre autoritario e pazzo che impedisce le nozze dei personaggi, mentre Pantalone rappresenta il vecchio assennato dell’opera.

14. Soliloqui e monologhi di particolare importanza

Teodoro, crudeltà del destino, I.4.16; Hortensia, crudeltà del destino, I.5.1-20; Dottore, particolari componimenti letterari, II.5.42-43; Dottore, lode ai poeti latini, II.7.48-49; Dottore, parodia moralistica, III.2.1-75; Spinetta, delusione amorosa; III.4.180-200; Gradellino, amore per Spinetta, III.6.63-64.

15. Dialoghi e successioni di monologhi di particolare importanza

Gradellino e Spinetta, confusione personaggi, I.3.14-15; Teodoro e Finocchio, amore per Hortensia, I.4.17-18; Hortensia e Flaminia, l’affezione per Horazio e Teodoro, I.5.21-23; Spinetta e Gradellino, aiuto tra i servi, II.6.45-46; Pantalone, Horatio, Teodoro e Finnochio, strategia contro il Dottore, III.1.49-52; Dottore e Pantalone, sul legare con corda il dottore, III.2.53-55.

16. Uso particolarmente rilevante degli a parte
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17. Personaggi che parlano solo in verso
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18. Personaggi che parlano solo in prosa

Tutti. Il verso viene usato soltanto in certe occasioni dai servi (Gradellino, ad esempio, I.3.14, o il sonetto per Spinetta, III.6.64-65) o dal Dottore (II.4.40).

19. Personaggi che parlano a soggetto
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20. Personaggi che alternano testo scritto e improvvisazione
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21. Personaggi che parlano solo in italiano

Gli innamorati: Horatio, Hortensia, Teodoro e Flaminia.

22. Personaggi che parlano solo in dialetto, in forme di italiano regionale o storpiato, o in una lingua straniera

Dottore (bolognese), Pantalone (veneziano), Finocchio (bergamasco), Gradellino (bergamasco, con intromissione di altri elementi settentrionali, fose emiliani).

23. Uso significativo e iterativo di figure retoriche o risorse simili

Dottore, II.5-6: le enumerazioni e le citazioni dette «erudite» sono usate in maniera caotica ma anche comica, creando un effetto satirico sulla pazzia del dottore.

IV. Intreccio
24. Riassunto dell’argomento del testo

Atto I. Il Dottore finge di essere impazzito per ostacolare l’amore e, per tanto, il matrimonio tra figli e servi, in un discorso incoerente, per non dover dare spiegazioni razionali del suo rifiuto. Così, inizia a sproloquiare su scienza, medicina, astrologia e filosofia parodiando il linguaggio accademico, ma in modo molto confuso. Questo così strano comportamento crea uno sgomento nei figli e servitori. Usano questa finta pazzia, il Dottore si oppone alle nozze dei figli, mentre il servo Gradellino si dichiara innamorato della serva, Spinetta. È con la riflessione malinconica di Horatio e di Flaminia sulla difficoltà della loro situazione amorosa che finisce l’atto.

Atto II. Teodoro e Horatio cercano una soluzione per coronare le loro rispettive storie d’amore di fronte alla pazzia simulata del Dottore. In quest’atto pure Gradellino confessa i suoi sentimenti per Spinetta, che però sembra rifiutarlo. Il Dottore continua a pronunciare tutta una serie di sentenze pseudo-morali e accademico-filosofiche che finiscono per sembrare comiche.

Atto III. Nel culmine della sua follia, il Dottore pronuncia un lungo monologo delirante, atteggiandosi a saggio oratore, ma rivela incoerenza. Figli e servi, allarmati dalla condizione del padre e padrone, discutono su come gestire la situazione. L’intervento più risolutivo è portato avanti dal personaggio di Pantalone, che, con l’aiuto dei servi, riesce a ‘neutralizzare’ la pazzia del dottore. L’opera si chiude con la riconciliazione generale fra tutti i personaggi e la tripla approvazione matrimoniale di Hortensia con Horatio, Flaminia con Teodoro e Spinetta con Gradellino.
25. Tema principale

Una pazzia simulata dal Dottore come ostacolo all’amore tra i figli e i servi, con l’obiettivo di mantenere il proprio potere paterno e, per tanto, il controllo della famiglia.

26. Temi secondari

L’ amore difficile, il conflitto tra padre e figli, satira dell’autorità paterna.

27. Comicità

Il linguaggio pseudo-colto usato dal dottore e l’assurdità dei suoi ragionamenti.

28. Elementi polemici, satirici e parodici

L’autorità paterna e la ridicolizzazione delle convenzioni sociali.

V. Luogo e tempo
29. Luogo generale

Venezia (cfr. III.3.56 e III.5.60).

30. Cambiamenti di luogo

I: interno della casa del Dottore; II.1: interno della casa del Dottore; II.2: spazio indeterminato; II.3: interno della casa del Dottore; II.4: strada, davanti alla casa di Flaminia; II.5-7: spazio indeterminado; III.1-4: interno della casa del Dottore; III.5: strada; III.6: spazio indeterminato; III.7-8: strada; III.9-10: spazio indeterminato.

31. Durata totale dell’azione
In tutto il testo teatrale non ci sono riferimenti continui al tempo trascorso o salti temporali. Si può pertanto dedurre che l’azione si svolga dalla mattina alla sera della stessa giornata.
32. Soluzione di continuità temporale fra gli atti o fra le scene
Tutta l’opera sembra iniziare e finire con la stessa configurazione, senza cambiamenti temporali, per cui possiamo dedurre che non ci siano dei cambiamenti temporali significativi.
33. Indicazioni esplicite sul momento temporale presenti nelle battute o nelle didascalie

Nel dialogo tra Hortensia e Flaminia esse parlano dei rispettivi matrimoni, precisando che quello di Hortensia avrebbe avuto luogo l’indomani mattina, mentre quello di Flaminia sarebbe stato in quella stessa sera «Hor: … Io mi sposerei dimattina, tanto m’havete consolata. // Fla: Voi dimattina, & io anche questa sera…» (I.5). Anche i personaggi parlano di calmare il dottore prima dell’ora di pranzo «Hor: Signor Pantalone, terminiamo quello s’ha da fare, che bisogna spender per il pranzo», per cui, se aggiungiamo che la commedia si conclude senza la celebrazione dei matrimoni, si può dedurre che inizi nelle prime ore del mattino e che tutta l’azione si svolga nel medesimo giorno (si tenga in conto anche che non c’è nessun riferimento successivo a una nuova giornata).

VI. Rispetto della regola delle tre unità
34. Tempo
35. Circostanze temporali

Un continuum temporale, poiché l’azione si svolge senza salti temporali significativi né ci sono riferimenti a una nuova giornata.

36. Luogo
37. Circostanze spaziali

Tutta l’azione si svolge nella stessa città, Venezia («Calle dei Scartozzi», «Ruga dei Specieri»), nell’intorno e nei dintorni della casa del Dottore. Si segnala inoltre l’uscita di Hortensia dalla casa di Flaminia.

38. Azione
39. Circostanze particolari dello sviluppo dell’argomento

Unico e lineare. Il filo conduttore è la finta follia del Dottore che impedisce alle coppie di innamorati di sposarsi.

VII. Elementi materiali, performativi e didascalici
40. Uso di oggetti particolari

Bastone, Dottore, I.5.27-30; pugnale, Dottore, 2.2.35-36; spada, Teodoro, II.3.38; cappello, Dottore, II.4.41-42; bastone, Gradellino, II.6.45-46; tazza, Pantalone, III.5.62; tazza, Gradellino, III.6.63; pietra, III.10.79, Finocchio.

41. Uso di effetti sonori e musicali
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42. Uso di effetti speciali
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43. Scena con ampia presenza di personaggi

III.10 (scena ultima): tutti (il Dottore, Horatio, Teodoro, Hortensia, Flaminia, Pantalone, Finocchio, Gradellino, Spinetta).

44. Didascalie di particolare importanza
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VIII. Prima recita
45. Prima recita

Venezia (secondo quanto detto alla p. 3 dell’edizione consultata), anche se non è indicato né il luogo né la data di tale recita.

46. Altre recite nel Settecento

Modena, Teatro del Collegio di S. Carlo nel 1740 (cr. Alessandro Gandini, Cronistoria dei teatri di Modena dal 1539 al 1871, Modena, Tipografia Sociale, 1873, p. 187).

IX. Il testo in Goldoni
47. Riferimenti, diretti o indiretti, al testo o al suo autore presenti negli scritti o nelle opere di Goldoni

Secondo Paola Lasagna (2011), ne Il teatro comico (Venezia, Bettinelli [vol. I], 1750), Goldoni ripropone la commedia Gl’amori sfortunati di Pantalone del Mondini, nella cui prefazione egli afferma: «Io perciò non intesi di dar nuove regole altrui, ma solamente di far conoscere, che con lunghe osservazioni, e con esercizio quasi continuo, son giunto al fine di aprirmi una via da poter camminare per essa con qualche specie di sicurezza maggiore; di che non sia scarsa prova il gradimento che trovano fra gli spettatori le mie Commedie. Io avrei desiderio che qualunque persona si dà a comporre, in ogni qualità di studio, altrui notificasse per qual cammino si è avviata, percioché alle arti servirebbe sempre di lume e miglioramento. Così bramo io parimente, che qualche nobile bell’ingegno d’Italia diasi a perfezionare l’opera mia e a rendere lo smarrito onore alle nostre scene con le buone Commedie, che sieno veramente Commedie, e non scene insieme accozzate senz’ordine e senza regola; e io, che fin ad ora sembrerà forse a taluno che voglia far da maestro, non mi vergognerò mai di apprendere da chicchessia, quando abbia capacità d’insegnare» (Carlo Goldoni, Il teatro comico, Torino, Liber Liber, 1998, p. 3 [ tratto da Opere di Carlo Goldoni, a cura di Gianfranco Folena e Nicola Mangini, Milano, Ugo Mursia Editore, 1969]). Nella prefazione a La bancarotta o sia Il Mercante fallito (Venezia, 1757), Goldoni scrive: «Correva da molto tempo sulle scene d’Italia, fra le cattive Commedie a soggetto, una Commedia pessima intitolata: Pantalone Mercante Fallito. Questa non era che un ammasso di stolidezze di un Vecchio, che dopo aver dissipato i suoi capitali, riducevasi in prigione a cantare in musica le sue disgrazie, accompagnato da un coro di malviventi. Parvemi l’argomento degno di qualche riflesso, e un poco più ragionevolmente trattato, credei potesse riuscire dilettevole ed utile ancora, ponendo in vista la mala condotta di coloro che si abbandonano alle dissolutezze, e vi perdono dietro le facoltà ed il credito; e le male arti degl’impostori, che fanno gravissimo torto al certo rispettabile de’ Mercadanti, che sono il profitto ed il decoro delle nazioni. […] Non intendo già di aver fatto un torto alla mia Patria, scegliendolo di nazion Veneziano, poiché in ogni Paese pur toppo se ne vedono tutto dì degli esempi, ma ho voluto seguitare in questo l’idea dell’antica Commedia del Mercante fallito, appoggiandola al Pantalone, ch’è una maschera assai graziosa in Teatro, cognita e grata quasi per ogni parte d’Italia, non essendovi compagnia di Comici o di dilettanti, che un tal personaggio non si compiaccia rappresentare» (Carlo Goldoni, La bancarotta, o sia Il Mercante fallito, Torino, Liber Liber, 2002, p. 6 [tratto da Tutte le opere di Carlo Goldoni. Vol. I, a cura di Giuseppe Ortolani, Milano, Mondatori, 1954]]). Per approfondire sul rapporto Mondini-Goldoni, cfr. Giorgio Padoan, L’esordio di Goldoni: la conquista della moralità, «Lettere italiane», 35/1, 1983, pp. 40-45.

48. Aspetti del testo particolarmente rilevanti in rapporto con il teatro goldoniano.

A differenza di quanto osservabile nella produzione matura di Goldoni, nel testo si osserva un chiaro pluriliguismo, legato, come anche il carattere stereotipico dei personaggi, agli ovvi legami fra la produzione di Mondini e la commedia dell’arte.

X. Altri eventuali dati d’importanza presenti nei paratesti proemiali e altre osservazioni d’interesse
49. Dati dei paratesti
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50. Osservazioni
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