| I. Titolo e dati bibliografici | ||
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00. Schedatore/Schedatrice
Cutrì, Maicol.
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01. Autore
Maggi, Carlo Maria
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02. Titolo
Griselda di Saluzzo, La
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03. Titolo completo
La Griselda di Saluzzo. Tragedia. |
04. Manoscritti
Apografo(?), Milano, Archivio Storico Civico e Biblioteca Trivulziana, cod. 999 (contiene il dramma completo preceduto da un argomento e da un sonetto dell’autore); apografo, Modena, Biblioteca Estense Universitaria, Archivio Muratoriano, 7.4, cc. 180r-v (contiene un prologo non incluso nell’edizione del 1700, né nel ms. milanese, ma stampato in Poesie miscellanee di Carlo Maria Maggi [...] tomi due, raccolti e dati alla luce da Giacomo Machio [...], II, Milano, Giuseppe Pandolfo Malatesta, 1729, pp. 155-156). |
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05. Edizioni utilizzate
Lettere e rime varie di Carlo Maria Maggi, raccolte da Lodovico Antonio Muratori [...], III, Milano, Giuseppe Malatesta, 1700, pp. 345-407 (edizione postuma che trasmette il dramma completo). Rime varie di Carlo Maria Maggi [...], Milano, Carlo Giuseppe Quinto, 1688, pp. 312-313 (contiene una versione alternativa del monologo iniziale, I.1). |
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| II. Tipo | ||
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06. Genere
Tragicommedia. |
06. Sottogenere
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07. Generi interni
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| III. Personaggi e rapporti |
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08. Elenco dei personaggi
Gualtieri, marchese di Saluzzo; Griselda, moglie di Gualtieri; Guido, sotto nome di Tancredi, figliuolo d’Ansaldo conte di Montefeltro; Giannetta, figliuola di Gualtieri e di Griselda, sotto nome di Matilde figliuola del conte di Panago; Ridolfo d’Arezzo, privato del marchese; Violante, sorella di Ridolfo; Ugone, parente di Gualtieri; Nello, sicario di Ridolfo; Giannole, pastore padre di Griselda. |
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09. Protagonisti
Gualtieri, Griselda, Guido, Giannetta, Ridolfo e Violante. Griselda e Gualtieri, attorno ai quali si sviluppano le azioni degli altri personaggi; Guido e Giannetta, personaggi con identità fittizie grazie ai quali avviene l’agnizione; Ridolfo e Violante, che sono gli antagonisti. |
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10. Personaggi e maschere della commedia dell’arte o da essi derivati
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11. Valore allusivo dei nomi dei personaggi
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12. Rapporti fra i personaggi
Gualtieri-Griselda: marito e moglie; Gualtieri, Griselda-Giannetta: genitori e figlia; Gualtieri-Guido: signore e servitore; Guido-Giannetta: innamorati; Rinaldo-Violante: fratello e sorella; Gualtieri-Ugone: parenti; Giannole-Griselda: padre e figlia; Violante-Nello: mandante e sicario. |
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13. Personaggi speculari
Gualtieri-Ridolfo: il primo dissimula la virtù con comportamenti crudeli, il secondo dissimula comportamenti crudeli con la virtù. Guido-Matilde e Ugone-Violante, che si corteggiano con frasi del repertorio cortese: i primi due per trasmettere un amore autentico, i secondi per un falso amore. |
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14. Soliloqui e monologhi di particolare importanza
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15. Dialoghi e successioni di monologhi di particolare importanza
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16. Uso particolarmente rilevante degli a parte
Ugone, Giannetta, Guido, Violante, Ridolfo, Gualtieri, rivelano i loro veri intenti, I.9. |
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17. Personaggi che parlano solo in verso
Tutti. |
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18. Personaggi che parlano solo in prosa
Nessuno. |
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19. Personaggi che parlano a soggetto
Nessuno. |
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20. Personaggi che alternano testo scritto e improvvisazione
Nessuno. |
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21. Personaggi che parlano solo in italiano
Tutti. |
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22. Personaggi che parlano solo in dialetto, in forme di italiano regionale o storpiato, o in una lingua straniera
Nessuno. |
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23. Uso significativo e iterativo di figure retoriche o risorse simili
Griselda, I.2, antitesi, a rendere la crudeltà del marito amato; Ugone-Gualtieri-Giannetta-Guido-Violante-Griselda, I.9, metafora continuata da personaggi diversi, a nascondere dietro la cortesia delle immagini i veri sentimenti; Violante-Ridolfo, II.3, sfilza di sentenze antitetiche, ad avvalorare due punti di vista opposti; Ugone-Violante, II.7, metafore continuate da personaggi diversi, a rendere la falsità di un corteggiamento che usa luoghi comuni. |
| IV. Intreccio |
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24. Riassunto dell’argomento del testo
Atto primo. Griselda, priva dei vestiti, torna presso la capanna del padre Giannole: racconta di essere stata ripudiata dal marito Gualtieri, marchese di Saluzzo, dopo che egli ha fatto uccidere sua figlia Giannetta e ottenuto dal papa l’annullamento del matrimonio. Sopraggiunge Nello con l’intento di ucciderla, ma è mosso a pietà dalle sue parole. Irrompe allora Tancredi (alias Guido da Montefeltro) che rimanda a corte Nello e che ricostruisce, grazie a Griselda, il misfatto: Ridolfo, ospite a corte, ha cospirato alle spalle di Gualtieri per insediare al posto di Griselda la sorella Violante, mandante di Nello. Per ordine di Gualtieri, Guido invita Griselda a palazzo per organizzare le nozze del marchese con la nobile Matilde (alias Giannetta) in arrivo da Bologna. A palazzo, Gualtieri chiede spiegazioni a Ridolfo e a Violante di ciò che ha sentito da Nello. Mentre annuncia ai due le sue nozze con Matilde, arriva prima Guido, poi Matilde, accompagnata da Ugone e da Griselda, verso la quale la promessa sposa prova un inspiegabile affetto. Atto secondo. Griselda, che attende alla preparazione delle nozze, dopo essere stata raggiunta da Guido, che le svela la sua vera identità e le chiede aiuto per confessare il suo amore a Matilde, lo invita alla pazienza e gli promette aiuto. Violante, furiosa per le nozze del marchese e in lite con il fratello, che la invita alla calma, medita di conquistare Ugone, parente di Gualtieri, e di arrivare per vie traverse al potere. Gualtieri, scoperta la vera identità di Guido e temendo nuove macchinazioni, chiede a Ugone di sorvegliare il palazzo. Questi finge allora di cedere al corteggiamento di Violante per ottenere informazioni. Gualtieri, nel frattempo, invita Griselda a non ostacolare l’intimità tra Matilde e Guido. Tuttavia, quando Matilde confessa a Griselda il suo tormentato amore per Guido, viene ammonita a restare fedele al marchese, ma all’arrivo di Guido, Griselda obbedisce a Gualtieri e lascia soli i due giovani. Dopo varie reticenze, Guido convince Matilde a scappare insieme a lui; Ridolfo, che li aveva ascoltati di nascosto, si offre di favorire loro la fuga, così da liberare il terreno a Violante, la quale chiede a Ugone di non ostacolarli. Ma Ugone informa Gualtieri e i quattro fuggiaschi sono scoperti. Atto terzo. Tutti si ritrovano alle nozze di Gualtieri, ma ne temono la vendetta. Violante passa del veleno a Ugone per uccidere Matilde, ma questi ne informa Gualtieri. Nella scena finale, la coppa contenente veleno passa da un ospite all’altro, finché Gualtieri rivela l’inganno e fa scegliere la vittima a Griselda, la quale offre sé stessa per porre fine ai suoi tormenti. Giannole supplica il marchese di salvare la figlia, ma Gualtieri è già pronto a rivelare a tutti che le sofferenze inflitte a Griselda erano solo prove mirate a dimostrare la sua virtù e a riconoscerle ora il suo stato di moglie e di marchesa. Su preghiera di Griselda, Ridolfo e Violante sono risparmiati e mandati in esilio. A Guido viene concessa infine la mano di Matilde, che riacquista la sua identità di Giannetta. |
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25. Tema principale
La fedeltà d’amore (provata da Griselda e da Guido). |
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26. Temi secondari
I mali della vita a corte, come tradimento, usurpazione, adulazione, denunciati attraverso le figure di Ridolfo e Violante. |
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27. Comicità
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28. Elementi polemici, satirici e parodici
Parodia, attraverso metafore iperboliche, del corteggiamento amoroso tra Violante e Ugone (II.7), per mettere in luce la loro ipocrisia. |
| V. Luogo e tempo |
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29. Luogo generale
Marchesato di Saluzzo (si desume dall’Argomento). |
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30. Cambiamenti di luogo
Nelle prime scene (I.1-5) l’azione si svolge davanti alla «capanna» di Giannole, in un ambiente campestre (in I.1 si parla di «selve», «colli», «foreste»). Il resto del dramma è ambientato nel palazzo (cfr. I.5.72 e II.8.12: «palagio») di Gualtieri. |
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31. Durata totale dell’azione
Una giornata.
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32. Soluzione di continuità temporale fra gli atti o fra le scene
Tutto l’atto I si svolge al mattino, a partire dall’alba: tra I.5 e I.6 c’è un piccolo salto temporale, il tempo che Nello ha impiegato a raggiungere il palazzo dalla campagna. L’atto II comincia qualche ora più tardi e si svolge nel corso del pomeriggio; a II.17 si è appena fatta notte. Da II.17 e per tutto l’atto III non ci sono nuovi salti temporali.
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33. Indicazioni esplicite sul momento temporale presenti nelle battute o nelle didascalie
«in su l’aurora» (I.7.56); «Allor che palpitar vedrete / Sul pallido orizzonte / D’Espero sonnacchioso il raggio estremo» (cioè al crepuscolo; II.13.25-27); «La notte in mille rai / Divisa ha già l’eredità del giorno» (cioè a notte inoltrata; II.17.1-2). |
| VI. Rispetto della regola delle tre unità | |
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34. Tempo
Sì
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35. Circostanze temporali
L’azione sembra svolgersi dall’alba a notte inoltrata di un’unica giornata. |
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36. Luogo
Sì
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37. Circostanze spaziali
Tutta l’azione si svolge tra la «villa» dove si trova la capanna di Giannole e il «palagio» di Gualtieri, luoghi appartenenti al Marchesato di Saluzzo tra loro vicini. L’azione si svolge tra due luoghi distinti, la «villa» dove si trova la capanna di Giannole e il «palagio» di Gualtieri; tuttavia, considerando che gli spostamenti dei personaggi dall’uno all’altro avvengono, nell’atto I, nel corso di una mattina, si può dedurre che si tratta di luoghi contigui (in Boccaccio, che fornisce l’antefatto e lo svolgimento originario della vicenda, si dice che Griselda viveva da fanciulla in una «villa vicina a casa» di Gualtieri, cioè al suo palazzo; cfr. Decameron, X.10.9). |
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38. Azione
Sì
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39. Circostanze particolari dello sviluppo dell’argomento
Tutta l’azione segue il ritorno di Griselda alla corte di Gualtieri e i vari ostacoli che si oppongono alla sua riconquista del ruolo di moglie; in parallelo, si svolge il superamento degli ostacoli da parte di Guido e di Giannetta, prima di sposarsi. |
| VII. Elementi materiali, performativi e didascalici |
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40. Uso di oggetti particolari
«Farsetto», cioè una camiciola, Griselda, I.1 didascalia; Gonna, Giannole-Griselda, I.2.17-18; spada o pugnale («dispietato ferro»), Nello, I.III.10; oggetto contenente veleno, Violante-Ugone, III.2.49; coppa di vino, Guido-Griselda, III.5.37-77. |
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41. Uso di effetti sonori e musicali
In I.1 Griselda deve cantare «in farsetto» (così la didascalia). |
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42. Uso di effetti speciali
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43. Scena con ampia presenza di personaggi
I.9, dove si riuniscono i personaggi presenti alla corte di Gualtieri (Gualtieri, Ridolfo, Violante, Guido) con quelli provenienti dall’esterno (Ugone, Giannetta, Griselda). III.5, ultima scena, dove si riuniscono tutti i personaggi principali (Gualtieri, Ugone, Griselda, Giannetta, Guido, Ridolfo, Violante, Giannole) per sciogliere l’azione. |
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44. Didascalie di particolare importanza
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| VIII. Prima recita |
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45. Prima recita
Da una nota di Muratori (vedi sotto) si apprende solo che fu recitata «pubblicamente da alcune dame e cavalieri», o in un palazzo o in un teatro lombardo, quando Maggi (1630-1699) era «ancor giovane». |
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46. Altre recite nel Settecento
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| IX. Il testo in Goldoni |
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47. Riferimenti, diretti o indiretti, al testo o al suo autore presenti negli scritti o nelle opere di Goldoni
Nel 1735 Goldoni fu chiamato da Antonio Vivaldi a rifare il testo della Griselda di Apostolo Zeno, che si ispira, tra le altre, all’opera di Maggi (cfr. Liana Püschel, «Fa di me ciò che ti piace», ossia come A. Zeno adattò la storia di Griselda in un libretto, in «In qualunque lingua sia scritta». Miscellanea di studi sulla fortuna della novella nell’Europa del Rinascimento e del Barocco, a cura di Guillermo Carrascón, Torino, aAccademia University Press, 2015, pp. 182-203), per trarne un dramma per musica (ora in Carlo Goldoni, Drammi seri per musica, a cura di Silvia Urbani, Venezia, Marsilio, 2010, pp. 111-164). |
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48. Aspetti del testo particolarmente rilevanti in rapporto con il teatro goldoniano.
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| X. Altri eventuali dati d’importanza presenti nei paratesti proemiali e altre osservazioni d’interesse |
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49. Dati dei paratesti
Muratori, nella nota A’ lettori amorevoli premessa alla sua edizione, informa sulla genesi e sulla fortuna dell’opera: fu composta in breve tempo da un Maggi ancora giovane per compiacere Bartolomeo Arese; fu poi rappresentata da «dame e cavalieri» riscuotendo un buon successo; fu infine riveduta dall’autore, ma solo fino all’atto I, per cui non si decise a pubblicarla in vita e impedì addirittura a un «cavaliere» genovese, nel 1698, di stamparla, minacciando di ricorrere al tribunale. Il sonetto L’autore alla favola, premesso all’atto I, racconta del momento in cui Maggi decise di abbandonare, dopo «gran tempo» (v. 2), la revisione del testo. |
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50. Osservazioni
L’attenzione di Maggi è rivolta a ottenere da un soggetto semplice, ricavato da un racconto di Boccaccio, una trama intricata, tramite dualismi e simulazioni nei personaggi. Sul piano retorico, punta a mettere in risalto le sfumature degli stati d’animo e l’espressione dei sentimenti, mentre gioca liberamente con un repertorio chiaramente barocco (metafore continuate, antitesi). Il meccanismo, tipico del teatro cristiano, dell’umiltà che vince la superbia, anche attraverso il sacrificio di sé, è affiancato dalla ricerca di una verità che deve prima superare ostacoli sempre più difficili, finanche la morte, declinati qui negli intrighi di corte, prima di trionfare. |