| I. Titolo e dati bibliografici | ||
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00. Schedatore/Schedatrice
D'Onghia, Luca
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01. Autore
Balbi, Domenico
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02. Titolo
Lippa, Il
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03. Titolo completo
Il Lippa, overo el Pantalon burlao. Comedia honestissima piena di sottili inventioni, e tanto per rappresentarla, quanto anco semplicemente per leggerla: tutta ridicolosa. Con alcune compositioni accademiche in Prosa, in Rima ad essa concernenti intrecciate con Ariette Musicali da cantarsi. |
04. Manoscritti
Nessun manoscritto noto; si conoscono quattro edizioni a stampa (Venezia, Valvasense, 1673; Venezia, Didini, 1680; Venezia, Lovisa, s.d., «terza impressione»; Venezia, Lovisa, s.d., «quarta impressione»). |
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05. Edizioni utilizzate
Edizione critica a cura di Claudio Benedetto Maggi, basata sulla stampa Valvasense del 1673 con integrazioni dalla stampa Didini del 1680 (si tratta in origine della tesi di laurea triennale discussa all’Università di Pisa, a.a. 2020/2021). |
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| II. Tipo | ||
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06. Genere
Commedia cittadina ridicolosa (personaggi legati alle maschere, uso di vari dialetti, travestimenti, fraintendimenti linguistici, percosse, beffe); ma anche «onestissima comedia» (Dedica), dato il suo contenuto fondamentalmente morale (vedi anche l’Avviso al lettore, nel quale si discorre di «sceniche compositioni entro gli argini della modestia»). |
06. Sottogenere
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07. Generi interni
Missive (I.3.12, I.4.14, II.15.11, II.16.32, III.3.37); orazioni accademiche (III.10.1, III.10.3); ariette e canzonette destinate al canto («arietta cantata in musica con suoni»: III.10.2, III.10.5, III.10.7, III.10.11, III.10.13); sonetti (III.10.14-17 [cui seguono nell’edizione Didini altri otto sonetti]; ottave (III.10.18). |
| III. Personaggi e rapporti |
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08. Elenco dei personaggi
Pantalone dei Bisognosi; Giacinto; Bagolino primo Zanne; Pandora; Dottore Campanazzo da Budri (Budrio); Bagattino secondo Zanne; Ippolita; Sbirri (che non parlano). |
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09. Protagonisti
Pantalone e Bagolino (l’intera commedia è costruita su una sfida tra Bagolino a Pantalone: vedi riassunto al punto 24). |
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10. Personaggi e maschere della commedia dell’arte o da essi derivati
Pantalone (Magnifico), Dottor Campanazzo (Dottore), Bagolino (primo Zanni), Bagattino (secondo Zanni), Pandora (servetta di Pantalone), Giacino e Ippolita (innamorati). |
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11. Valore allusivo dei nomi dei personaggi
Il nome del Dottore, Campanazzo (lett. ‘campanaccio’), alluderà alla sua corporatura o alla sua loquela monotona e stordente come il suono delle campane (l’epiteto è tradizionale: si pensi alla commedia di Andreini intitolata Campanaccia); per Bagolino vale il raffronto con il veneziano bagolo ‘baia’, ‘beffa’, ‘passatempo’, ‘sollazzo’ (Boerio 56); per Bagattino, che nella commedia è un povero ciabattino, si dovrà pensare a bagatin ‘moneta di modesto valore’ (Boerio 55; meno probabile l’allusione al bagatto dei tarocchi, che simboleggia la magia e la capacità creativa); i nomi dei giovani amorosi alludono alla loro purezza (Giacinto è il giovane spartano adorato da Apollo e morto precocemente, Ippolita la regina delle Amazzoni). Anche il nomignolo derisorio che dà il titolo alla commedia, Lippa, indicherà la persona beffata e incapace (la lippa è un gioco infantile, e in Boerio 372 è registrata la locuzione Andè a ziogar a la lipa ‘siete un incapace’, ‘andate a farvi friggere’). |
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12. Rapporti fra i personaggi
Pantalone è padre di Giacinto e padrone di Bagolino e Pandora; Bagattino è ciabattino e padre di Ippolita; Bagolino e Pandora, Giacinto e Ippolita sono due coppie di innamorati. |
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13. Personaggi speculari
I padroni (Pantalone, e entro certi limiti il Dottore) si oppongono ai servi (Bagolino e Pandora); Pantalone si oppone anche al figlio Giacinto. |
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14. Soliloqui e monologhi di particolare importanza
Nessuno di particolare importanza; gli unici brevi monologhi della commedia sono di Pantalone (II.7, II.10, II.13) e Bagolino (III.4) e servono a ritmare l’azione segnando per lo più un passaggio dal fuori della strada al dentro delle case, o preannunciando alcuni sviluppi della trama. |
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15. Dialoghi e successioni di monologhi di particolare importanza
I.8 (Pantalone e il Dottore: lunga scena imperniata sul fraintendimento comico), II.6 (scena di travestimenti dominata da Bagattino, che si camuffa da Pantalone e imita il dialetto veneziano, libera Giacinto e fa ubriacare il Dottore), III.3 (finto pentimento di Giacinto, che ottiene da Pantalone di poter tenere una seduta accademica in casa per la sera stessa), III.10 (seduta accademica in casa di Pantalone: sono presenti tutti i personaggi e si arriva allo scioglimento della commedia). |
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16. Uso particolarmente rilevante degli a parte
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17. Personaggi che parlano solo in verso
Nessuno. |
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18. Personaggi che parlano solo in prosa
Tutti i personaggi parlano solo in prosa; nella scena finale alcuni personaggi (Giacinto, il Dottore, Pantalone, Bagattino) cantano o declamano testi in versi (cfr. § 7). |
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19. Personaggi che parlano a soggetto
Non determinabile; ma un etc. (II.11.19) e un etcetera (II.11.22) possono far pensare a un repertorio con il quale si poteva farcire a piacere la batttuta (si tratta in entrambi i casi di offese riferite a Pantalone: «quel brut becconaz etc. de Pantalon» e «quel becconazzo, eccetera, de Pantalon»). |
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20. Personaggi che alternano testo scritto e improvvisazione
Non determinabile (cfr. §19). |
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21. Personaggi che parlano solo in italiano
Giacinto, Ippolita (gli innamorati). |
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22. Personaggi che parlano solo in dialetto, in forme di italiano regionale o storpiato, o in una lingua straniera
Pantalone (veneziano), dottor Campanazzo (bolognese, con varie iniezioni di latino più o meno storpiato), Bagolino e Bagattino (bergamasco). Bagolino e Bagattino si concedono l’uso comico o l’imitazione burlesca anche di altre varietà linguistiche, specie quando si travestono: latino (I.5.25, Bagolino; II.5.3, Bagattino; II.14-15, Bagattino), italiano (II.4.1-9, Bagolino), veneziano (II.5, sia Bagolino che Bagattino, con istruzioni metalinguistiche su come parlare il veneziano), bolognese (II.15, Bagattino), spagnolo (III.6, Bagattino), tedesco (III.6, Bagolino). |
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23. Uso significativo e iterativo di figure retoriche o risorse simili
Nessuno, salvo il fatto prevedibile che nella parte del dottor Campanazzo abbondano i fraintendimenti e le deformazioni linguistiche di vario genere. |
| IV. Intreccio |
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24. Riassunto dell’argomento del testo
Atto primo. Il Dottore rivela a Pantalone che suo figlio Giacinto frequenta di nascosto la figlia di un ciabattino e ne ha chiesto la mano (I.1). Pantalone annuncia una punizione esemplare per Giacinto e licenzia il servo Bagolino, suo complice; ma i due gli fanno credere che la figlia del ciabattino, Ippolita, abbia già ricevuto l’anello e che il matrimonio si sia già consumato (I.2). Frattanto Pandora porta a Pantalone una lettera nella quale è annunciato l’imminente matrimonio di Giacinto con una fanciulla di Roma; intercettata la lettera, con l’aiuto di Bagolino Giacinto compone una lettera di tenore opposto, che manda a monte il matrimonio combinato da Pantalone (I.3); questi legge la lettera fasulla ma subito smaschera l’inganno e va su tutte le furie (I.4). Bagolino – che ha già sobillato il Dottore, convincendolo a patrocinare una querela contro Pantalone e a favore di Bagattino, padre di Ippolita – affronta il padrone e lo sfida: se riuscirà a far sposare Giacinto e Ippolita, Pantalone sarà irriso con il nomignolo di Lippa, che altrimenti toccherà a lui, a Bagolino. Pantalone reagisce chiudendo Giacinto a chiave in casa (I.5). Intanto il Dottore promette di aiutare Bagattino e Ippolita contro Pantalone (I.6); costui arriva ed è male accolto dal Dottore (convinto da Bagolino di essere stato offeso da Pantalone), ma parlando con lui capisce che tutto è dovuto a una macchinazione di Bagolino (I.7), riesce a riappacificarsi con lui e non senza fatica lo incarica di ricevere per suo conto la corrispondenza (I.8). Atto secondo. Tornato sotto la casa dell’ex padrone, Bagolino circuisce Pandora fingendosi offeso con lei, e la convince a far uscire di casa Giacinto; ma Pantalone sopraggiunge (II.1) insieme al Dottore, e decidono di fare uno scherzo a Pandora e di farle credere che Bagolino si è sposato con un’altra donna (II.2); Pandora fraintende il padrone e il Dottore e, temendo di essere stata scoperta nel suo tentativo di far evadere Giacinto, rivela tutti i piani di Bagolino (II.3). Intanto Bagolino, travestitosi da forestiero, riesce a far allontanare Pantalone, che se ne va lasciando il Dottore a guardia del figlio (II.4); ma subito Bagolino istruisce Bagattino su come parlare veneziano (II.5) e lo fa entrare in casa travestito da Pantalone: così Bagattino-Pantalone fa ubriacare il Dottore e apre la porta a Giacinto, che scappa con Bagolino e si dirige verso la casa di Ippolita (II.6). Pantalone rientra a casa (II.7), scopre quanto è accaduto, picchia il Dottore e decide di uscire camuffandosi da straccivendolo (II.8); in queste vesti incontra Bagolino e Bagattino: senza volerlo, e senza accorgersi di chi è davvero il suo interlocutore, il secondo gli rivela le macchinazioni di cui è vittima; ormai informato di tutto, Pantalone decide di allertare i birri e di precipitarsi a casa del ciabattino per far arrestare il figlio (II.9-11). Intanto Bagolino progetta di far travestire Bagattino da Dottore per scucire altri soldi a Pantalone in vista del matrimonio (II.12); Pantalone càpita sulla loro strada dopo essere passato a casa da Pandora (II.13) e riceve da Bagattino, che è stato istruito a imitare la parlata del Dottore, una lettera fasulla, nella quale è annunciata la morte della promessa sposa romana di Giacinto (II.14-15). Poco dopo però Pantalone incontra il vero Dottore, che gli consegna la vera lettera giunta da Roma, nella quale si annuncia l’imminente arrivo a Venezia della promessa sposa di Giacinto (II.16); giunto finalmente a casa del ciabattino, Pantalone fa arrestare il figlio e, credendo di aver preso anche Bagattino, fa arrestare per errore il vero Dottore (II.17). Atto terzo. Pantalone libera il figlio e il Dottore, che erano stati arrestati (III.1); intanto Bagolino suggerisce a Giacinto di convincere il padre a radunare per la sera stessa un’accademia in casa loro (III.2): fingendosi adirato con Bagolino e pentito per il proprio comportamento, Giacinto ottiene da Pantalone di organizzare un’accademia in casa, e gli detta una violenta lettera di congedo diretta a Bagolino (III.3). Bagolino nel frattempo progetta di recarsi a casa di Pantalone vestito da tedesco, portando con sé Ippolita travestita da principe straniero e Bagattino travestito da spagnolo (III.4); incontra Pantalone, che gli consegna trionfante la lettera di Giacinto: Bagolino ride e se ne va (III.5). Ingannato dai travestimenti, Pantalone accoglie in casa propria Ippolita travestita da principe ungherese (III.6), e racconta compiaciuto al Dottore dell’intrinsechezza che ha notato tra Giacinto e il presunto principe, che si sono ritirati insieme nella camera di Giacinto (III.7). Pantalone accetta le scuse di Bagolino e Bagattino, che chiedono di essere ammessi alla serata accademica: sta calando la notte (III.8). Pandora annuncia è che imminente l’ora d’inizio delle attività (III.9); i convitati alla serata tengono una serie di orazioni a tema e recitano/cantano alcune poesie, e infine Giacinto rivela al padre l’identità del principe unghesere: pur di non essere chiamato Lippa, Pantalone perdona tutti e benedice i matrimoni di Giacinto e Ippolita e di Bagolino e Pandora (III.10). |
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25. Tema principale
Amore tra Giacinto e Ippolita, contrastato da Pantalone e favorito da Bagolino. |
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26. Temi secondari
Amore tra Bagolino e Pandora (che si sposano alla fine della commedia insieme a Giacinto e Ippolita). |
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27. Comicità
Comicità linguistica determinata da fraintendimento o inceppamento comunicativo (I.8, duetto tra Pantalone e il Dottore, che a partire dalla battuta 50 parlano l’uno sopra l’altro: «parlano tutti e due in un tempo»); comicità linguistica derivata dal travestimento linguistico (II.5-6, Bagattino si finge veneziano; III.6, Bagattino e Bagolino si fingono rispettivamente spagnolo e tedesco); comicità di situazione (II.6 e II.8: il Dottore si ubriaca, rutta, russa e vomita, ed è poi preso a bastonate da Pantalone); comicità legata ai plurimi travestimenti (Bagolino da forastiero II.4; Bagattino da Pantalone II.5-6; Pantalone da strazzarol II.10; Bagattino da Dottore II.15; Ippolita da «prencipe straniero» III.6). |
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28. Elementi polemici, satirici e parodici
Oltre ai vari ingredienti letterari/filosofici richiamati parodicamente in alcune battute del Dottore (I.1.12, I.8.48, I.8.50-98, II.8.31) e di Bagattino (I.6.2, I.7.14), vanno segnalate le ottave pronunciate da Bagattino a III.10.18, che si inseriscono nella florida tradizione di parodie del Furioso di Ariosto. Un’allusione blandamente polemica ai censori dei libri si ricava dalla battuta III.10.6 di Pantalone: «E mi diria che sto ricco sapiente fasse el favro, perché cusì el faria de gran opere, e el le manderia in luxe senza licentia dei Superiori». |
| V. Luogo e tempo |
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29. Luogo generale
Venezia. |
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30. Cambiamenti di luogo
I.1-2: casa di Pantalone; I.3-5: strada; I.6: presumibilmente casa del Dottore (cfr. I.6.19); I.7: strada; I.8: presumibilmente casa di Pantalone o del Dottore; II.1: strada (Bagolino) e casa di Pantalone (Pandora, Giacinto); II.2-5: strada (durante II.4 Pantalone si allontana, e alla fine della scena Pandora e il Dottore entrano in casa di Pantalone); II.6: strada (Bagolino) e casa di Pantalone (Pandora, Dottore, Giacinto e Bagattino travestito da Pantalone), con Bagattino e Giacinto che si fanno alla finestra alle battute 49 e 52 (alla battuta 67 Bagattino e Giacinto escono di casa); II.7: strada; II.8: strada, fino alla battuta 27, quindi casa di Pantalone; II.9-17: strada; III.1-9: strada (ma in III.1 a rigore ci si trova o in prigione o con i birri in scena, dato che Giacinto e il Dottore sono definiti prigioni nella didascalia); III.10: casa di Pantalone. |
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31. Durata totale dell’azione
Molto probabilmente dalla mattina (se non dal mezzogiorno) alla sera di una stessa giornata.
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32. Soluzione di continuità temporale fra gli atti o fra le scene
Nessuna evidente soluzione di continuità temporale tra gli atti (e così tra le scene).
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33. Indicazioni esplicite sul momento temporale presenti nelle battute o nelle didascalie
Quanto al periodo dell’anno, pare abbastanza certo che la commedia si svolga durante il Carnevale, dato che il padre della fanciulla romana che Pantalone vorrebbe far sposare a Giacinto preannuncia il proprio arrivo con una lettera in cui scrive che «per li giorni ultimi del Carnovale sarò a Venetia con la mia figliola» (II.16.32). Per un’altra indicazione di rilievo, relativa alla notte che scende sul finire della commedia, cfr. § 35. |
| VI. Rispetto della regola delle tre unità | |
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34. Tempo
Sì
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35. Circostanze temporali
L’azione si svolge nella stessa giornata, dalla mattina (o dal mezzogiorno) alla sera (cfr. III.8.16 «el scuro ne xè sorazonto adosso», e III.10 didascalia iniziale «apparato di lumi»). |
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36. Luogo
Sì
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37. Circostanze spaziali
La commedia si svolge a Venezia, della quale vengono evocati amche alcuni luoghi precisi (I.1.5 Redutto dei marcanti e Riva dal ferro; II.1.1 Piazza San Marco; II.11.32 Ponte della paggia; III.6.6 un Rio terrao). |
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38. Azione
Sì
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39. Circostanze particolari dello sviluppo dell’argomento
L’azione della commedia è interamente incentrata sulla sfida tra Pantalone e Bagolino, che riesce nell’impresa di far sposare Giacinto e Ippolita contro la volontà di Pantalone (vedi sopra il riassunto al punto 24). |
| VII. Elementi materiali, performativi e didascalici |
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40. Uso di oggetti particolari
Nessuno; tra i paratesti si trova una lista di «robbe necessarie da provedersi oltre li vestiti di cadaun personaggio». |
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41. Uso di effetti sonori e musicali
A II.1.29 Bagolino fischietta e canta la canzoncina Va’ su, Simon (che anche Pantalone sembra conoscere: II.2.1). L’ultima scena (III.10), dedicata all’accademia che si tiene in casa di Pantalone, si apre con l’esecuzione di una sinfonia, senz’altro suonata da un ensemble strumentale (vedi didascalia iniziale); più avanti nella stessa scena vengono cantate (non è chiaro da chi) alcune ariette accompagnate dall’orchestra (III.10.2, III.10.5, III.10.7, III.10.11; e forse è da ritenersi cantata, pur in assenza di esplicita didascalia, anche la canzonetta di III.10.13). |
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42. Uso di effetti speciali
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43. Scena con ampia presenza di personaggi
III.10 (è l’ultima scena, nella quale si trovano tutti i personaggi). |
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44. Didascalie di particolare importanza
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| VIII. Prima recita |
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45. Prima recita
Non si hanno notizie sulla prima recita, ma essa ebbe luogo prima dell’edizione principe del 1673, come mostra una frase della Dedica che definisce il Lippa «onestissima comedia […] da alcuni ben nati fanciulli fatta rapresentare». La chiusa del Prologo in canzone recitato da Bagolino potrebbe inoltre alludere a una recita a pagamento, perché intima il silenzio e minaccia di espulsione dalla sala chi non si obbedirà, con contestuale restituzione del prezzo del biglietto («E chi farà altriment / el sia condot fo’ dal portiner / a fargh dar [o das] indred i so’ dener»). |
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46. Altre recite nel Settecento
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| IX. Il testo in Goldoni |
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47. Riferimenti, diretti o indiretti, al testo o al suo autore presenti negli scritti o nelle opere di Goldoni
Nessuno evidente, almeno a mia notizia; mi chiedo se il travestimento di Pantalone da strazzarol a II.8 non possa essere stato noto a Goldoni e aver almeno in parte ispirato il medesimo travestimento – con tanto di canzone equivoca – per il personaggio del giovane Baseggio nella scena terza del secondo atto delle Donne gelose (1752). |
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48. Aspetti del testo particolarmente rilevanti in rapporto con il teatro goldoniano.
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| X. Altri eventuali dati d’importanza presenti nei paratesti proemiali e altre osservazioni d’interesse |
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49. Dati dei paratesti
Oltre a quanto richiamato sopra al punto 45, è da ricordare la gratitudine con cui Balbi rammenta la casa di campagna della famiglia Busenello. Nella Dedica l’autore ringrazia infatti Giovanni Busenello «per avermi più volte cortesemente accolto, nel tempo dell’estate, colà sotto li suoi delitiosi tetti» (la «degnissima Businella famiglia» possedeva tra l’altro una residenza di campagna a Legnaro presso Padova, ma per ora non è chiaro in quale rapporto stia il Giovanni dedicatario del Lippa con il famoso poeta e librettista Giovanni Francesco, proprietario della villa di Legnaro e morto nel 1659). |
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50. Osservazioni
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