I. Titolo e dati bibliografici
00. Schedatore/Schedatrice
Scannapieco, Anna
01. Autore
Miti, Pompilio
02. Titolo → Edizione
Ottaviano trionfante di Marcantonio
03. Titolo completo

Ottaviano trionfante di Marcantonio. Melolepidodramamusicale.

04. Manoscritti
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05. Edizioni utilizzate

Ottaviano trionfante di Marcantonio. Melolepidodramamusicale da rappresentarsi nel Teatro prope San Salvatore il carnovale 1735. Dedicato Al Signor Odmuaponarcemdo Mirop, Venezia, Alvise Valvasense [1735]. È l’unica edizione dell’opera, di cui sono – allo stato attuale delle conoscenze – sopravvissuti sette esemplari.

II. Tipo
06. Genere

«Melolepidodramamusicale» è dichiarato nel frontespizio, formulazione arcaizante scherzosa per ‘dramma giocoso per musica’; più precisamente, il genere di riferimento è quello dei drammi musicali per i comici, in uso tanto nel teatro di San Samuele, quanto in quello del San Luca.

06. Sottogenere
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07. Generi interni
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III. Personaggi e rapporti
08. Elenco dei personaggi

Ottaviano romano, poi Cesare; Cleopatra, ultima regina d’Egitto; Marcantonio, eroe romano marito di Ottavia; Ottavia, sorella di Ottaviano; Oronte, capitan generale di Cleopatra; Trespolo, pescatore, e barbiere confidente di Marcantonio; guardie.

09. Protagonisti

Il protagonista – da cui si scaturisce tutta la carica parodica del dramma – è indubbiamente Marcantonio; fisiologicamente prominenti le donne (Cleopatra, amante; Ottavia, moglie) che cercano di proteggerlo e salvarlo; un protagonismo estrinseco è quello di Ottaviano, la cui funzione è quella di mettere in moto la scarna vicenda, senza tuttavia ricevere modellizzazioni drammaturgiche significative.

10. Personaggi e maschere della commedia dell’arte o da essi derivati

Tutti i personaggi sono storici, ad eccezione di Trespolo, «pescatore, e barbiere confidente di Marcantonio», che, particolarmente in un passo, potrebbe rivelare la sua parentela con il secondo zanni (cfr. 2.10-11: «cleopatra Io tutto pagherò, non ti sgomenta. / trespolo A me basta per premio una polenta»).

11. Valore allusivo dei nomi dei personaggi

Non a caso, l’unico nome parlante potrebbe essere quello di Trespolo: in accezione metaforica vale ‘membro virile’; con valore aggettivale ‘molto magro, scarno’ (cfr. Gdli): a rimarcare la natura buffonesca del personaggio, la sua funzione di ‘zanni’ all’interno del disegno drammaturgico eroicomico.

12. Rapporti fra i personaggi

Marcantonio marito di Ottavia e amante di Cleopatra; Ottaviano antagonista di Marcantonio; Oronte e Trespolo coadiutori di Cleopatra nel tentativo (inutile) di salvare Marcantonio.

13. Personaggi speculari

Ottaviano vs Marcantonio; Cleopatra e Ottavia vs Ottaviano.

14. Soliloqui e monologhi di particolare importanza

Dato il genere di appartenenza, non figurano soliloqui e monologhi; ma possono essere riconosciute funzioni analoghe a certe arie e recitativi. In tal senso, degno di nota è l’incipit, che vede l’irrompere disperato di Cleopatra («Oh me infelice! dove / a questa vita troverò mai scampo?»), alla ricerca di Marcantonio (imperturbabilmente sprofondato nel sonno) per avvertirlo dell’imminente attacco di Ottaviano; o l’aria eroicomica di Trespolo che annuncia la sua (improbabile) collaborazione alla resistenza e alla difesa (2.20-22 e sgg.: « Ancor io d’armi finito / fatto ardito / l’inimico abbatterò […]»). Quasi tutti i personaggi hanno del resto, come d’altronde previsto dalle convenzioni del genere, un’aria a cui è affidato un loro primo piano (cfr. per Oronte i vv. 3.9-16 e per Ottavia i vv. 6.20-29).

15. Dialoghi e successioni di monologhi di particolare importanza

Non è data successione di monologhi, mentre i dialoghi sono spesso animati da un botta e risposta molto animato e mirato alla contrapposizione dei ruoli, sempre in chiave parodica e/o caricaturale. Si veda ad esempio, nella scena incipitaria quello di un accidioso Marcantonio sprofondato nel sonno e di una allarmata Cleopatra che cerca di renderlo consapevole del pericolo incombente, dialogo aperto e chiuso dall’esilarante comportamento dell’antieroe (1.13-34 («Chi mi sveglia, oh Cieli! oh Dei! […] Lascia ch’io dorma, e poi farò la guerra»). Si veda inoltre quanto segnalato nel § 27.

16. Uso particolarmente rilevante degli a parte

L’unico a parte è, nella scena quinta, quello di Marcantonio, che disturbato nel suo sonno dall’acceso combattimento tra Ottaviano e Oronte, si esprime in un modo parodicamente straniante: «Che creanza è mai questa / di far rumore e non lasciar dormire» (5.1-2).

17. Personaggi che parlano solo in verso

Tutti i personaggi parlano in verso.

18. Personaggi che parlano solo in prosa
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19. Personaggi che parlano a soggetto
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20. Personaggi che alternano testo scritto e improvvisazione
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21. Personaggi che parlano solo in italiano

Tutti.

22. Personaggi che parlano solo in dialetto, in forme di italiano regionale o storpiato, o in una lingua straniera
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23. Uso significativo e iterativo di figure retoriche o risorse simili

Non si riscontra un uso significativo e iterativo di figure retoriche; semmai è rimarchevole, sotto il profilo stilistico, il frequente contagio tra forme espressive ‘alte’ e forme espressive ‘basse’, con effetto di irridente contaminazione. Vedi anche § 27.

IV. Intreccio
24. Riassunto dell’argomento del testo

La trama del melolepidodramamusicale è quanto mai esile (come d’altronde l’articolazione del testo, che si compone di sole dieci scene): Ottaviano furente muove contro l’inetto Marcantonio (secondo modalità allegramente dimentiche della realtà storica), ma a fronte della resistenza di Cleopatra e Ottavia per la salvezza dell’uomo amato, resistenza spinta fino al tentato suicidio, scioglie irrealisticamente i propri intenti bellicisti in una clemenza che risparmia non solo le due donne ma anche l’avversario politico.

25. Tema principale

La parodia ‘scoronante’ di temi e motivi della storia romana in quanto fonti dell’opera seria per musica e/o della tragedia, unitamente all’irridente rispetto delle tre unità, in una cornice che decostruisce di fatto le regole classicistiche, a partire dalla riduzione degli atti in un «atto unduterzo» (cfr. anche §§ 29-39).

26. Temi secondari
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27. Comicità

Il cuore comico dell’intreccio è senz’altro costituito dalla rappresentazione di Marcantonio, la quale ripropone in forme estreme le caratteristiche di quell’‘anti-eroe’ che spesso anima il genere di riferimento e che qui sono piegate a un’iperbole inedita, in quanto il personaggio non è reduce da una, sia pur parodica, stanchezza ‘belligerante’, bensì appare afflitto da una congenita voluptas dormiendi, radicale rovesciamento dell’attitudine dinamica e guerriera del personaggio storico; senza contare la sue riduzione a pavido pupazzetto che, all’occorrenza, si nasconde in un pozzo, da cui si affaccia e vi riemerge nel suo colloquio con la moglie Ottavia (scena 7).

Altri elementi collaterali di comicità sono offerti, prevedibilmente, da alcuni interventi dello ‘zanni’ Trespolo: «[…] fra poco Ottaviano / qui ne verrà con furibonda armata, / e vol far di noi tutti una frittata» (3.4-6); «ottaviano […] inflessibil nemico / del vostro Marcantonio, /seco vengo a pugnar con gioia e fasto. // trespolo Vi credea signor l’asin col basto» (4.9-12); «[ottaviano] Mio schiavo sei e ti rompo la zucca» (5.14). Cfr. anche il § 28.

28. Elementi polemici, satirici e parodici

Oltre a quanto già rilevato ai §§ 25 e 27, l’elemento polemico-satirico più rilevante è quello affidato al corredo paratestuale (elemento, peraltro, che si può apprezzare solo in una prospettiva di lettura). I paratesti dell’ Ottaviano trionfante di Marcantonio (d’ora in poi OtM) infatti in misura esorbitante ricalcano, non a caso, quelli che erano stati propri dell’Ulisse il giovane, tragedia di Domenico Lazzarini ben nota all’‘autore-attore dell’ OtM (dedica, lettera dell’autore a destinatario competente, risposta di quest’ultimo, argomento, Al lettore) ed erodono beffardamente gli spazi del testo (del libretto a stampa ben nove pagine su complessive ventitré sono assorbite dai paratesti). Inutile sottolineare che tutti questi orpelli narcisistici sono pretesti per decostruire e irridere la prassi corrente.

Si possono inoltre individuare all’interno del testo degli anacronismi che pungono satiricamente prassi sociali o abitudini settecentesche: «ottaviano Per Cleopatra il so, ei ti tradisce. // ottavia All’uso de’ mariti, egli s’unisce. // ottaviano. T’è marito, e per te non ha costanza. // ottavia Questo è un affar che passa per usanza» (6.14-17); «(Ottaviano, ed Oronte si mettono a sedere sul letto, e bevono il caffè)» (10.6.did.).

V. Luogo e tempo
29. Luogo generale

«La scena in campagna, città, atrio, arcova, gabinetto, prigione tutto insieme» recita l’indicazione generale, in un grottesco rispetto dell’unità di luogo, essendo le azioni costrette in un «tutto insieme», una sorta di surreale contenitore di tutti gli spazi in cui si muove l’azione. La prima didascalia di scena dettaglia ulteriormente l’ambientazione: «Campagna spaziosa, da una parte un letto sotto ad un albero; specchio attaccato ad un ramo dell’albero, sedia, tavolino con da scrivere. Pozzo dall’altra parte con girella, e corda; in lontananza fiume, con padiglioni, porta di una camera dalla parte del letto».

30. Cambiamenti di luogo

Date le caratteristiche dell’ambientazione generale, non ci sono cambiamenti di luogo.

31. Durata totale dell’azione
Entro la giornata.
32. Soluzione di continuità temporale fra gli atti o fra le scene
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33. Indicazioni esplicite sul momento temporale presenti nelle battute o nelle didascalie
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VI. Rispetto della regola delle tre unità
34. Tempo
35. Circostanze temporali

La vicenda si svolge entro una giornata.

36. Luogo
37. Circostanze spaziali

Vedi § 29.

38. Azione
39. Circostanze particolari dello sviluppo dell’argomento

L’azione comincia con l’irrompere in scena di Cleopatra che cerca di avvertire Marcantonio dell’imminente attacco di Ottaviano, ma l’uomo amato, da ‘indomito guerriero’, preferisce rimanere immerso nel sonno («Lascia ch’io dorma, e poi farò la guerra», 1.33); l’inconsistente resistenza delle guardie della regina, capitanate da Oronte, segna la vittoria di Ottaviano, che tuttavia dura qualche fatica a individuare l’avversario, nascosto in un pozzo. Dopo varie traversie riesce a catturarlo, ma la sua furia bellicista si scioglie davanti alle reazioni di Cleopatra e di Ottavia, pronte alla morte nel caso in cui Marcantonio sia giustiziato, e si trasforma in una delirante clemenza verso tutti.

VII. Elementi materiali, performativi e didascalici
40. Uso di oggetti particolari

Grande rilievo nella snella economia drammaturgica del testo ha il pozzo, in cui Marcantonio «da eroe / s’asconde» (7.24-25); anche lo specchio interviene per una gustosissima gag dissacrante: allorché Ottaviano e Oronte si approssimano battendosi animosamente, «(intanto Marcantonio si alza dal letto, si pulisce gl’occhi, e si distira, e si specchia)» (5.7.did.) e allorché Ottaviano si accorge di lui, ribatte: «Aspetta pur, aspetta, / che la perucca accomodata sia, /e poi dirotti l’oppinione mia» (5.10.12).

41. Uso di effetti sonori e musicali

Cfr. § 50.

42. Uso di effetti speciali
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43. Scena con ampia presenza di personaggi

L’ultima scena – la decima – vede presente in scena tutti i personaggi.

44. Didascalie di particolare importanza

Le didascalie sono poche e di carattere satirico-parodico: si vedano quelle menzionate ai §§ 28 e 40.

VIII. Prima recita
45. Prima recita

Venezia, teatro San Luca, carnevale 1735; non è noto il numero di eventuali repliche.

46. Altre recite nel Settecento

Non si hanno riscontri documentari di altre recite nel Settecento.

IX. Il testo in Goldoni
47. Riferimenti, diretti o indiretti, al testo o al suo autore presenti negli scritti o nelle opere di Goldoni

Negli scritti e nelle opere di Goldoni non sono presenti riferimenti di sorta all’OtM, anche se l’opera certamente contribuì al consolidamento dell’humus in cui Goldoni veniva componendo i suoi drammi musicali per i comici del San Samuele; un riferimento all’autore ricorre, insieme a quello della sua compagnia (e in particolare della moglie, «l’erudita Eularia […] prima donna») nella prefazione al t. xiii dell’edizione Pasquali, edito nel 1775.

48. Aspetti del testo particolarmente rilevanti in rapporto con il teatro goldoniano.

Nessun aspetto in particolare, ma vedi quanto osservato nel § 47.

X. Altri eventuali dati d’importanza presenti nei paratesti proemiali e altre osservazioni d’interesse
49. Dati dei paratesti

I paratesti si compongono di una dedica a un non meglio identificabile (e forse immaginario) signor Odmuaponarcemdo Mirop; seguono una Lettera dell’autore al signor Compassorio de’ Sicuri agrimensore dignissimo e la Risposta del signor Compassorio de’ Sicuri al signor Itmipolimipo Ronzelo; poi l’Argomento e un conclusivo avviso Al lettore.

50. Osservazioni

Il nome dell’autore, Pompilio Miti, è nascosto dietro il giocoso quanto trasparente anagramma Itmipolimipo.

Il compositore della musica è Giacomo Maccari (o Macari), che peraltro firma gran parte degli intermezzi/drammi musicali per comici che tra il 1734 e il 1743 Goldoni, allora poeta della compagnia Imer, scrisse per il teatro di San Samuele.

Cfr. quanto segnalato al § 28.