| I. Titolo e dati bibliografici | ||
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00. Schedatore/Schedatrice
Rodella, Anna
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01. Autore
Amenta, Niccolò
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02. Titolo
Fante, La
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03. Titolo completo
La fante, commedia del dottore sig. Nicolò Amenta. |
04. Manoscritti
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05. Edizioni utilizzate
La Fante, commedia del dottor sig. Nicolò Amenta. All’illustrissimo ed eccellentissimo signore dottor Carmine Nicolò Caracciolo, Principe di Santobuono, Napoli, Antonio Gramignani, 1701. La Fante, commedia del dottore sig. Nicolò Amenta, Napoli, Gennaro Muzio, 1726. La Fante, commedia di Nicolò Amenta Avvocato Napoletano, Napoli, Muzj, 1750. |
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| II. Tipo | ||
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06. Genere
Commedia. |
06. Sottogenere
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07. Generi interni
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| III. Personaggi e rapporti |
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08. Elenco dei personaggi
Messer Lodovico, Ippolito, Porfirio Pedante, Brunello, Messer Lazaro, La Fulvia, Spilletto, Monn’Apollonia, Giallaise Spanto Napoletano, La Cassandra, Rinieri, Tonto, Capitano del Tribunale, Sergenti. |
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09. Protagonisti
Ippolito, Fulvia e Cassandra, in quanto il trio di promessi sposi è il nucleo iniziale a cui ruotano attorno tutti gli altri parenti e conoscenze implicate e mantiene sulle spine il pubblico per l’intera durata della commedia. |
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10. Personaggi e maschere della commedia dell’arte o da essi derivati
Sono vicini alle maschere dell’Arte i due servi furbi (Brunello, Spilletto), il servo sciocco (Tonto) e la serva scaltra come Colombina (Rinieri nel ruolo di Fiammetta); il professore che parla in latino come il Dottore (Porfirio pedante). |
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11. Valore allusivo dei nomi dei personaggi
Porfirio Pedante, Tonto, Giallaise (Gianluigi in napoletano). |
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12. Rapporti fra i personaggi
Ippolito-Fulvia, innamorati; Cassandra-Rinieri, innamorati; Messer Lodovico-Ippolito, padre e figlio; Messer Lazaro e Fulvia, padre-figlia; Monn’Apollonia-Giallaise, moglie e marito; Monn’Appolonia-Cassandra, madre e figlia; Brunello, servo della famiglia di Messer Lodovico; Spilletto, servo della famiglia di Messer Lazaro; Tonto, servo della famiglia di Monn’Apollonia; Porfirio pedante, maestro di Ippolito. |
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13. Personaggi speculari
Padroni vs servi: Messer Lodovico, Lazaro e Giallaise vs Brunello, Spilletto e Tonto. |
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14. Soliloqui e monologhi di particolare importanza
Rinieri (travestito da Fiammetta), spiega il motivo per cui è arrabbiata Flavia, II.4.1 battuta; Ippolito, lamento di sfortuna e presagio di morte, II.14. 5 battuta. |
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15. Dialoghi e successioni di monologhi di particolare importanza
Cassandra e Rinieri (Fiammetta), rivelazione di particolari fondamentali occulti della trama, III.5; Cassandra e Rinieri (Fiammetta), fuga di Cassandra e possibile incontro con Rinieri, IV.6; Rinieri e Ippolito, assoluzione Rinieri, V.4; Monn’Apollonia e Rinieri, rivelazione dell’identità di Fiammetta-Rinieri, V.12. |
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16. Uso particolarmente rilevante degli a parte
Rinieri (travestito da Fiammetta), parità di ceto e di sesso, II.6.3 battuta. Messer Lodovico, sospetta di tradimento il servo Brunello, II.10.2 battuta; Rinieri (Fiammetta), intenzione di ingannare Messer Lazaro, III.7.2. |
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17. Personaggi che parlano solo in verso
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18. Personaggi che parlano solo in prosa
Tutti i personaggi parlano in prosa. |
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19. Personaggi che parlano a soggetto
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20. Personaggi che alternano testo scritto e improvvisazione
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21. Personaggi che parlano solo in italiano
Tutti tranne Porfirio (latino) e Giallaise (napoletano). |
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22. Personaggi che parlano solo in dialetto, in forme di italiano regionale o storpiato, o in una lingua straniera
Porfirio Pedante (latino) e Giallaise (napoletano). |
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23. Uso significativo e iterativo di figure retoriche o risorse simili
Porfirio Pedante, I.1, citazioni di celebri autori latini per avvalorare l’autorevolezza delle sue affermazioni risultando ironicamente pedante; Messer Lodovico I.1.26-27, uso della metafora nelle espressioni popolari che creano una certa ilarità. |
| IV. Intreccio |
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24. Riassunto dell’argomento del testo
Atto I. Il primo atto si apre con un dialogo tra Messer Lodovico, preoccupato per il futuro del figlio Ippolito, e Porfirio pedante, il maestro del ragazzo. Il padre discute con Porfilio affinché dissuada il giovane dall’amore per Fulvia, ragazza di modeste condizioni economiche, e indirizzarlo invece verso un matrimonio più vantaggioso con Cassandra, che porterebbe una ricca dote. Nonostante le iniziali resistenze, Porfilio finisce per appoggiare la volontà del padre. Parallelamente, Monn’Apollonia è impegnata in accese dispute domestiche con il marito Giallaise, che accusa di comportamenti sconvenienti, ma si mostra determinata a concludere l’accordo matrimoniale tra Cassandra e Ippolito. Intanto, in casa si susseguono scene di gelosia e comicità che coinvolgono i servi, in particolare Tonto e Fiammetta, la serva da cui è travestita Rinieri. Ippolito, disperato all’idea di un matrimonio imposto, si sfoga con Brunello, il servo fedele e Porfilio, ribadendo il suo amore per Fulvia e cercando aiuto per opporsi al padre. Nel tentativo di ottenere consiglio, si reca da Rinieri, ma viene a sapere che l’accordo matrimoniale è ormai vicino alla conclusione e i due si abbracciano sconsolati. In seguito, Cassandra e Fulvia appaiono alla finestra, mostrando freddezza e sdegno verso Rinieri (Fiammetta) e Ippolito, che temono di essere stati visti in atteggiamenti compromettenti. Rinieri rivela allora di essere costretto a vivere travestito per sfuggire a una grave accusa che pende su di lui, nella speranza di ottenere giustizia e rimanere vicino all’amata Cassandra. L’atto si chiude con un duro scontro verbale tra Messer Lazzaro e Messer Lodovico, che si accusano reciprocamente di scarsa nobiltà e limitate risorse economiche, sancendo il conflitto tra le due famiglie e preparando ulteriori tensioni. Atto II. Nel secondo atto il conflitto amoroso si inasprisce a causa di fraintendimenti e gelosie. Fulvia, un tempo affettuosa con Ippolito, ora lo respinge apertamente, convinta del suo tradimento dopo averlo visto abbracciato a Fiammetta. Tramite il servo Spilletto, Fulvia fa sapere a Ippolito il proprio sdegno e chiede al padre, Messer Lazzaro, di impedire definitivamente al giovane di comparire davanti a lei. Messer Lazzaro, inizialmente favorevole all’unione, appoggia la decisione della figlia e prende le distanze dalla famiglia di Ippolito, organizzando nel frattempo un incontro segreto con Fiammetta. Rinieri, travestito da fante, si tormenta per aver causato l’equivoco che ha compromesso il rapporto tra Fulvia e Ippolito. Attorno a lui si sviluppano ulteriori situazioni comiche ed ambigue, poiché prima Porfilio e poi Giallaise lo corteggiano apertamente, scatenando la gelosia di Monna Apollonia, che rimprovera duramente il marito e minaccia Fiammetta di non avvicinarsi più a lui. Intanto, Brunello rivela a Giallaise il vero amore di Ippolito per Fulvia, provocando la rottura definitiva dell’accordo matrimoniale con Cassandra. Giallaise comunica infatti a Messer Lodovico la sua decisione di non voler più concedere più la figlia in sposa. Messer Lodovico, furioso, riesce ad estorcere a Brunello la confessione di essere stato lui l’autore del pettegolezzo e inoltre cerca di convincere Messer Lodovico dell’esistenza di un patto segreto tra Ippolito e Fulvia che prevede la loro unione una volta morto il padre di lei. Ippolito, disperato, confida a Spilletto di non poter chiarire l’equivoco con Fulvia per non rivelare la vera identità di Rinieri; grazie all’aiuto del servo riesce tuttavia a parlarle dalla finestra, ma viene sorpreso da Messer Lazzaro, che lo scaccia con violenza e gli proibisce di tornare. L’atto si chiude con il lamento solitario di Ippolito, diviso tra un matrimonio imposto e l’amore perduto, mentre sul piano comico Monna Apollonia sorprende nuovamente Giallaise con Fiammetta, dando luogo all’aspro scambio di accuse ed insulti che conclude il secondo atto. Atto III. Nel terzo Giallaise, deciso a non rinunciare ai suoi propositi galanti nonostante la sorveglianza della moglie, riflette su come avvicinarsi nuovamente a Fiammetta con maggiore astuzia. Parallelamente, Tonto confida a Giallaise il proprio innamoramento per “Sciammetta” e gli rivela di possedere beni e terreni che le confiderà per invogliarla a cedere. Messer Lodovico ribadisce a Giallaise che, pur sapendo della promessa fatta da Ippolito a Fulvia, intende costringerlo a sposare Cassandra; per piegare la volontà del figlio progetta addirittura di farlo incarcerare. Allettato dai vantaggi economici, Giallaise finisce per appoggiare il piano. Intanto Cassandra, sempre più sospettosa, affronta Fiammetta, intuendo che sotto il travestimento si nasconda Rinieri, l’uomo che ama ma che ritiene colpevole della morte del fratello. Fiammetta nega, ma le trasmette un messaggio carico di pentimento e amore da parte di Rinieri. Monna Apollonia sorprende il loro colloquio e annuncia a Cassandra il matrimonio combinato con Ippolito, notizia che provoca lo svenimento della giovane e mette in luce la persistenza del suo amore per Rinieri, come emerge anche dal successivo tormento interiore di quest’ultimo. Sul far della sera, Messer Lazzaro fissa un incontro segreto con Fiammetta, che accetta con l’intenzione di fingere compiacenza per trarne vantaggio. Nel frattempo Porfilio avverte Brunello del pericolo imminente per Ippolito, ormai destinato alla prigione per volontà paterna, e rivela in solitudine il proprio amore per Fiammetta. Ippolito viene effettivamente incarcerato, e con lui anche Giallaise, arrestato per uno scambio di identità. In prigione, Giallaise chiede a Tonto di chiamare Monna Apollonia a testimoniare per chiarire l’equivoco. L’atto si chiude con un gesto farsesco e concitato: Tonto tenta di liberare il padrone presentandosi armato e minacciando le guardie, lasciando la vicenda sospesa tra comicità e tensione. Atto IV. Nel quarto atto. Monn’Apollonia viene a sapere dell’arresto di Giallaise e comprende che il marito intende far sposare il servo Tonto con Fiammetta solo per avere la giovane sempre sotto controllo; decide così di vigilare con maggiore attenzione. Confrontandosi con Messer Lodovico, lo accusa di voler costringere Ippolito al matrimonio con Cassandra persino tramite la prigione; pur negando, Lodovico ottiene da lei la promessa, a patto che la mano di Cassandra sia concessa solo nel caso in cui Ippolito dimostri apertamente il suo amore, supplicandola in ginocchio. Cassandra, però, ignara di questo accordo, si traveste da uomo e tenta di fuggire a Firenze per evitare il matrimonio, ma Rinieri, ancora sotto le spoglie di Fiammetta, la convince a rimandare la fuga, assicurandole di non abbandonarla e di volerla seguire anche in quell’ultimo tentativo. Ippolito approfitta dell’appuntamento notturno tra Messer Lazaro e Fiammetta per tentare di chiarirsi con Fulvia e di convincerla a fuggire con lui, ma il suo racconto dell’equivoco non viene creduto e viene infine scacciato. Brunello, allora, orchestra un ulteriore inganno: far credere a Messer Lodovico che Cassandra incontri segretamente Rinieri, tutte le notti, grazie all’aiuto di Fiammetta. In realtà, per rappresentare il finto tradimento della ragazza al futuro sposo Ippolito, Brunello prepara una messinscena notturna coinvolgendo Porfirio, che dovrà travestirsi e rispondere al richiamo di Rinieri. Nel frattempo Brunello consegna le lettere provenienti da Firenze a Rinieri in cui potrebbe esserci scritta la sua assoluzione. In seguito, Monn’Apollonia, stanca delle continue infedeltà del marito, si accorda segretamente con Fiammetta per tendergli una trappola: la fante concederà un appuntamento a Giallaise in una parte della casa abbandonata al buio e vi si presenterà in realtà la moglie. La notte si conclude con incontri clandestini, equivoci ed inseguimenti: Porfirio, scambiato per Rinieri, fugge, rafforzando in Messer Lodovico che vigilava appostato i sospetti di tradimento e alimentando il caos generale. L’atto si chiude in un clima di totale confusione, con le verità ancora nascoste e tutti i nodi pronti a sciogliersi nel finale. Monn’Apollonia, Giallaise e Tonto interrogano Fiammetta per capire dove sia fuggito Rinieri e perché lo abbia fatto entrare. Atto V. Nel quinto atto gli intrighi notturni trovano finalmente soluzione. Giallaise si reca di nascosto all’appuntamento con Fiammetta, ignaro che Monn’Apollonia lo abbia preceduto e stia per smascherarlo. Intanto Rinieri ottiene l’assoluzione dal tribunale di Firenze e, deciso a fuggire con Cassandra, riceve da Brunello gli abiti da uomo per rivelarsi apertamente una volta lontani. Ippolito tenta l’ultima volta di convincere Fulvia a fuggire con lui, ma il loro progetto viene interrotto dall’arrivo di Messer Lodovico, Porfirio e poi di Messer Lazaro, che scoprono l’inganno e provocano la fuga concitata dei giovani. Nel frattempo Monn’Apollonia affronta Giallaise nella casa vuota, rivelandogli la trappola e costringendolo ad ammettere le proprie colpe. Cassandra e Rinieri, entrambi travestiti da uomini, vengono fermati dai genitori, ma Rinieri decide di svelare la sua vera identità e di consegnarsi al giudizio di Monn’Apollonia; mostrando le carte del tribunale che lo dichiarano innocente, riesce a convincerla della sua onestà e del suo amore. Monn’Apollonia accetta così l’unione tra Cassandra e Rinieri. Poco dopo Brunello annuncia che anche Ippolito e Fulvia sono ormai marito e moglie, e i genitori, commossi, concedono il loro perdono. La commedia si conclude con una riconciliazione generale e la celebrazione delle doppie nozze, mentre tutti i personaggi si riuniscono festosamente in casa di Monn’Apollonia, celebrando il trionfo dell’amore e la fine degli equivoci. Infine Porfirio promette di scrivere un poema come lode di questa “metamorfosi, meglio di quella di Ovidio o Apuleio”. |
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25. Tema principale
Gli intrecci amorosi e il denaro collegato alla posizione sociale. |
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26. Temi secondari
Gli interessi familiari, gli intrecci sentimentali di diverse coppie di amanti, l’impossibilità di essere felici senza denaro, l’invidia e l’importanza del retaggio sociale. |
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27. Comicità
L’ilarità nel testo è ricercata attraverso l’alternarsi di diverse lingue come il doctus latinorum di Porfirio Pedante, o il napoletano sguaiato di Giallaise. Inoltre si punta alla comicità basata sugli insulti con i quali si concludono ad esempio gli atti I e II. In ultimo, l’intera commedia si regge sull’equivoco di genere del travestimento di Rinieri nella serva Fiammetta che fa impazzire di desiderio tutti gli uomini della trama. |
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28. Elementi polemici, satirici e parodici
Un elemento polemico della commedia risiede nello stabilire se abbia più importanza sociale il lignaggio nobiliare o la ricchezza; altri elementi parodici consistono nel travestimento, ad esempio, di Rinieri nei panni della fante Fiammetta, e nel mostrare come tutti gli uomini della commedia si battano per sedurla non sapendo che sia un uomo ricercato dalla legge. |
| V. Luogo e tempo |
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29. Luogo generale
Pisa. |
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30. Cambiamenti di luogo
I.1: Casa di Messer Lodovico vecchio; I.2: casa di Monn’Apollonia; I.4: strada; I.6: casa di Fulvia; I.7: strada; II.2: casa di Messer Lazaro; II.6: casa di Monn’Apollonia; II.9: strada; II.10: Casa di Messer Lodovico; II.12: casa di Fulvia; II.13: strada; III.2: casa di Monn’Apollonia; IV.1: strada; IV.2: strada nei pressi della casa di Messer Lazaro; IV.5: casa di Monn’Apollonia; IV.8: casa di Fulvia; IV.10: strada; IV.18: casa di Monn’Apollonia; V.2: casa di Monn’Apollonia; V.7: casa di Messer Lazaro; V.10: casa di fronte a casa di Monn’Apollonia; V.11: strada; V. 12: casa di Monn’Apollonia. |
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31. Durata totale dell’azione
Un giorno. Nella commedia non vi sono precise collocazioni temporali delle scene, bensì vi è un continuo rimando ad appuntamenti o fughe che si sarebbero svolte in quella sera, quando si svelano tutti i segreti, si chiariscono gli equivoci e le due coppie di innamorati possono finalmente celebrare il loro amore riconciliatore per le rispettive famiglie.
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32. Soluzione di continuità temporale fra gli atti o fra le scene
Non ci sono salti significativi tra gli atti e le scene.
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33. Indicazioni esplicite sul momento temporale presenti nelle battute o nelle didascalie
Tutto si svolge in una giornata e si fa solamente riferimento all’arrivo della sera per realizzare la fuga dei quattro amanti. |
| VI. Rispetto della regola delle tre unità | |
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34. Tempo
Sì
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35. Circostanze temporali
Si svolge in una giornata (cfr. § 31). |
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36. Luogo
Sì
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37. Circostanze spaziali
L’intera commedia si svolge a Pisa. |
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38. Azione
Sì
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39. Circostanze particolari dello sviluppo dell’argomento
La vicenda prende le mosse dalla promessa di matrimonio di Ippolito prima con Fulvia e poi con Cassandra, ma attorno a questa trama iniziale ruota la storia principale di Rinieri, travestito dalla fante Fiammetta che attende di poter svelare la sua vera identità e di poter sposare l’amata Cassandra. |
| VII. Elementi materiali, performativi e didascalici |
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40. Uso di oggetti particolari
Rinieri per tutta l’opera indossa i vestiti di Fiammetta. |
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41. Uso di effetti sonori e musicali
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42. Uso di effetti speciali
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43. Scena con ampia presenza di personaggi
Atto V, scena ultima, presenti tutti i personaggi della commedia in casa di Monn’Apollonia. |
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44. Didascalie di particolare importanza
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| VIII. Prima recita |
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45. Prima recita
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46. Altre recite nel Settecento
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| IX. Il testo in Goldoni |
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47. Riferimenti, diretti o indiretti, al testo o al suo autore presenti negli scritti o nelle opere di Goldoni
Goldoni fa riferimento diretto a Niccolò Amenta ne L’autore a chi legge dell’opera I due gemelli veneziani pubblicata nel 1750. In quel passaggio l’autore veneziano riconosce di aver attinto dall’opera Le due gemelle dell’autore napoletano che sfruttò lo scambio di persona come meccanismo di comicità reiterato successivamente da diversi scrittori: Dopo di così illustri Scrittori dell’aureo secolo decimosesto, altri vari Italiani trattaron lo stesso soggetto nel susseguente; ed introducendo due somigliantissimi Gemelli, piantaron su questa perfetta rassomiglianza la loro azione, diversificandola da quella di Plauto bensì con vari accidenti ed equivoci; ma finalmente il fondo fu sempre lo stesso [...] Nei tempi a noi più vicini, qual uso poi non è stato fatto sulle nostre scene di questo argomento, e a’ nostri giorni medesimi? Dopo quella bellissima delle due Gemelle di Niccolò Amenta, si può quasi asserire non esservi accreditato Comico, il quale non abbia voluto dar saggi del proprio ingegno su questo soggetto; e se molti riusciron con lode, accadde anche sovente che impastricciandosi da’ Comici molte di esse Commedie insieme, ne furon formati dei mostri. (Carlo Goldoni, L’autore a chi legge de I due gemelli veneziani, in Id., Opere complete di Carlo Goldoni edite dal Municipio di Venezia nel II centenario della nascita, a cura di Giuseppe Ortolani, Venezia, Municipio di Venezia, 1908, v. II, pp. 85-88: 87). |
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48. Aspetti del testo particolarmente rilevanti in rapporto con il teatro goldoniano.
Inoltre, la figura della serva scaltra ed astuta, interpretata dal travestito Rinieri, è ampiamente impiegata in seguito da Goldoni che conferirà sempre maggior centralità a tale figura. Ricordiamo a tal proposito Corallina, Smeraldina, o la più celebre Mirandolina, che da semplice personaggio di contorno diventa protagonista complessa e autonoma, incarnando l’intelligenza, la scaltrezza e la moralità della nascente borghesia, spesso fungendo da motore dell’azione e portavoce di valori etici, ribaltando le gerarchie sociali e dimostrando una forte volontà, in contrasto con il mondo aristocratico. |
| X. Altri eventuali dati d’importanza presenti nei paratesti proemiali e altre osservazioni d’interesse |
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49. Dati dei paratesti
Nell’A chi legge dell’edizione del 1750, firmato da Niccolò Falcone (cc. con segnatura ‘2’, r-v, ‘2-2’, r-v, [3], r-v, e [3-2] r) si sottolinea che il testo ha avuto molteplici ristampe, visto il successo dell’opera e che l’autore ha acconsentito a cambiarne il titolo in Fiammetta, il nome della Fante protagonista. Inoltre, si tiene a giustificare la ragione del repentino perdono che Monn’Apollonia concede alla Fante (Rinieri) spiegando che la signora provava un grande affetto per lei, considerati i molti anni di servizio presso la sua dimora. In ultimo, cerca di discolpare l’Amenta dall’uso di più di quattro personaggi sulla scena spiegando che non tutti intervenivano in modo preponderante e che si era ispirato più a Plauto che a Terenzio. All’A chi legge del Falcone segue un altro paratesto, dallo stesso titolo, ma firmato in questa seconda occasione da Vincenzo d’Ippolito (cc. con segnatura ‘A2’, r-v, e ‘A3’, r-v), che loda inizialmente la forma di inscenare la terza commedia dell’autore napoletano, specialmente nel suo prologo. Infine, come il Falcone, cerca di giustificare la presenza di molti personaggi in contemporanea sulla scena concessi da Amenta. Nota: di quest’edizione abbiamo consultato l’esemplare presente su Google Books: https://books.google.es/books?id=yGuvzxN5cysC&prin... |
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50. Osservazioni
Nella ristampa del testo del 1709 a spese di Bernardo Michele Raillard, La Fante cambiò il titolo in Fiammetta, indicando esplicitamente il nome della protagonista. Il titolo La Fante, fa riferimento anche ad una tradizione a cui attinse l’Amenta, come per esempio la commedia La Fantesca di della Porta, stampata nel 1592 nella sua prima edizione. |