Amori della Luna, Gl'

I. Titolo e dati bibliografici
00. Schedatore/Schedatrice
Rivas Seivane, Claudia
01. Autore
Costa, Margherita
02. Titolo
Amori della Luna, Gl'
03. Titolo completo

Gl'amori della Luna

04. Manoscritti

05. Edizioni utilizzate

Gl’amori della Luna, Venezia, Giuliani, 1654.

II. Tipo
06. Genere

Commedia pastorale.

06. Sottogenere

07. Generi interni

Arie: I.4.216, II.1.60, II.6.20, II.6.107, II.6.155, II.6.322, III.3.48, III.3.151, III.3.219, III.5.48.

III. Personaggi e rapporti
08. Elenco dei personaggi

L’Invidia (prologo), Diana, Endimione, Ermilla, Dori, Celindo, Fileno, Satiro, Ortichetta Vecchia, Ragione, Senso, Amore, Sonno, Choro [sic, Coro] di Ninfe.

09. Protagonisti

Il pastore Endimione ‒ innamorato della dea Diana ‒ e Diana, che viene colpita dalla freccia di Amore nel momento in cui Endimione è sotto l’influsso del Sogno, al punto da anteporre la stanchezza e il riposo all’amata. Le loro vicende amorose occupano il centro dell’azione drammatica lungo tutta l’opera, che culmina con un lieto fine segnato dal trionfo di Amore.

10. Personaggi e maschere della commedia dell'arte o da essi derivati

Secondo le ricerche di Valeria Merola («Il mito in scena: Endimione e Diana ne Gli amori della Luna di Margherita Costa», ne La scena delle donne. Scritture teatrali femminili tra Cinque e Seicento, Pisa, ETS, 2026, pp. 99-115), il personaggio di Ortichetta Vecchia potrebbe essere interpretato come una rielaborazione al femminile della maschera di Pantalone, poiché la sua pretesa è quella di «continuare a vivere l’amore nonostante la vecchiaia» (p. 113).

11. Valore allusivo dei nomi dei personaggi

I nomi Invidia, Ragione, Senso, Amore e Sonno hanno un evidente valore allegorico, poiché identificano direttamente le personificazioni di questi concetti astratti. Anche il nome di Ortichetta Vecchia è un nome parlante: il riferimento all’ortica richiama metaforicamente una natura ancora vivace e «pungente» sul piano amoroso, mentre l’aggettivo ‘vecchia’ sottolinea il contrasto comico tra la sua età avanzata e il suo persistente interesse per l’amore.

12. Rapporti fra i personaggi

Diana-Endimione: innamorati; Ermilla-Celindo: innamorati; Dori-Fileno: innamorati; Ermilla, Dori, Celindo, Fileno: seguaci di Diana.

13. Personaggi speculari

Ragione-Senso (incarnano due principi opposti che agiscono sull’individuo: da un lato la razionalità e il controllo delle passioni, dall’altro gli impulsi sensibili e i desideri); Amore-Sonno (il primo incarna la forza che suscita il desiderio e orienta Diana verso l’innamoramento per Endimione, mentre il secondo esercita un’influenza opposta su Endimione, inducendolo al riposo, all’inerzia e al temporaneo allontanamento dall’esperienza amorosa).

14. Soliloqui e monologhi di particolare importanza

Invidia, monologo proemiale dell’opera, prologo; Endimione, innamoramento, I.3; Diana, I.4.9-59, innamoramento; Ortichetta Vecchia, presentazione, II.4.

15. Dialoghi e successioni di monologhi di particolare importanza

Amore-Sogno, dibattito su chi sia il più potente, I.1; Ermilla, Dori, Celindo, Fileno, esaltazione della dea Diana a scapito di Amore, I.2.; Endimione e Diana, rifiuto di Endimione verso Diana, I.4.60-157; Diana, miseria e malinconia, II.1; Senso-Ragione, dibattito su chi sia il più potente, II.3; Ermilla, Celindo, Dori, Fileno, innamoramento dei pastori, II.6; Endimione-Diana, Endimione recupera il suo amore per Diana, III.3.173-192.

16. Uso particolarmente rilevante degli a parte

17. Personaggi che parlano solo in verso

Tutti.

18. Personaggi che parlano solo in prosa

19. Personaggi che parlano a soggetto

20. Personaggi che alternano testo scritto e improvvisazione

21. Personaggi che parlano solo in italiano

Tutti.

22. Personaggi che parlano solo in dialetto, in forme di italiano regionale o storpiato, o in una lingua straniera

23. Uso significativo e iterativo di figure retoriche o risorse simili

IV. Intreccio
24. Riassunto dell'argomento del testo

Prologo: soliloquio dell’Invidia che anticipa l’azione.

Primo atto: Amore e Sonno discutono su chi abbia più potere sui mortali e, per provarlo, stabiliscono che Sonno tenti Endimione, innamorato di Diana, e che Amore tenti Diana, dea che non pensa ad altro che alla caccia . Poi viene presentata una scena pastorale in cui vediamo i pastori vivere felici nel campo, senza alcun amore e dedicati interamente alla vita agreste, alla caccia e alla «dea che non conosce Amore», anche se ci si mostra che Celindo è innamorato di Ermilla. Il pastore Endimione vagheggia malinconico la luna perché è innamorato di Diana ‒ il cui simbolo è la luna ‒; lei pensa che non sarà mai vinta da Amore, ma all’improvviso vede Endimione che l’ammira e si innamora di lui. Quando scende per parlare con lui, questi le dice che non riesce a sentire l’intenso amore che sentiva prima e che preferisce la tranquillità e il riposo. Quando Diana parte, viene il Sonno, al quale Endimione confessa che, sebbene non senta amore per la dea, prova ancora affetto per lei. Alla fine dell’atto, arriva il Satiro nel luogo in cui si trovano i pastori, da dove vuole prendere una donna, ma loro, che giocavano al gioco della staffetta, si difendono violentemente.

Secondo atto: Diana si lamenta della situazione in cui si trova, innamorata di un mortale che non l’ama. D’altra parte, la Ragione vede che Endimione è stato vinto dal Sonno e che non vuole più la dea Diana; poi arriva il Senso, che appoggia Amore, mentre la Ragione vuole la vittoria del Sonno, e hanno un dibattito come quello che apre il primo atto. Nella quarta scena ci si presenta il personaggio comico di Ortichetta Vecchia, che dice che, nonostante la sua vecchiaia, vorrebbe trovare un amante giovane. Nella scena successiva, Amore parla del suo grande potere, appoggiandosi sulle esperienze delle donne che ha colpito, tra cui figura Diana. I pastori arrivano nel «luogo incantato dal senso», dove subiscono una trasformazione, poiché lasciano da parte l’interesse per la caccia e cominciano a vedere la bellezza e la dolcezza nel mondo e a formare coppie di innamorati. Finisce l’atto quando giocano il gioco degli spropositi e cantano un’arietta.

Terzo atto: la Ragione apre l’atto con un soliloquio in cui riflette sulla situazione di Diana; nella seconda scena, la dea si lamenta della sua degradazione, ma poi arriva Endimione, con cui discute perché non la ama. Successivamente, però, si libera dell’influsso del Sonno e si rende conto che in realtà è innamorato di lei e le chiede perdono; vengono quindi i pastori e celebrano il trionfo dell’amore, che ha conquistato la loro dea e anche loro stessi. Alla fine arrivano anche Sonno, Amore, Senso e Ragione e assistono alla vittoria di Amore e alle celebrazioni dei pastori e della dea.

25. Tema principale

Amore.

26. Temi secondari

Dibattito implicito sul potere della ragione e quello dei sentimenti.

27. Comicità

Motivo comico della vecchia innamorata, Ortichetta Vecchia: la comicità risiede nel contrasto assurdo tra la sua età avanzata e il suo persistente desiderio di continuare a prendere parte alle dinamiche amorose e di trovare un amante giovane. L’effetto comico deriva dunque da questo scarto che dà luogo a situazioni caricaturali, assurde e burlesche.

28. Elementi polemici, satirici e parodici

Satira degli anziani che si comportano da giovani in questioni amorose.

V. Luogo e tempo
29. Luogo generale

Bosco.

30. Cambiamenti di luogo

I.1: indeterminato; I.2-8: bosco; II.1-5: bosco; II.6: bosco, «luogo incantato dal senso»; III.1-6: bosco.

31. Durata totale dell'azione

Due notti e un giorno.

32. Soluzione di continuità temporale fra gli atti o fra le scene

Non c’è nessun riferimento temporale fino a I.3, che è di notte; tra I.3 e II.1 passa la prima notte; tra II.2 e II.6 passa un giorno; tra III.1 e III.3 la seconda notte; III.4: è giorno un’altra volta.

33. Indicazioni esplicite sul momento temporale presenti nelle battute o nelle didascalie

I.3: «vagheggia in cielo la Luna»; II.2: «Luce dell’intelletto / de l’increato Sole / potente raggio e gloriosa prole»; III.1: «de la Luna io vidi spenta la luce» (è di notte ma non c’è la luna perché Diana è scesa dal cielo); III.4: «premer gli argin del Sol, calcar le sfere», «in tanto il Sol lampeggia», «e di se forma altera base al Sole, / ah che il destriero, il Sole».

VI. Rispetto della regola delle tre unità
34. Tempo
No
35. Circostanze temporali

L’azione si svolge nel corso di due notti e un giorno.

36. Luogo
Sì
37. Circostanze spaziali

Sebbene ci sia una scena in cui i personaggi sono nel «luogo incantato dal senso», anche questo, presumibilmente, si trova nel bosco, dove ha luogo tutto il resto dell’azione.

38. Azione
Sì
39. Circostanze particolari dello sviluppo dell'argomento

Sebbene siano presenti altre azioni, come la vicenda dei pastori e degli amori che emergono tra di loro, oppure le apparizioni del satiro e di Ortichetta Vecchia, queste non raggiungono l’importanza del tema principale, motivo per cui si possono ritenere episodi o temi secondari che non rompono l’unità di azione.

VII. Elementi materiali, performativi e didascalici
40. Uso di oggetti particolari

Strale, Endimione, che sta per uccidere Diana, III.3.84, 181.

41. Uso di effetti sonori e musicali

Sull’uso della musica nel testo si veda § 50.

42. Uso di effetti speciali

43. Scena con ampia presenza di personaggi

III.6, dieci personaggi (Diana, Endimione, Ermilla, Celindo, Dori, Fileno, Sonno, Amore, Senso e Ragione): si chiude l’opera con la celebrazione della vittoria di Amore.

44. Didascalie di particolare importanza

I.7.18: «Principio del giuoco della staffetta»; II.6.162, 189, 200: «Gioco degli spropositi», «Principia il gioco degli spropositi», «Principia il gioco di novo»; III.6.62: «Qui si fa il ballo». Con le informazioni presenti nel testo e nelle risorse consultate, non è stato possibile stabilire in che cosa consistano questi giochi.

VIII. Prima recita
45. Prima recita

46. Altre recite nel Settecento

IX. Il testo in Goldoni
47. Riferimenti, diretti o indiretti, al testo o al suo autore presenti negli scritti o nelle opere di Goldoni

48. Aspetti del testo particolarmente rilevanti in rapporto con il teatro goldoniano.

X. Altri eventuali dati d'importanza presenti nei paratesti proemiali e altre osservazioni d'interesse
49. Dati dei paratesti

L’opera è preceduta da una dedica ai principi Giorgio Guglielmo, Ernesto Augusto e Giovanni Federico, i cui nomi compaiono anche nel frontespizio, e da una più breve dedica al lettore. Nella prima, Costa fa riferimento alla propria attività letteraria, affermando di aver esercitato la penna al posto dell’ago, vale a dire, di essersi dedicata alla scrittura anziché alle occupazioni tradizionalmente associate alle donne. Ricorda inoltre le quattordici opere che ha dato alle stampe ‒ di «genero lirico, storico, religioso, epistolare, drammatico (comico, mitologico, pastorale)» (Di Maro, Maria, «Una poetessa del XVII secolo: Margherita Costa», in (Auto)narrativas: hacia la construcción de un canon alternativo en italiano, coordinato da Sara Velázquez García e Laureano Núñez García, Salamanca, Ediciones Universidad de Salamanca, pp. 81-97) ‒ composte prima di questa ‒ che è l’ultima ‒ e parla delle muse che l’hanno aiutata con questo lavoro intellettuale che ha svolto nonostante l’ignoranza del «mostruoso» sesso femminile. La dedica si conclude con un’anticipazione dell’argomento dell’opera, definito come «il trasporto di Diana dalle selve agl’amori», e con una dichiarazione di modestia attraverso la quale l’autrice offre umilmente il testo ai principi.

Nella successiva dedica al lettore, Costa afferma di aver interrotto la scrittura per quattro anni durante un soggiorno in un paese straniero non identificato. Racconta inoltre di aver composto l’opera nell’arco di quindici giorni per difendersi da una «lingua nemica» e, con umiltà, chiede al lettore di perdonare il suo «rozzo stile» e gli eventuali errori del testo.

50. Osservazioni

Sebbene nei paratesti non venga esplicitamente indicata una destinazione musicale dell’opera, diversi elementi sembrano suggerirla. Oltre alla presenza di ariette e parti liriche inserite nel testo, i dialoghi tra alcune coppie di personaggi antagonisti (Amore-Sonno, Ragione-Senso) sono caratterizzati da rapidi scambi di battute e da strutture sintattiche parallele che, come osserva Merola nell’edizione precedentemente citata (p. 111), sembrano prestarsi particolarmente alla resa musicale. Per questo motivo, è possibile ipotizzare una destinazione musicale del testo e l’uso di qualche strumento musicale per accompagnare il canto.