I. Titolo e dati bibliografici
00. Schedatore/Schedatrice
Comparini, Lucie
01. Autore
Dufresny, Charles
02. Titolo
Attendez-moi sous l'Orme
03. Titolo completo

Attendez-moi sous l’orme, comédie en un acte.

04. Manoscritti
-
05. Edizioni utilizzate

Le Théâtre Italien de Gherardi, ou Le Recueil général de toutes les comédies et scènes françaises jouées par les Comédiens Italiens du Roi, pendant tout le temps qu’ils ont été au service. Enrichi d’estampes en taille-douce à la tête de chaque comédie, à la fin de laquelle tous les airs qu’on y a chantés se trouvent gravés, notés avec leur basse-continue chiffrée, Paris, Jean-Baptiste Cusson et Pierre Witte, 1700, 6 vv., vol. V, pp. 513-549.

II. Tipo
06. Genere

Commedia in un atto e in prosa, mischiata di versi.

06. Sottogenere
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07. Generi interni

Versi declamati, versi letti, canzoni in versi. Declamazione: 4.8; 8.30; 10.1; 10.14; 10.15; 10.16. Lettura di versi: 8.2; 8.4; 8.6; 8.8; 8.10. Canzoni: 7.27; 7.31; 8.49; 10.17; 10.23-28.

III. Personaggi e rapporti
08. Elenco dei personaggi

Le fermier (il fattore); Jacqueline; Pierrot (Pedrolino); Colombine (contadina, e anche parte della vecchia sulla tomba delle figlie e probabile parte della balia Catos) (Colombina); Octave, Arlequin (Arlecchino); une nourrice (una balia); Scaramouche (parte del maestro) (Scaramuccia); Mezzetin (parti dell’alunno corista e della contadina amante di Octave) (Mezzettino).

09. Protagonisti

Arlequin guardiano dell’olmo, Colombine artefice e complice. L’intreccio principale gira intorno alla vicenda del matrimonio di Jacqueline.

10. Personaggi e maschere della commedia dell’arte o da essi derivati

Arlequin; Colombine; Pierrot; Scaramouche; Mezzetin.

11. Valore allusivo dei nomi dei personaggi

L’albero magico al centro dell’azione è chiamato L’orme de Lucrèce (l’olmo di Lucrezia); una delle contadine che si vogliono fare passare per virtuose e innocenti si chiama Catos (dalla traduzione in ‘sage’ del latino cato, con gioco in tutta la commedia su sagesse, cioè virtù); Jacqueline è chiamata per antonomasia «une Agnès» (da L’École des femmes di Molière).

12. Rapporti fra i personaggi

Arlequin-Jacqueline: innamorati (ma Jacqueline contadina ingenua); Colombine-Pierrot: ex-innamorati (Colombine si vuole sposare con questo contadino un po’ grezzo); Pierrot-Jacqueline: promessi sposi dopo accordo Pierrot-Fermier (fattore padre di Jacqueline); Octave (pastore)-contadina perduta, poi ritrovata (parte interpretata da Mezzetin).

13. Personaggi speculari

Arlequin furbo - Jacqueline ingenua; Colombine furba - Pierrot rustico; Colombine furba - Jacqueline ingenua; vecchio Fattore - Pierrot pretendente; Scaramouche (maestro di canto triste) e Mezzetin (giovane corista allegro); l’educatrice e le figlie immorali; Octave innamorato ingenuo - Catos innamorata falsamente virtuosa.

14. Soliloqui e monologhi di particolare importanza

Invocazione di Arlequin all’olmo sulla virtù attuale delle donne (6.8); declamazione di Arlequin sulla pretesa pericolosa delle donne alla pubblicità della vitù (10.1); canzone «Au chat» sulla prudenza necessaria alle donne (10.17); canzone-indirizzo finale al pubblico (10.28).

15. Dialoghi e successioni di monologhi di particolare importanza

Incontro e complicità Arelcchono-Colombine (sc. 1); dialogo in presenza di Colombine tra il fidanzato rigorista Pierrot e il padre educatore severo (sc. 3); dialogo tra l’ingenua Jacqueline e la maliziosa Colombine (sc. 5).

16. Uso particolarmente rilevante degli a parte

Inizio di seduzione ipocrita tra Colombina e Arlecchino (2.1-10); diversi tentativi da parte di Colombine per convincere Jacqueline che non è pura (5.12; 5.18; 5.20; 5.22).

17. Personaggi che parlano solo in verso
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18. Personaggi che parlano solo in prosa

Tutti, tranne alcune canzoni (Scaramouche e Mezzetin, sc. 7; Arlequin, Jacqueline, Mezzetin-contadina, Colombine-Catos, Octave, sc.10); inoltre Arlequin declama versi (4.8; 8.30; 10.1; 10.14; 10.15; 10.16).

19. Personaggi che parlano a soggetto
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20. Personaggi che alternano testo scritto e improvvisazione
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21. Personaggi che parlano solo in italiano
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22. Personaggi che parlano solo in dialetto, in forme di italiano regionale o storpiato, o in una lingua straniera

Tutti i personaggi parlano in francese; Catos-Colombine (lingua leggermente contadinesca).

23. Uso significativo e iterativo di figure retoriche o risorse simili

Giochi di parole intorno all’espressione «attendez-moi sous l’orme» (albero della virtù femminile qui, ma anche significato antifrastico di: non mi aspettate per niente) in tutta la commedia, e in particolar modo nell’ultima scena (10) ; gioco intorno all’espressione «voir le loup» (vedere il lupo), con doppio senso sessuale (sc.5 e 10); gioco continuo sul senso lato e figurato di «laisser aller le chat au fromage» (lasciare andare il gatto al formaggio) in sc. 5, fino alla canzone «Au chat» (sc. 10).

IV. Intreccio
24. Riassunto dell’argomento del testo

Arlequin riflette tra sé sull’opportunità di sposare una ragazza ingenua che accondiscenda a tutto in amore. Colombine gli propone di trovare il modo di ottenere la giovane contadina Jacqueline nonostante il padre l’abbia promessa a Pierrot, il ché le permetterebbe di riavere per sé Pierrot che le è stato legato in passato. Il sotterfugio consiste nel sostenere la pretesa di Pierrot di mettere alla prova Jacqueline sotto l’olmo mágico della virtù di cui Arlequin è il guardiano; nello stesso tempo, Colombine, grazie ad espressioni a doppio senso, convince Jacqueline (per altro più attirata da Arlequin che da Pierrot) che non, non essendo innocente, non potrà entrare nell’olmo pena il soffocamento. All’inizio della cerimonia dell’olmo orchestrata da Arlequin, si ritrovano sotto l’albero un maestro-gazzettiere-poeta con un ragazzo componitore e cantante (Scaramouche e Mezzetin), il pastore Octave in cerca dell’innamorata scomparsa (che ritroverà svenuta nell’albero), una vecchia che racconta il modo in cui le numerose figlie sono state uccise nella prova, e la contadina Catos accompagnata da una bambina per ingannare l’albero. Infine Jacqueline rifiuta di entrare nell’olmo, Pierrot si disimpegna e torna con Colombine, Arlequin propone di sposare Jacqueline e, per evitare le canzonature, le fa passare con successo la prova dell’olmo prima dei canti finali.

25. Tema principale

La virtù femminile.

26. Temi secondari

L’onore maschile, la vera e la falsa ingenuità, la reputazione, l’inganno per amore.

27. Comicità

Ingenuità e malizia delle ragazze (Jacqueline-Colombine sc. 5); tentazione e perdita della vitù (la caverna delle tombe sc. 8; i tentativi di Catos sc. 9); la messa alla prova di Jacqueline nell’olmo magico (sc. 10).

28. Elementi polemici, satirici e parodici

Consigli di prudenza alle ragazze (canzone del gatto 10.17); il rigorismo maschile (sc. 3); i pericoli personali e sociali della pretesa alla virtù assoluta (sc. 4; sc. 10).

V. Luogo e tempo
29. Luogo generale

Villaggio in campagna (gascona?), all’esterno.

30. Cambiamenti di luogo

Davanti alla caverna dell’olmo, sempre in campagna e all’esterno.

31. Durata totale dell’azione
Meno di una giornata (continuità delle scene).
32. Soluzione di continuità temporale fra gli atti o fra le scene
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33. Indicazioni esplicite sul momento temporale presenti nelle battute o nelle didascalie
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VI. Rispetto della regola delle tre unità
34. Tempo
35. Circostanze temporali

Continuità delle scene. Azione fuori campo: Pierrot va a chiedere ad Arlecchino (fine sc. 3) di preparare la cerimonia dell’olmo mentre Colombine parla col padre di Jacqueline (sc. 4), e mentre quest’ultimo va a cercare Jacqueline (fine sc. 4) Colombine pronuncia un piccolo monologo (inizio sc. 5).

36. Luogo
37. Circostanze spaziali

L’unico cambiamento è la concentrazione su un luogo preciso: la caverna in cui si trova l’olmo.

38. Azione
39. Circostanze particolari dello sviluppo dell’argomento

Prima della prova di Jacqueline, l’inizio della cerimonia dell’olmo fa intervenire personaggi nuovi distaccati dall’azione principale anche se legati alle vicende passate e presenti di altre ragazze alla prova: Sacramouche-Mezzetin cantanti satirici all’inizio della cerimonia (sc. 7); lettura delle epitaffe sulle varie tombe tra cui Octave cerca l’amante, con il racconto diretto della vecchia sulle figlie (sc. 8); ingresso e tentativo d’inganno dell’olmo da parte della balia Catos con una bambina innocente (sc. 9).

VII. Elementi materiali, performativi e didascalici
40. Uso di oggetti particolari

La caverna, le tombe, l’albero magico della virtù (olmo).

41. Uso di effetti sonori e musicali

Canti (indicati supra) musicati ma due spartiti soli recati nell’edizione («Au chat» e «Je suis la plus sage» della sc. 10); la fine della commedia (10.23-28) è il probabile divertissement indicato nella ripresa del 1719; effetti sonori probabili dalla sc. 6 alla sc. 10.

42. Uso di effetti speciali

Apertura della caverna (sc. 6), apertura dell’albero (sc. 6 e 10).

43. Scena con ampia presenza di personaggi

Tutti presenti nella lunga scena finale (sc. 10).

44. Didascalie di particolare importanza

«On ouvre la caverne, au fond de laquelle paraît l’orme de Lucrèce, avec plusiuers tombeaux».

VIII. Prima recita
45. Prima recita

30 gennaio 1695.

46. Altre recite nel Settecento

Ripresa il 2 luglio 1719, senza las scena 7 (Scaramouche morto e Mezzetin assente fino al 1729).

IX. Il testo in Goldoni
47. Riferimenti, diretti o indiretti, al testo o al suo autore presenti negli scritti o nelle opere di Goldoni

I Rusteghi, Il Padre di famiglia per le concezioni sull’educazione delle donne o i sospetti sulla loro virtù, ma forse anche Il genio buono e il genio cattivo per l’elemento magico-dimostrativo (qui l’olmo, come una sorta di bocca della verità).

48. Aspetti del testo particolarmente rilevanti in rapporto con il teatro goldoniano.

Virtù femminile ridotta all’integrità fisica e fedeltà amorosa; comicità dell’inganno; rigorismo punito.

X. Altri eventuali dati d’importanza presenti nei paratesti proemiali e altre osservazioni d’interesse
49. Dati dei paratesti

Allusione a L’École des femmes di Molière.

50. Osservazioni

Le coppie finali sono coppie ‘autocompensatorie’, con matrimoni tuttavia viabili.