I. Titolo e dati bibliografici
00. Schedatore/Schedatrice
Ceccarelli, Marilena
01. Autore
Boccardi, Michelangelo
02. Titolo
Bacco usurpatore di Parnaso
03. Titolo completo

Bacco usurpatore di Parnaso; o sia Arlichino Poeta Tragico alla Moda, e di buon gusto, Bergamascante giurato per la vita, Riformatore delle Tragedie in risposta a’ Signori Tragici Moderni.

04. Manoscritti
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05. Edizioni utilizzate

Bacco usurpatore di Parnaso; o sia Arlichino Poeta Tragico alla Moda, e di buon gusto, Bergamascante giurato per la vita, Riformatore delle Tragedie in risposta a’ Signori Tragici Moderni, Venezia, Pietro Marchesan, 1724.

Risulta, nello stesso anno, un’altra edizione a stampa del testo, Venezia, presso Angelo Geremia.

II. Tipo
06. Genere

Commedia.

06. Sottogenere

Parodia teatrale.

07. Generi interni

Metateatralità: le canzoni intonate da Arlichino (I.7.18-27) e da Pasquino e Marforio (III.ult.38-73) sono episodi a carattere metateatrale inseriti in parodico ossequio alle norme diegetiche della tragedia classica.

III. Personaggi e rapporti
08. Elenco dei personaggi

Arlichino (Arlecchino); Bacco, dio del vino e dei piaceri carnali; Apollo, dio delle arti; Melpomene, musa greca della tragedia; Calliope, musa greca della poesia; Pegaso, cavallo alato; Merlin Cocai, poeta; Pasquino e Marforio, personificazioni delle statue parlanti romane; Gobbo di Rialto.

09. Protagonisti

Arlichino, Merlin Cocai, Apollo.

10. Personaggi e maschere della commedia dell’arte o da essi derivati

Arlichino, Pasquino.

11. Valore allusivo dei nomi dei personaggi

Merlin Cocai era lo pseudonimo usato da Teofilo Folengo; la scelta del nome mira evidentemente a inserire il personaggio nella tradizione maccheronico picaresca e pseudo popolare. Il Gobbo di Rialto è la personificazione della famosa scultura in Campo S. Giacomo di Rialto sulla quale venivano annunciate al popolo le decisioni più importanti del governo repubblicano; compare in un’unica scena, a colloquio con Arlichino (I.5.1-58), e la sua presenza è una chiara testimonianza dell’ambiente veneziano a cui si rivolge il testo e di cui il personaggio si dichiara messaggero. La sua – seppur parentetica – apparizione sulla scena acquista vis polemica se la si considera in relazione alla statua parlante di Pasquino e alla corrispondenza satirica sopra la Repubblica di Venezia che la leggenda narra abbiano intrattenuto.

12. Rapporti fra i personaggi

Apollo, Melpomene e Calliope: fratello e sorelle; Pasquino e Marforio: cantori di Bacco e allievi di Merlin Cocai; Arlichino, servitore e custode della reggia di Bacco, dal quale viene posto alla guida della brigata dei sedicenti poeti.

13. Personaggi speculari
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14. Soliloqui e monologhi di particolare importanza

Melpomene, afflizione e lamento per il declino e le derive del teatro moderno, I.3.1-24; Arlichino, investito da riscoperto ardore poetico, I.4.3-19.

15. Dialoghi e successioni di monologhi di particolare importanza

Bacco e Arlichino, sulla necessità di rinnovare le usanze poetiche, I.6.30-56; Arlichino e Merlin Cocai, dialogo tra ubriachi dalla spiccata comicità verbale, II.4.1-30; concertati: Pasquino, Marforio e Martin Cocai, digressione sui risibili propositi degli autori moderni, I.8.6-37; Apollo, Arlichino e Merlin Cocai, proscrizione dei sedicenti poeti dal Parnaso, II.6.21-39; Apollo, Melpomene, Calliope, sulla necessità di difendere gli autentici usi poetici classici, III.3.1-19.

16. Uso particolarmente rilevante degli a parte
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17. Personaggi che parlano solo in verso

Tutti.

18. Personaggi che parlano solo in prosa
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19. Personaggi che parlano a soggetto
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20. Personaggi che alternano testo scritto e improvvisazione
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21. Personaggi che parlano solo in italiano

Tutti (vedi anche §22).

22. Personaggi che parlano solo in dialetto, in forme di italiano regionale o storpiato, o in una lingua straniera

Nessuno; Bacco utilizza delle locuzioni in lingua latina in I.6.71; II.5.18; Melpomene e Calliope in III.3.11; III.3.22.

23. Uso significativo e iterativo di figure retoriche o risorse simili

Gobbo di Rialto (I.5.22-25), metafora: l’ascesa fisica dei personaggi al Monte Parnaso è reiterata a simbolo della farsesca facilità con la quale chiunque, tra i moderni, può dirsi poeta o improvvisarsi autore tragico; Coro delle Muse (II.6.3-20), similitudine: la vacue ambizioni dei poeti sono paragonate al volo di Icaro; episodi a carattere metateatrale sono le canzoni intonate da Arlichino in I.7.18-27 e da Pasquino e Marforio in III.ult.38-73 (vedi §07); similmente Merlin Cocai e Arlichino (II.7.20-27), dimostrando cognizione del proprio ruolo all’interno della finzione teatrale, ottengono salva la vita in nome del loro statuto di poeti moderni, ai quali sono invise le morti sulla scena.

IV. Intreccio
24. Riassunto dell’argomento del testo

Atto I: Apollo manifesta il suo sdegno e la sua collera per aver visto usurpata da Bacco l’Aonia Reggia; sopraggiunge Melpomene, vittima della stessa sorte, che giura vendetta agli usurpatori; nel frattempo Bacco discute con Arlichino, al quale affida la custodia della reggia, sulla necessità di un Reale decreto che riformi le usanze poetiche. Pasquino e Marforio ne saranno i cantori e Merlin Cocai il loro mentore. Con il pretesto di onorare gli accordi Arlichino e Merlin Cocai iniziano a bere.

Atto II: Apollo è deciso a vendicare gli oltraggi subiti e parte con Pegaso alla volta della reggia, in cerca degli usurpatori. Si imbatte immediatamente in Arlichino e Merlin Cocai, storditi dal vino e stesi a terra. Il dialogo tra i due rappresenta il momento di maggiore comicità dell’opera. Rompendo ogni indugio Apollo e Pegaso si dirigono verso la reggia usurpata da Bacco, che incalzano e fanno precipitare giù dal Monte insieme all’intero coro di baccanti. Merlin Cocai e Arlichino sono banditi dal Parnaso, pena la morte.

Atto III: Calliope, mossa a pietà dalla vista di Marforio e Pasquino, l’uno zoppo e l’altro cieco, chiede ed ottiene da Apollo di concedere loro la possibilità di tornare a Roma. Apollo, Calliope e Melpomene si compiacciono della vittoria conseguita e ribadiscono la necessità di ripristinare rigidi canoni d’accesso alle porte del Parnaso, con riferimento a coloro i quali abbiano avuto l’ardire di parodiare o riformare le tragedie classiche.
25. Tema principale

Critica delle tragedie moderne e delle sterili o velleitarie pretese dei tragediografi moderni.

26. Temi secondari
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27. Comicità

L’argomento più frequente atto a provocare l’ilarità del pubblico scaturisce dal grottesco contrasto tra le intenzioni dei sedicenti poeti cantori di Bacco, e la loro natura costituzionalmente buffonesca, che li porta ad ubriacarsi (II.4.1-30) anziché adempiere al proprio incarico.

28. Elementi polemici, satirici e parodici

Perdita di mandato dell’attività di poeta, alla quale chiunque pensa di poter aver accesso (I.1.59; I.2.6-17; I.5.22-25; II.1.28-33); risibili e velleitarie aspirazioni dei tragediografi moderni (II.6.3-20); bersaglio polemico dell’autore sono gli autori avvezzi alla parodia della tragedia classica (con esplicito riferimento al Rutzvanscad il giovane di Zaccaria Valaresso, il quale scagliandosi in realtà – contro gli sterili imitatori del modello classico, finirebbe per mettere in ridicolo anche gli elementi costitutivi del teatro greco, I.3.19-24; I.8.14-27; II.1.40-52) ma non risparmia neppure le anacronistiche pretese di quella moda, diffusa negli ambienti dell’opera seria, di comporre testi drammatici in chiave moderna secondo la pedissequa ripresa del modello classico.

V. Luogo e tempo
29. Luogo generale

Il Monte Parnaso.

30. Cambiamenti di luogo

Tutta l’azione si svolge sulla cima del Monte Parnaso, all’esterno della reggia.

31. Durata totale dell’azione
Meno di un giorno.
32. Soluzione di continuità temporale fra gli atti o fra le scene
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33. Indicazioni esplicite sul momento temporale presenti nelle battute o nelle didascalie

Apollo, I.2.34: «Ritornerò, pria che tramonti il giorno»; II.4.8-9: «S’incatenino entrambi, e pria che il Sole / All’occaso tramonti»; III.3.37-38: «Data in Parnaso a’ trentasei d’Agosto / L’anno corrente a Mesi, a giorni, e ad ore».

VI. Rispetto della regola delle tre unità
34. Tempo
35. Circostanze temporali

Che l’azione si svolga nell’arco di meno di una giornata è deducibile dalle asserzioni di Apollo in I.2.34: «Ritornerò, pria che tramonti il giorno»; II.4.8-9: «S’incatenino entrambi, e pria che il Sole / All’occaso tramonti».

36. Luogo
37. Circostanze spaziali

Tutta l’azione si svolge sul Monte Parnaso, all’esterno della reggia.

38. Azione
39. Circostanze particolari dello sviluppo dell’argomento

Tutta l’azione si sviluppa attorno al tentativo di Apollo di riconquistare l’Aonia Reggia.

VII. Elementi materiali, performativi e didascalici
40. Uso di oggetti particolari
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41. Uso di effetti sonori e musicali

Arlichino allude alla richiesta di un cembalo (scordato) e di un violoncello per accompagnare la canzone di congedo che intona in I.7.18-27; Pasquino e Marforio intonano una canzone in III.ult.38-73.

42. Uso di effetti speciali

In II.5 la didascalia allude a un effetto scenico tale da provocare la caduta dal Monte Parnaso di Bacco e di tutto il coro di baccanti, incalzati da Pegaso.

43. Scena con ampia presenza di personaggi

In I.6 sono presenti Arlichino, Bacco con comitiva di popolo, Merlin Cocai, Pasquino e Marforio che, giunti sul Parnaso, discutono sulla necessità di riformare gli usi poetici.

44. Didascalie di particolare importanza

II.5: «Incalzando Pegaso tutto il Coro de’ Baccanti gli farà precipitare giù dal Monte». Senza la didascalia non si capirebbe la conclusione dell’azione scenica.

VIII. Prima recita
45. Prima recita

Non è stato possibile reperire informazioni in merito.

46. Altre recite nel Settecento
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IX. Il testo in Goldoni
47. Riferimenti, diretti o indiretti, al testo o al suo autore presenti negli scritti o nelle opere di Goldoni

La messa in ridicolo delle velleitarie pretese dei poeti è tema comune anche alla goldoniana Il poeta fanatico, benché molto diversi ne siano i presupposti speculativi; gli episodi metaletterari con i quali i personaggi rompono la finzione scenica all’interno dell’azione costituiscono l’impianto strutturale della goldoniana Il teatro comico, sebbene l’espediente sia ampiamente attestato anche nell’ambito della commedia antica.

48. Aspetti del testo particolarmente rilevanti in rapporto con il teatro goldoniano.
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X. Altri eventuali dati d’importanza presenti nei paratesti proemiali e altre osservazioni d’interesse
49. Dati dei paratesti

L’apostrofe proemiale al lettore è una richiesta di comprensione e perdono – ironicamente paventata nell’eventualità che l’opera si discosti dal gusto dei moderni – e al contempo una dichiarazione d’intenti, essendo l’autore un giurato settatore della tragedia classica.

50. Osservazioni
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