| I. Titolo e dati bibliografici | ||
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00. Schedatore/Schedatrice
De Luca, Emanuele
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01. Autore
De Palaprat, Jean
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02. Titolo
Arlequin Phaéton
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03. Titolo completo
Arlequin Phaéton. |
04. Manoscritti
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05. Edizioni utilizzate
Le Théâtre Italien de Gherardi, ou Le Recueil général de toutes les comédies et scènes françaises jouées par les Comédiens Italiens du Roi, pendant tout le temps qu’ils ont été au service. Enrichi d’estampes en taille-douce à la tête de chaque comédie, à la fin de laquelle tous les airs qu’on y a chantés se trouvent gravés, notés avec leur basse-continue chiffrée, Paris, Jean-Baptiste Cusson et Pierre Witte, 1700, 6 vv., vol. III, pp. 439-532. |
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| II. Tipo | ||
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06. Genere
Commedia (in tre atti). |
06. Sottogenere
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07. Generi interni
Contenuti parodici e contenuti metateatrali. Fortemente presenti in particolare i riferimenti ai teatri e agli spettacoli parigini dell’epoca. Tutta la scena III.7 è giocata su questi contenuti con riferimenti al teatro dell’Opéra di Parigi. |
| III. Personaggi e rapporti |
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08. Elenco dei personaggi
Phaéton-Arlequin (Arlecchino); Épaphus-Pierrot (Pedrolino); Galatée (Marinette, Marinetta); Esculape (Le Docteur, il Dottore); Cygne (Pasquariel, Pasquariello); Doris (Colombine, Colombina); Momus (Mezzetin, Mezzettino); Apollon/Soleil (Octave, Ottavio); Dircé (Isabelle, Isabella); Une Heure (Isabelle, Isabella); L’Hiver (Isabelle, Isabella); Un Brandevinier (Pasquariel, Pasquariello); Un Poète (Cinthio, Cinzio); Un Procureur (Cinthio, Cinzio); Un Financier; Une Marquise; Le Mardi gras; La Terre; Les Dieux des bois et des eaux; Le Fleuve Po; Deux Satyres. Personaggi muti: diversi Ivrognes; Philosophes; Soldants et Paysans; Lampézie; Phaétuse; Phébé; Un Berger. |
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09. Protagonisti
Phaéton-Arlequin, che concentra in particolare in sé la trama del mito, trasponendola in forme comiche e parodiche. Momus, interpretato da Mezzetin può essere considerato un co-protagonista, personaggio che apre la pièce alla satira della società parigina contemporanea, di cui l’opera è fortemente riempita. |
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10. Personaggi e maschere della commedia dell’arte o da essi derivati
Phaéton in abito di Arlequin, Épaphus in abito di Pierrot. Di seguito i personaggi mitologici interpretati dalle maschere e personaggi italiani: Galatée (Marinette); Esculape (Le Docteur); Cygne (Pasquariel); Doris (Colombine); Momus (Mezzetin); Apollon/Soleil (Octave); Dircé, Une Heure, L’Hiver (Isabelle); Un Procureur (Cinthio). Difficile sapere in quali costumi recitassero, se mitologici o invece quelli delle maschere rispettive con accessori allusivi al mito. |
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11. Valore allusivo dei nomi dei personaggi
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12. Rapporti fra i personaggi
Phaéton-Arlequin/Épaphus-Pierrot: rivali in amore per Galatée, quest’ultima alla fine si unirà con Phaéton; Apollon/Soleil, padre di Phaéton-Arlequin, permette a quest’ultimo di guidare il carro del Sole determinandone la caduta; Momus guida Phaéton-Arlequin alla scoperta dei vizi e malcostumi dei parigini dell’epoca. Gli altri personaggi sono parti limitate o del tutto occasionali o semplici comparse mute. |
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13. Personaggi speculari
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14. Soliloqui e monologhi di particolare importanza
La battuta di Phaéton-Arlequin I.3.5 non è chiaramente un monologo o un soliloquio, ma è la declamazione e la lettura del cartello di sfida contro Épaphus, particolarmente interessante poiché declina la comicità di Phaéton-Arlequin nel registro di un Capitano spaccone; Momus e la satira di costume e di società (II.5.22), più che di un monologo o soliloquio, si tratta di una lunga battuta/tirata di Momus che conclude l’echantillon di situazioni di malcostume e vizi che si scorgono a Parigi; Phaéton-Arlequin e il carro del Sole (II.9): lungo monologo quando Phaéton-Arlequin ha ottenuto di condurre il carro del Sole e tenta di raggiungere Galatée. I cavalli si imbizzarriscono e lo conducono fuori rotta e alla sua rovina finale. |
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15. Dialoghi e successioni di monologhi di particolare importanza
Scambio di battute tra Momus, Phaéton-Arlequin e personaggi occasionali in II.1-5, utile alla satira contemporanea; lo stesso procedimento si registra nel III atto, con Momus, Phaéton-Arlequin, Esculape, Doris, Galatée, Apollon e Un Poète. |
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16. Uso particolarmente rilevante degli a parte
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17. Personaggi che parlano solo in verso
Vedi §18. |
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18. Personaggi che parlano solo in prosa
Tutti i personaggi parlano in prosa, ma talvolta vengono interpolati dei versi, polimetri, nella maggior parte alessandrini, spesso con intenti parodici o in forma di couplet da cantare: I.1.43-57; I.5.1-5; I.6.1-4; II.1.11; II.2.14; II.7.2-25; II.8.38; II.9.2-4; III.2.1; III.3.2; III.5.9; III.8.9; III.10. |
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19. Personaggi che parlano a soggetto
Vedi §20. |
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20. Personaggi che alternano testo scritto e improvvisazione
È molto probabile che diversi personaggi inseriscano parti a soggetto in battute distese, spesso in italiano, come nel caso di I.3.1: «phaéton Oh, oh, oh, ti farò veder furfante etc...». La traccia di una parte a soggetto improvvisata sarebbe rappresentata da quell’«etc.» che si ritrova anche in battute in italiano, e talvolta in francese, di Phaéton: I.3.5, II.4.10; Momus in I.4.3 «momus Sicuro per te, tu sei l’Elena che fa pugnare questo nuevo Hettore, et questo altro nuovo Achille, tu sei la carogna a chi due corbeaux gouleux font les yeux doux. Tu sei, etc...». |
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21. Personaggi che parlano solo in italiano
Vedi §22. |
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22. Personaggi che parlano solo in dialetto, in forme di italiano regionale o storpiato, o in una lingua straniera
Tutti i personaggi parlano in francese; Phaéton-Arlequin alterna il francese con brevi inserti o espressioni in italiano e in latino: I.1.1; I.3; II.3.10; II.6.13; II.6.31; II.8.12; III.3.4; III.3.6; III.4.4; III.6.2. Anche Momus impiega inserti in italiano: I.1.68, I.4, II.4.19, III.1.1; Galatée: I.4, III.6.1; Esculape III.3.1, III.3.11. |
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23. Uso significativo e iterativo di figure retoriche o risorse simili
Battute allusive, a doppio senso o con allusioni sessuali: es. I.1.16; II.4.7; II.7.11; II.8.12. |
| IV. Intreccio |
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24. Riassunto dell’argomento del testo
Phaéton e Épaphus amano la ninfa Galatée e vanno a trovare l’egiziana Doris per sapere quale sarà la sorte del loro amore. Per non essere riconosciuti si travestono: Phaéton da Arlequin, Épaphus da Pierrot. Incontrandosi, si scontrano e si sfidano a combattimento. Momus tenta invano di calmare gli animi e Phaéton, per provare al suo avversario che non è di natali meno illustri, chiede a Momus d’esser condotto davanti a suo padre Apollon. Momus acconsente. Nel secondo atto, Phaéton e Momus, su delle nuvole, si dirigono verso la dimora del Soleil; dall’alto scorgono Parigi al levare del giorno e numerosi personaggi e situazioni sfilano sotto i loro occhi, producendo una maliziosa satira contro ciascuno di loro. Giunti davanti ad Apollon, Phaéton chiede, come prova dei legami che li uniscono, di lasciargli condurre il suo carro. Apollon acconsente, dopo non poche difficoltà. Phaéton, montato sul carro, decide di andare a far visita a Galatée, ma i cavalli s’imbizzarriscono. La terra, gli dei delle acque e dei boschi, i satiri, e altri personaggi compaiono per lamentarsi dei danni causati dal Sole finché Jupiter, irritato, folgora Phaéton che precipita con il carro. Nel terzo atto, Esculape risuscita Phaéton trovato morto. Questi si decide allora a cercare una posizione sociale per poter sposare Galatée. Momus gli propone diversi mestieri che egli respinge a turno, facendone emergere i vizi e gli inconvenienti. Sull’avviso di Apollon, Phaéton decide infine di abbracciare la vita campestre. |
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25. Tema principale
Due i temi principali: il matrimonio di Phaéton e Galatée e la punizione alla troppa ambizione legata al mito di Fetonte, riletta in chiave comica. |
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26. Temi secondari
Satira sociale e di costume. |
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27. Comicità
Scene d’equivoci, come I.1 fondata sull’oscurità notturna e l’incontro tra Phaéton e Épaphus travestiti: possibile traccia o estensione di un lazzo di notte. La maggior parte della comicità è affidata alle battute di Phaéton-Arlequin ed è prodotta dallo scarto tra il mito di Phaéton e i dialoghi e le battute del suo derivato arlecchinesco, tutto fondato sull’abbassamento e la degradazione dei toni, in un processo tipicamente parodico. La battuta I.3.5 è particolarmente interessante poiché fa slittare la comicità di Phaéton-Arlequin nel registro di un Capitano spaccone. Tutta la scena II.6 si sviluppa in esilaranti battute di Phaéton-Arlequin, irriverenti e comiche, nei confronti dei segni dello zodiaco, conformemente al principio della degradazione dei toni eroici; ugualmente, il monologo di II.9.1, il volo di Phaéton-Arlequin, è costruito con lo stesso procedimento. Anche Momus, oltre alle sferzate satiriche, presenta talvolta tratti simili di degradazione dei toni come in III.1.1; e così si presenta Esculape in III.3.1, ricordando certi lazzi e scene comiche della tradizione contro i medici. Doppi sensi, battute satiriche e allusioni sessuali vivacizzano l’andamento del comico. |
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28. Elementi polemici, satirici e parodici
Numerosissimi i temi satirici e parodici, nella maggior parte dei casi affidati alle battute di Momus, dio della raillerie («railleur de profession»: I.2.9), lungo tutta la pièce. La satira appare fin dal I atto (I.1), mentre quasi tutto il II atto si compone di una rassegna dei tipi e dei vizi della società contemporanea parigina: donne di mondo (I.3.24; III.5.15), filosofi (II.4.9-30), marchese dedite al gioco, finanzieri e procuratori (II.5) e poi giovani debosciati, coquettes e usurai (II.5.21). Ugualmente, nel III atto, numerosi riferimenti satirici sono proposti nei confronti delle professioni dell’epoca, in particolare contro i musicisti, ballerini e cantanti dell’Opéra (III.7.4-24), medici (III.8.2-9) e poeti drammatici di compagnia (III.9). Talvolta è Doris che si incarica di sferzate satiriche (I.1.35). |
| V. Luogo e tempo |
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29. Luogo generale
Egitto. |
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30. Cambiamenti di luogo
Atto I, Egitto, esterno non meglio precisato; II.1-5: In cielo, prima regione dell’aria, sulle nuvole, dialettica verticale tra cielo e terra. In particolare a partire da II.3 dialettica tra cielo e la città di Parigi che Momus e Phaéton-Arlequin si trovano a sorvolare: «momus Oui, et de l’heure que nous parlons, Paris est justement sous nous»: II.4.5; II.6, ingresso nello Zodiaco e nel Palais d’Apollon; II.9, Phaéton-Arlequin solo per i cieli, sul carro del Sole; III, sulla terra. |
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31. Durata totale dell’azione
Ventiquattro ore secondo i riferimenti temporali dati da Momus, dalla notte in cui comincia l’azione alla notte successiva: vedi §33.
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32. Soluzione di continuità temporale fra gli atti o fra le scene
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33. Indicazioni esplicite sul momento temporale presenti nelle battute o nelle didascalie
I.1.: Nuit; I.3.14: «momus Si vous n’êtes en peine que d’aller trouver le Soleil, je m’offre de vous y conduire. Je suis fils de la Nuit, vous ne doutez pas que je ne sache les chemins des états de ma mère, ils touchent à ceux de l’Aurore, et de ceux de l’Aurore à ceux du Soleil il n’y a qu’un pas, nous serons demain à son petit lever, si nous marchons toute la nuit»; II.4.17: «momus Mais l’Aurore ne brille guère pour l’heure qu’il est, il faut qu’il soit plus de six heures»; con piccola incongruenza in II.4.21 : «momus [...] tu vois qu’il est déjà six heuresIII.1.1: «Horà che Fetonte è morto, Epaso non hà piu rivale, e le sue nozze con la ninfa Galatea si faranno stanotte. Suo padre Anfrisio ha di già ordinato la cena». |
| VI. Rispetto della regola delle tre unità | |
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34. Tempo
Sì
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35. Circostanze temporali
Secondo i riferimenti temporali dati da Momus l’azione si svolge in una notte e si conclude in quella successiva: vedi §33. |
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36. Luogo
No
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37. Circostanze spaziali
Anche se il tempo di percorrenza da un luogo ad un altro è scandito costantemente da Momus, e si svolge in una giornata, sarebbe uno sforzo troppo importante di verosimiglianza considerare unità di luogo il passaggio dall’Egitto al cielo sopra Parigi al tempio di Apollo, e poi nuovamente nei cieli, prima di un ritorno sulla terra, in luogo non meglio precisato, in seguito alla caduta di Pahéton-Arlequin. |
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38. Azione
No
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39. Circostanze particolari dello sviluppo dell’argomento
Quella che dovrebbe essere l’azione principale esposta nella prima scena del primo atto: la rivalità in amore tra Phaéton-Arlequin e Épaphus-Pierrot per conquistare la ninfa Galatée, si riduce a labili riferimenti nel corso della commedia, con un momento lasciato a soggetto alla fine del I atto quando, dopo il combattimento buffonesco tra Phaéton-Arlequin e Épaphus-Pierrot, il primo conquista la mano di Galatée. Il tema ritorna in conclusione, quando si sanciscono le nozze tra i due. Quest’azione si dissolve nell’altra, più nota, di carattere mitologico, fortemente ispirata dalle Metamorfosi di Ovidio: la punizione alla troppa ambizione di Phaéton che per provare a Épaphus di essere figlio di Apollo, chiede al padre di condurre il carro del Sole, da cui ne consegue la sua caduta e la sua rovina. Oltre a queste due azioni, la pièce annovera inoltre numerose parti completamente estranee a entrambi i soggetti e per nulla funzionali all’intreccio, utilizzate piuttosto a fini parodici e soprattutto satirici. Vi fanno parte numerose battute affidate per lo più a Momus e disseminate lungo la commedia. Il secondo atto in particolare, il viaggio in cielo di Momus e Phaéton verso il tempio del Sole, funge da mero pretesto a satire pungenti contro numerosi tipi e numerose situazioni di vizio della società parigina contemporanea, una vera rassegna satirica conforme a molta drammaturgia irregolare dell’epoca e buona parte del repertorio del Théâtre Italien di Gherardi. Gli anacronismi così frequentemente prodotti frantumano ulteriormente ogni possibilità di unità d’azione. |
| VII. Elementi materiali, performativi e didascalici |
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40. Uso di oggetti particolari
Cartello di sfida di Phaéton contro Épaphus I.3; III, Mausoleo su cui è adagiato Phaéton-Arlequin caduto dal cielo, morto e poi risuscitato da Esculape. |
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41. Uso di effetti sonori e musicali
II.9.2, divertissement cantanto e danzato da La Terre, Les Dieux des bois et des eaux, Le Fleuve Po e due Satyres; Alla fine del II atto possibile effetto sonoro alla folgore di Jupiter scagliata contro Phaéton-Arlequin; III.10, divertissement danzato e cantato da un gruppo di pastori al suono di chalumeaux e oboi. Il III atto si conclude con un concerto di oboi e di flauti. Canti e parti cantate occasionali si registrano nel corso della commedia. |
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42. Uso di effetti speciali
Atto II: volo sulle nuvole di Momus e Phaéton-Arlequin per raggiungere il Palais d’Apollon; II.9: Volo sul carro del Sole di Phaéton-Arlequin e conseguente caduta; Folgore di Jupiter. |
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43. Scena con ampia presenza di personaggi
III.10, Finale corale con tutti i personaggi e comparse, con chiusura di danze e canti. |
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44. Didascalie di particolare importanza
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| VIII. Prima recita |
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45. Prima recita
Hôtel de Bourgogne, 4 febbraio 1692. |
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46. Altre recite nel Settecento
Non ci sono fonti certe su possibili riprese settecentesche. |
| IX. Il testo in Goldoni |
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47. Riferimenti, diretti o indiretti, al testo o al suo autore presenti negli scritti o nelle opere di Goldoni
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48. Aspetti del testo particolarmente rilevanti in rapporto con il teatro goldoniano.
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| X. Altri eventuali dati d’importanza presenti nei paratesti proemiali e altre osservazioni d’interesse |
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49. Dati dei paratesti
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50. Osservazioni
La commedia è frutto di una drammaturgia legata alla triangolazione teatrale parigina, istituzionale e concorrenziale, della fine del XVII secolo. Arlequin Phaéton non è estraneo al recente Phaéton di Edme Boursault alla Comédie-Française (28 dicembre 1691) e alla ripresa dell’opéra Phaéton di Quinault e Lully all’Opéra (novembre 1692), vedi Emanuele De Luca, Il Théâtre Italien (a cura) di Evaristo Gherardi, in Goldoni «avant la lettre»: Esperienze teatrali pregoldoniane (1650-1750), a cura di Javier Gutiérrez Carou, Venezia, Lineadacqua, 2015, pp. 135-145. |