I. Titolo e dati bibliografici
00. Schedatore/Schedatrice
Tirendi, Carla
01. Autore
Dosi Grati, Maria Isabella (Dorigista)
02. Titolo
Padre accorto della figlia prudente, Il
03. Titolo completo

Il padre accorto della figlia prudente, Comedia Bellissima da Dorigista [= Maria Isabella Dosi Grati].

04. Manoscritti
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05. Edizioni utilizzate

[Dosi Grati, Maria Isabella], Il padre accorto della figlia prudente da Dorigista, Bologna, Eredi del Sarti alla Rosa, 1690.

II. Tipo
06. Genere

Commedia urbana bolognese; commedia ridicolosa.

06. Sottogenere
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07. Generi interni
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III. Personaggi e rapporti
08. Elenco dei personaggi

Dottore; Flavia, la figlia; Rosetta, la serva di Flavia; Prasilda, amica di Flavia; Merildo, fratello di Prasilda; Trofaldino (Truffaldino), il servo di Merildo; Doralbo, l’amante di Prasilda; Lauretta, amata di Trofaldino.

09. Protagonisti

I protagonisti della storia sono il Dottore, la figlia Flavia, Merildo, Prasilda e Doralbo. Ciononostante, la presenza sulla scena è abbondantemente occupata dai personaggi secondari, Rosetta e Trofaldino, come dimostra la percentuale della loro attività negli atti. Rosetta (54%); Dottore (50%); Trofaldino (50%); Flavia (50%). Giustifico tale risposta con le percentuali di apparizione nelle varie scene dell’opera, che in totale sono 24. Rosetta è presente in ben 13 scene, il Dottore in 12, Trofaldino in 12 e Flavia in 12; mentre i personaggi minori sono Merildo (41,7%) con 10 scene, Prasilda (33,3%) con 8 e Doralbo (25%) con 6.

10. Personaggi e maschere della commedia dell’arte o da essi derivati

Dottore; Trofaldino (lo zanni); Rosetta (la servetta); Signor Pantalone (amico del Dottore).

11. Valore allusivo dei nomi dei personaggi
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12. Rapporti fra i personaggi

Dottore-Flavia: padre e figlia; Prasilda-Flavia: amiche; Flavia-Rosetta: serva e padrona; Dottore-Rosetta: serva e padrone; Prasilda-Merildo: fratelli; Merildo-Trofaldino: servo e padrone; Doralbo-Prasilda: amanti e poi sposi; Merildo-Flavia: innamorati e futuri sposi; Dottore-Merildo: futuri suocero e genero; Doralbo-Merildo: nemici, ma futuri cognati.

13. Personaggi speculari
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14. Soliloqui e monologhi di particolare importanza

I.2, Dottore: monologo sull’onore e sulle ragazze svergognate; I.4, Flavia: disperata per la severità del padre; II.3, Doralbo: disperato per la gelosia verso Prasilda; II.4, Flavia: indaga su chi possa essere entrato in camera nella notte; III.1, Trofaldino: parla con Rosetta di Lauretta; III.3, Merildo: iracondo per il disonore di Prasilda; III.6, Trofaldino: narra delle sue sfortune in amore; III.9, Dottore: si rivolge agli spettatori per concludere la commedia. NOTA: per agevolare la consultazione dell’edizione abbiamo sempre mantenuto la numerazione originale, che presenta alcuni errori (cfr. §50).

15. Dialoghi e successioni di monologhi di particolare importanza
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16. Uso particolarmente rilevante degli a parte
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17. Personaggi che parlano solo in verso
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18. Personaggi che parlano solo in prosa

Tutti.

19. Personaggi che parlano a soggetto
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20. Personaggi che alternano testo scritto e improvvisazione
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21. Personaggi che parlano solo in italiano

Flavia, Prasilda, Merildo, Doralbo.

22. Personaggi che parlano solo in dialetto, in forme di italiano regionale o storpiato, o in una lingua straniera

Dottore (bolognese), Rosetta (bolognese), Trofaldino (bolognese).

23. Uso significativo e iterativo di figure retoriche o risorse simili
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IV. Intreccio
24. Riassunto dell’argomento del testo

Atto I: Flavia, giovane donna prudente e obbediente, è la figlia del Dottore Barnardi, ossessionato dal dover proteggere la virtù della ragazza. Lei, infatti, secondo il padre, non deve essere come le altre donne senza decoro che “fanno all’amore”, non deve nemmeno avere altri tipi di contatto con gli uomini. Flavia è molto amica della giovane Prasilda, una ragazza rispettabile con la quale intrattiene conversazioni epistolari per concordare delle visite amichevoli; dunque, invia la sua serva, Rosetta, a recapitarle una lettera per convocarla. Il Dottore decide di indagare sulla lettera destinata a Prasilda, poiché sospetta che sia per un uomo e che la richiesta di vedere un’amica sia solo uno stratagemma della figlia per disobbedire alle rigide regole della loro casa. Infatti, il Dottore indaga anche sul perché vi sia un ritratto di Flavia in casa, pensando che anch’esso sia per l’uomo della lettera, ma la figlia gli spiega che ogni cosa è in favore di Prasilda, committente del quadro – realizzato da Laurindo – che ritrae l’amica. L’incontro tra le due giovani avviene e Prasilda racconta a Flavia che la sua relazione (clandestina) con Doralbo è finita perché lei lo crede infedele; proprio mentre Prasilda si incammina per tornare a casa si incontreranno per strada tutti e quattro: Flavia, Rosetta, Prasilda e Doralbo. Flavia si intromette nella lite tra i due amanti per allontanare Doralbo da Prasilda, ma viene vista dal Dottore, che interpreta la scena a sfavore di Flavia: Doralbo deve essere l’amante della figlia e lei sta parlando con quest’uomo per strada, sotto gli occhi di tutti, mettendo a rischio l’onore della famiglia e trasgredendo le sue regole. Flavia non riesce a placare l’ira del padre né Rosetta è in grado di farlo ragionare; infatti, il Dottore vuole solo castigare la figlia, così Flavia scappa e si reca a casa di Prasilda in cerca di asilo e di sostegno, che la accoglie e le promette di spiegare tutto al Dottore per scagionare Flavia dalla colpa di avergli disobbedito.

Atto II: Prasilda fa alloggiare l’amica nella stanza del fratello Merildo, il quale, accompagnato dal suo servo Trofaldino, si trova fuori città per un viaggio, ma i due uomini rientrano a casa prima del previsto e trovano la bella Flavia dormendo nel letto di Merildo, che se ne innamora a prima vista e va via prima che lei possa svegliarsi. In questa stessa notte il Dottore si rende conto dell’assenza della figlia e aspetta le luci dell’alba per andare a riprenderla e castigarla, mentre Doralbo (appostato fuori casa di Prasilda) pensa che la sua amata non lo desideri più perché ha visto due uomini introdursi in casa; quindi, lamenta le sue pene d’amore e una gelosia che lo sta facendo impazzire. Flavia si risveglia e si rende conto che qualcuno si è introdotto nella sua stanza durante la notte; infatti, sotto il suo ritratto aperto trova scritte delle parole: «Ed io sol per adorarti ò bella, del tuo rigor incontrerò tormenti, e morte». Flavia crede che sia stata tutta opera di Prasilda e si dispiace della mala fede dell’amica, che ha permesso a un uomo di entrare nella sua stanza, anche se, al tempo stesso, si compiace delle parole lette sotto al ritratto. Nel frattempo, nelle prime ore del mattino si incontrano per strada il Dottore, Rosetta, Merildo e Trofaldino, che si intrattengono a conversare e, mentre Trofaldino corteggia una giovane chiamata Lauretta, Merildo confida al Dottore quanto accaduto nella notte, senza sapere però che la bella Flavia sia sua figlia. Il Dottore lo ascolta senza scoprire, tuttavia, l’identità della ragazza, fino a quando il giovane dichiara di volerla sposare e chiede a quale famiglia appartenga. A quel punto il Dottore rivela come stanno le cose e ordina a Merildo di far tornare Flavia a casa. Nel frattempo, discutono Flavia e Prasilda, la quale sostiene l’impossibilità che un uomo sia entrato in casa, dato che Merildo si trova in viaggio. Le due ragazze pensano quindi sia stato Doralbo e litigano per la gelosia di Prasilda, ma arriva Rosetta a richiamare Flavia per volere del Dottore; le tre donne si preparano ad affrontare il padre di Flavia.

Atto III: Si incontrano, finalmente, Prasilda e Merildo e si confidano su quanto accaduto nelle ore precedenti e decidono di andare insieme dal Dottore per impedirgli di maltrattare la figlia o addirittura di ucciderla, ma vengono fermati da Doralbo, che decide di affrontare Merildo, convinto che sia il nuovo amante di Prasilda. I due giovani decidono di sfidarsi a duello, ma Prasilda rivela che Merildo è suo fratello; dunque, Doralbo prova a risolvere il guaio che ha creato, mettendo in cattiva luce la reputazione della sua amata, dato che nell’impeto della gelosia dichiara la relazione con Prasilda. Doralbo, Merildo e il Dottore discutono di tutto l’intreccio e chiariscono i fatti e le relazioni tra le persone coinvolte nell’equivoco e nello scandalo, e Merildo, che pensava solo a uccidere l’amante della sorella per recuperare il suo onore, alla fine ripone il suo destino amoroso e l’onore della sorella nelle mani del Dottore, lasciando a lui il potere di decidere come risolvere la questione. Si incontrano tutti i personaggi, Flavia chiede perdono al padre, il quale intercede affinché Merildo perdoni la sorella e la faccia sposare con Doralbo, di conseguenza Flavia e Merildo si presentano ufficialmente. Il padre dice a Flavia che l’ha promessa in sposa al suo più grande amico, il Signor Pantalone e lei dal disgusto sviene, per poi scoprire che il padre la stava beffando e che, in realtà, ha concesso la sua mano a Merildo, che si dichiara suo futuro sposo e umilissimo servo. Doralbo e Prasilda si sposano, e anche per Trofaldino e Lauretta giunge il lieto fine.
25. Tema principale

Amore.

26. Temi secondari

Gelosia, onore, tradimenti, amicizia, matrimonio.

27. Comicità

La comicità deriva fondamentalmente dall’equivocità di alcune circostanze.

28. Elementi polemici, satirici e parodici
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V. Luogo e tempo
29. Luogo generale

Bologna.

30. Cambiamenti di luogo

I.1, camera; I.2, tragica; I.3-5, camera (indicato esplicitamente in ognuna delle tre scene); I.6, tragica; I.7, nessuna indicazione; I.8, tragica; I.9, nessuna indicazione; I.10, camera; II.1, tragica; II.2, camera; II.3, tragica; II.4, camera; II.5-7, nessuna indicazione; III.1-5, strada; III.6, tragica; III.7, nessuna indicazione; III.8, camera; III.9, nessuna indicazione. L’indicazione di luogo «tragica» si riferisce alle scene che si svolgono all’esterno. Si tratta di un riferimento alla scena tragica serliana, dunque, una piazza centrale della città. Di fatto, l’alternanza della dicitura «camera» / «tragica» nel copione indica l’alternarsi delle scene tra l’interno della casa e l’esterno.

31. Durata totale dell’azione
Circa 24 ore. Da I.1 a I.10 si passa dal giorno alla notte. Da II.1 a II.3 è notte, mentre in II.4 sorge il sole. Da II.5 fino alla fine dell’opera continua la giornata iniziatasi in II.4. Come si può osservare, dunque, l’azione si accavalla fra due giornate diverse, comprendendo tutta la notte che le separa, ma il testo non offre dati sufficienti che permettano di dedurre la durata esatta dello svolgimento del plot, motivo per cui proponiamo come ipotesi, pensando a uno sviluppo tendenzialmente continuo degli eventi, una temporalità di 24 ore o leggerissimamente superiore.
32. Soluzione di continuità temporale fra gli atti o fra le scene
Nel I.10 si passa dal giorno alla notte e nel II.4 sorge il sole; quindi, si deve pensare a un breve lasso di tempo, circa 24 ore o poco più.
33. Indicazioni esplicite sul momento temporale presenti nelle battute o nelle didascalie
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VI. Rispetto della regola delle tre unità
34. Tempo
35. Circostanze temporali

Circa 24 ore (cfr. § 31).

36. Luogo
37. Circostanze spaziali

Tutta l’azione si svolge a Bologna all’interno della casa del Dottore, all’interno della casa di Prasilda e all’esterno nelle loro vicinanze.

38. Azione
39. Circostanze particolari dello sviluppo dell’argomento

Tutta l’azione si svolge attorno al personaggio di Flavia, figlia del Dottore, che scappa dal padre per non essere punita, dato che ha trasgredito le sue regole sul non frequentare e parlare con gli uomini per preservare le sue virtù di ragazza di buona famiglia.

VII. Elementi materiali, performativi e didascalici
40. Uso di oggetti particolari

I.3, la lettera di Flavia per Prasilda; I.3, i fiori di Flavia per Prasilda; I.3, il ritratto di Flavia per Prasilda; I.3, il tavolino in casa del Dottore; II.1, la lanterna di Merildo; II.1, le chiavi di casa di Merildo; III.3, la spada di Merildo.

41. Uso di effetti sonori e musicali
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42. Uso di effetti speciali
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43. Scena con ampia presenza di personaggi

Nel III.8 sono presenti tutti i personaggi dell’opera, mentre nella III.9 la maggior parte. La presenza di tutti i personaggi sulla scena è dovuta alla partecipazione di ogni personaggio alla risoluzione degli equivoci e degli screzi che hanno caratterizzato la trama, nonché a poter prendere parte alla conclusione dell’opera.

44. Didascalie di particolare importanza

Il testo presenta le didascalie “camera/tragica” per indicare l’alternarsi dello spazio e lo spostamento dei personaggi tra luoghi interni ed esterni. Nel II.2 la didascalia spiega che Flavia sogna mentre Merildo e Trofaldino si trovano nella stessa stanza.

VIII. Prima recita
45. Prima recita
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46. Altre recite nel Settecento
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IX. Il testo in Goldoni
47. Riferimenti, diretti o indiretti, al testo o al suo autore presenti negli scritti o nelle opere di Goldoni
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48. Aspetti del testo particolarmente rilevanti in rapporto con il teatro goldoniano.
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X. Altri eventuali dati d’importanza presenti nei paratesti proemiali e altre osservazioni d’interesse
49. Dati dei paratesti

Il testo include, appena sotto il titolo, la dedica alla personalità «impareggiabile» di Leonora Cristina Donoborgi, firmata dalla scrittrice «serva devota Dorigista». L’atto I.1 è preceduto da un proemio, non esplicitamente firmato dalla scrittrice, in cui l’autrice si dichiara una buona cristiana che chiede perdono al «benigno lettore» se la sua commedia è stata caratterizzata da una «penna lussuriante».

50. Osservazioni

Nel testo vi sono due errori nella numerazione delle scene, di fatto nell’atto II si passa direttamente dalla scena 5 alla 7 e nell’atto III dalla scena 3 alla 5. Per agevolare la consultazione dell’edizione abbiamo sempre mantenuto la numerazione originale.