I. Titolo e dati bibliografici
00. Schedatore/Schedatrice
Bisi, Monica
01. Autore
Becelli, Giulio Cesare
02. Titolo → Edizione
Ingiusta donazione, L'
03. Titolo completo

L’ingiusta donazione. Commedia.

04. Manoscritti
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05. Edizioni utilizzate

L’ingiusta donazione. Commedia, Verona, Stamperia Fratelli Merlo, 1741.

II. Tipo
06. Genere

Commedia.

06. Sottogenere
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07. Generi interni
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III. Personaggi e rapporti
08. Elenco dei personaggi

Pompilio, nobile; Florindo, giovane avvocato; Clarice, giovane nobile; Argentina, serva; Celio, avvocato; Vittoria, nobile vedova; Fabio, procuratore; il Freccia, servo.

09. Protagonisti

Florindo, rappresentante la figura dell’avvocato onesto, singolare rispetto alla tradizione precedente; Celio, avvocato disonesto e antagonista di Florindo: entrambi, ma con animi diversi, sono interessati alla giovane Clarice, ragazza consapevole del valore della propria libertà di scelta e pronta a porsi in contrasto rispetto alla madre. Fra i protagonisti si annovera anche Pompilio, letterato, cui è attribuito il ruolo di aiutante di Florindo e di Clarice nella difesa della verità e dei loro progetti.

10. Personaggi e maschere della commedia dell’arte o da essi derivati
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11. Valore allusivo dei nomi dei personaggi

Celio allude probabilmente alla spiccata tendenza del personaggio a prendersi gioco degli altri; Freccia rimanda alla celerità con cui il servo svolge le proprie mansioni; Clarice è allusione alla trasparenza, all’onestà della fanciulla; Vittoria è colei che alla fine vince sulle menzogne di Celio.

12. Rapporti fra i personaggi

Pompilio-Florindo: amici; Pompilio-Vittoria: parenti; Vittoria-Clarice: madre-figlia; Florindo-Clarice: innamorati; Celio-Fabio: amici; Celio-Freccia: padrone-servo (poi Florindo-Freccia); Vittoria-Argentina: padrone-servo.

13. Personaggi speculari

Celio e Florindo, entrambi avvocati ed entrambi innamorati di Clarice, si oppongono quanto a onestà nei sentimenti e nell’esercizio della professione, costituendo a riguardo rispettivamente un modello negativo e uno positivo.

14. Soliloqui e monologhi di particolare importanza
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15. Dialoghi e successioni di monologhi di particolare importanza

Florindo e Pompilio: vizi e virtù del mestiere di avvocato (I.1); Pompilio: del sonetto (I.5.41-63); Celio e Fabio: le strategie fraudolente degli avvocati (II.1); Clarice: del matrimonio forzato (II.5.55-80); Fabio e Florindo: ben far e mal far degli avvocati (II.6).

16. Uso particolarmente rilevante degli a parte
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17. Personaggi che parlano solo in verso

Tutti.

18. Personaggi che parlano solo in prosa
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19. Personaggi che parlano a soggetto
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20. Personaggi che alternano testo scritto e improvvisazione
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21. Personaggi che parlano solo in italiano

Tutti (ma cfr. §22).

22. Personaggi che parlano solo in dialetto, in forme di italiano regionale o storpiato, o in una lingua straniera

Fanno uso occasionale del latino Celio (I.5.35-36) e Freccia (III.10.32); cfr. §21.

23. Uso significativo e iterativo di figure retoriche o risorse simili

Florindo: ironia su letteratura e filosofia (I.1.34-36); Freccia: ironia sull’amore ipocrita di Celio (I.8.57-66); Fabio e Celio: accumulazioni, paradossi, paranomasie per descrivere gli inganni degli avvocati (II.1); Celio e Florindo: metafora continuata sulle corrispondenze fra vita e opera teatrale (III.12.14-20).

IV. Intreccio
24. Riassunto dell’argomento del testo

Atto I. Durante le feste dei baccanali a Milano sembra doversi concludere il matrimonio fra Celio, avvocato imbroglione e bisognoso di denaro, e Clarice, figlia sedicenne di Vittoria, vedova che tiene in gran stima Celio, non conoscendo i suoi vizi. Florindo, innamorato ricambiato di Clarice, chiede aiuto all’amico Pompilio per tentare di far procrastinare il matrimonio, nella speranza di rovesciare i progetti di Celio.

Atto II. Dopo una serie di espedienti presentati da Pompilio su come prender tempo per rimandare le nozze, Clarice sembra ancora smarrita e sfiduciata. Di fronte alla madre, la ragazza le manifesta allora le ragioni che la spingono a rifiutare il matrimonio, atteggiamento che fa risolvere Vittoria ad anticipare le nozze di tre giorni, per celebrarle la sera stessa. Pompilio, messo al corrente dei fatti da Argentina, spera ancora di poter frenare il corso degli eventi.

Atto III. Clarice è convinta che basterà il proprio dissenso per evitare le nozze, ma Argentina le rivela che la madre, complice Fabio, sta tramando qualcosa contro di lei: essa vuole riportare alla luce il testamento del marito, in cui una clausola obbliga Clarice a sposare un uomo gradito a Vittoria, pena la perdita dell’eredità. Pompilio, che lo scopre, ne informa Florindo e i due chiedono a Freccia, già servo di Celio poi passato a Florindo, di ricostruire le circostanze legate al testamento. Dal confuso racconto del servo si evince la presenza di due testamenti, dei quali il secondo avrebbe dovuto annullare il primo, entrambi estorti con l’inganno al padre di Clarice proprio da Celio, desideroso di ottenere fanciulla e dote. Intanto Vittoria scopre da Argentina e da Freccia che Celio le ha sottratto dei gioielli per impegnarli e chiede informazioni su di lui a Pompilio, che ne conferma la fama di opportunista e chiude il dialogo mostrando alla donna le suddette carte testamentarie. Una volta persuasa della verità su Celio, Vittoria acconsente alle nozze di Clarice e Florindo e, fingendo di convocarli alla presenza del notaio per pubblicare la donazione di cui sopra, con abile decezione congeda dalla propria casa Celio e Fabio che cadono nelle mani dei bargelli.

25. Tema principale

Onestà e disonestà nell’esercizio della professione di avvocato.

26. Temi secondari

Verità dei poeti vs inganni degli avvocati; vanità delle classi nobiliari; vizio del gioco.

27. Comicità

Le fatiche del mestiere di avvocato, (Pompilio I.1); attaccamento al denaro (Freccia, I.8) ipocrisia (II.8, III.6); vanità delle dame (Pompilio, II.3); superbia (III.13).

28. Elementi polemici, satirici e parodici

Ipocrisia in amore (Freccia, I.8); vizio di far versi (I.5; I.9.1-15); polemica sui costumi dei giurisperiti (II.1, II.6).

V. Luogo e tempo
29. Luogo generale

Milano (cfr. §§ 30 e 37).

30. Cambiamenti di luogo

In III.12 si passa dall’esterno a una sala illuminata all’interno della casa di Vittoria.

31. Durata totale dell’azione
Una giornata.
32. Soluzione di continuità temporale fra gli atti o fra le scene
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33. Indicazioni esplicite sul momento temporale presenti nelle battute o nelle didascalie

Florindo: «ora che sono i Baccanali» (I.1.10); Clarice: «Mia madre vuole queste maledette / nozze che fatte sien pria di domenica; / ed oggi è giovedì» (II.2.2-4); Fabio: «io pur tentai di persuadere / Vittoria (son due ore) a favor vostro» (III.8.29-30); Fabio: «Nol fate, amico, perché son le Ferie / e il vostro atto illegal sarebbe nullo» (III.13.44-45).

VI. Rispetto della regola delle tre unità
34. Tempo
35. Circostanze temporali

L’azione si compie nell’arco di una giornata, come si evince dalle parole di Clarice («Mia madre vuole queste maledette / nozze che fatte sien pria di domenica; / ed oggi è giovedì; e l’ore sono / Ventidue », II.2.2-5); dalle parole di Vittoria («ma per questa sera stessa / vo che sien celebrate le tue nozze» II.5.53-54); dai ravvicinati riferimenti di Pompilio a quanto dovrà accadere nella sera medesima (III.9) e dall’assenza di altre indicazioni che facciano pensare al succedersi di più giorni.

36. Luogo
37. Circostanze spaziali

L’azione si svolge nelle strade di Milano (con la sola eccezione di III.12: interno della casa di Vittoria).

38. Azione
39. Circostanze particolari dello sviluppo dell’argomento

L’azione si concentra intorno al matrimonio di Clarice. Da un lato Vittoria, Fabio e Celio, ognuno spinto dal proprio interesse e non senza stratagemmi iniqui, vogliono fare in modo che la ragazza sposi Celio; dall’altro, Florindo, Pompilio, Argentina, Freccia si adoperino affinché Clarice possa sposare Florindo, muovendosi nell’ambito della buona fede e nella difesa della giustizia.

VII. Elementi materiali, performativi e didascalici
40. Uso di oggetti particolari
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41. Uso di effetti sonori e musicali
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42. Uso di effetti speciali
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43. Scena con ampia presenza di personaggi

III.13,14. Al termine della commedia tutti i personaggi, con l’aggiunta del notaio Gallina, si trovano a casa di Vittoria. Celio e Fabio sono convinti che il motivo della convocazione sia l’ufficializzarsi della donazione, mentre il Notaio annuncia loro il matrimonio tra Clarice e Florindo con i dettagli dell’entità della dote.

44. Didascalie di particolare importanza
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VIII. Prima recita
45. Prima recita

Mai rappresentata.

46. Altre recite nel Settecento
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IX. Il testo in Goldoni
47. Riferimenti, diretti o indiretti, al testo o al suo autore presenti negli scritti o nelle opere di Goldoni

Attraverso la polemica contro gli avvocati impostori, Becelli si inserisce in una tradizione consolidata, alla quale sembra appartenere anche Il cavaliere e la dama, in cui Goldoni colpisce la categoria di coloro che esercitano in modo disonesto i mestieri di procuratore o di avvocato. Meno diffuso il modello positivo dell’uomo di legge che tiene in modo particolare all’onore della propria persona e della propria professione e ricerca la giustizia per sé e per gli altri, modello che si trova ne L’avvocato veneziano, tanto che Ortolani lo considera fra le novità introdotte da Goldoni: «in contrasto con tutta la tradizione del teatro che insorgeva contro gli uomini di legge, giudici, notari, avvocati, procuratori, i quali facevano strazio della giustizia, il G., memore della professione esercitata a Pisa, e ammiratore del foro veneziano, volle rappresentare il carattere ‘nobile e virtuoso’ d’un avvocato che nell’interna lotta fra l’amore e il dovere non esita a sacrificare il primo per il trionfo della buona causa» (Carlo Goldoni, L’avvocato veneziano, in Id., Tutte le opere di Carlo Goldoni, a cura di Giuseppe Ortolani, Milano, Mondadori, 1936, vol. II, p. 1235). Pur senza la pretesa di stabilire un rapporto di influenza diretta, si segnala l’analogia tra il Florindo di Becelli e l’Alberto di Goldoni, senza dimenticare che quest’ultimo può aver conosciuto L’ingiusta donazione date la stampa veronese e l’amicizia con il Maffei che accomuna i due autori.

48. Aspetti del testo particolarmente rilevanti in rapporto con il teatro goldoniano.

Il personaggio di Clarice, ragazza che per mentalità molto si discosta dalla madre, assomiglia alle figure femminili del teatro di Goldoni: recalcitra di fronte al matrimonio combinato, considera decisiva la sincerità del pretendente, non si cura delle ricchezze, degli oggetti di lusso, della prospettiva di una vita facile. Denuncia il matrimonio forzato e prematuro paragonandolo alla schiavitù, al sacrificio e addirittura alla condanna a morte; rinuncia all’utile per rendere giustizia alla verità di sé stessa: per questo ultimo aspetto in particolare, può forse essere considerata precorritrice delle più volitive protagoniste goldoniane.

X. Altri eventuali dati d’importanza presenti nei paratesti proemiali e altre osservazioni d’interesse
49. Dati dei paratesti
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50. Osservazioni
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